A casa di un Re

A casa di un Re

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Siete mai stati a casa di un Re? Uno vero con la corona, il trono e tutto il resto? Noi si. Si chiama Bhumibol Adulyadej Ramadhibodi Chakrinarubodin Sayamindaradhraj Boromanatbophit ma gli amici lo chiamano Rama IX è il capo di stato con più anni alle spalle. E’ re dal 1946. In realtà nel frattempo ci sono stati più governi con colpi di stato militari che eletti con elezioni ma tutti lo considerano il grande padre benefattore della patria. C’è chi dice che i colpi di stato da quando è Re siano stati 15 ma qualcuno ne conta altri 5 o 10 in più. Si, perché in questo paese se il generale che fa il colpo di stato va in televisione e dice che non è un colpo di stato.. beh.. non lo si conta come colpo di stato. Fantastico!

In un paio di casi, nel 1981 e nel 1985, dopo che dei generali avevano fatto un colpo di stato, il Re ha detto che non accettava l’autorità dei golpisti e così non se ne fatto più niente. Fantasticissimo!

Immaginate di preparare un colpo in banca. Studiate tutto nei minimi dettagli, assoldate i migliori professionisti, comprate una calibro 9 e un passamontagna entrate all’Unicredit (o San Paolo se preferite) gridate -Mani in alto!- Esce il direttore dell’agenzia dal suo ufficio e vi dice – No scusate è martedì, ho la chiusura del trimestre e sta sera il saggio della bambina per favore tornate a casa che proprio non è giornata.- Voi che fareste?
Tornate sulla vostra Giulietta Sport con gli amici della Magliana che vi hanno accompagnato e andate a cercare un ristorantino per la sera. Qui succede così.

A volte è successo che i militari abbiano fatto un colpo di stato senza che ci fosse un proiettile sparato, altre che il Re abbia detto ai golpisti di concedere le elezioni che quelli abbiano accettato ma che poi altri generali 2 mesi dopo abbiano fatto un nuovo golpe perché non gli piacevano i risultati elettorali.

La Thailandia è un paese dove americani, australiani ed europei vengono in vacanza sereni con moglie e figli eppure qui, mentre vi scrivo, c’è un regime militare, la legge marziale ed è stata abolita la costituzione almeno fino alla fine del 2015 inizi 2016.

Malgrado tutto ciò il venerato Rama IX è l’unico e incontestato personaggio capace di tenere insieme questo grande e ricco stato che si chiamava Siam e poi si è chiamato Thailandia e poi ancora Siam e poi di nuovo Thailandia ( se giocavate a Risiko saprete che anche lì il Siam era strategico.

Rama IX è su tutte le monete da 0,1 a 1000Quindi Bhumibol è amato, anziano, ricchissimo (tra i reali del mondo pare sia il numero 1) e presente, lo trovate: appeso ai muri, agli incroci delle strade e su ogni banconota e moneta da 0.20 da 0.50 da 1 da 20 da 50 da 100 da 500 e da 1000, altre non le abbiamo viste ma abbiamo come un presentimento.

Lungo preambolo per introdurre il personaggio. Questo non è un semplice Re come quello di Danimarca o il Principe di Monaco (non me ne vogliano) questo è uno di quelli che ha un curriculum serio alle spalle.

Ora, chi mi conosce sa che la moda non è una delle mie priorità ma dovrebbe anche sapere che la mia splendida compagna è sempre aggiornata ed attenta.

Insomma. Arriviamo tutti e quattro con un taxi che dall’ambasciata del Laos ci ha portato davanti alle porte del palazzo reale per 180 baht e 52 minuti. Questo sarà l’unico tassinaro onesto che accetterà di usare il taxi meter o tassametro, tutti gli altri che proveremo si rifiuteranno proponendoci tariffe 5/8 volte superiori, alla faccia delle panzane scritte sulla Lonely Planet, Rough Guide ecc.

gattoneAlle porte del palazzo reale ci sono altoparlanti con una gradevole musichina jazz che in loop danno gli orari di apertura in thai e inglese. Sul muro una grande targa avverte che per entrare a casa di Rama bisogna essere vestiti in maniera decorosa. Penserete che è qui che l’asino casca. Infatti è proprio qui. A me non disturba più di tanto, come dicevo poc’anzi, conosco i miei limiti in materia. Raffi lo prende un po’ come un affronto. Dopo rapida occhiata del reale corpo di guardia cominciamo la fila per raccattare gli abiti che Rama in persona ci presterà per renderci più presentabili.
Si, ho scritto fila perché vi ho un po’ ingannato nel titolo per spingervi a leggere fino a qui ma già che ci siete arrivate in fondo. Ecco, non era proprio una visita privata.

Tocca a noi, arriviamo al banco la signora guardarobiera reale decreta 4 indumenti per tutta la famiglia contro un deposito cauzionale di 1000 baht che ti rendono all’uscita. Noccioline considerato chi sta per prestarvi i suoi pantaloni. Io ne ricevo un paio mono taglia che devono andare bene dal pigmeo al californiano palestrato,per fortuna sto quasi a metà del metro e 50 del primo e dei 2 metri dell’altro. L’unico moto d’orgoglio della giornata l’ho quando me ne porgono un paio umidi e ancora caldi. (fuori fanno 40° con un’umidità al 89%) Mi rifiuto. La reale dispensatrice li ri butta in cima alla pila e ne tira fuori uno dalla metà che è quasi asciutto.

Max riceve, da un montarozzo simile, una camicetta azzurrina a maniche corte in rayon e terital che non ha neanche una piega, come ciò sia possibile bisognerebbe chiederlo ai chimici che l’anno fabbricata.

Vestiti per incontrare un Re
Vestiti per incontrare un Re

Mael è immune grazie all’età.

Dal lato delle donne tra i vari lamenti ci giunge anche quello di Raffi che ha subito l’affronto di ben 2 capi obbligatori. Nonostante il materiale a disposizione riuscirà a sortirne un ensamble campagnolo etno-chic che fa la sua porca figura. Siamo pronti e decenti, nel caso fosse in casa, ad incontrare il monarca e consorte.

In realtà non visiteremo dei quartieri residenziali ma quelli dedicati alla religione e alle visite ufficiali dunque anche la sala dove c’è il trono.

Siamo nati in un paese dove non abbiamo un particolare attaccamento nemmeno alla figura del presidente dunque vedere un trono in mezzo ad una grande sala, sapendo che lì non è un oggetto di un museo ma qualcosa che ha un significato politico per 69 milioni di persone fa un certo effetto soprattutto dopo aver girato per le strade, visto i grattacieli, preso una metro modernissima e cercato invano il Siam vetusto dei contrabbandieri d’oppio e dei fumetti di TinTin. Qui sotto a un chiostro che circonda tutta l’area ci sono una quantità di statue di Budda tutte dorate, colori sgargianti, dipinti di battaglie tra scimmie e uomini sui muri. Qui dentro c’è un poco di oriente come lo immaginiamo, antichissimo eppure è così tirato a lucido e senza patina che un paio di volte mi trovo a pensare che alcune ambientazioni di Universal Studios a Orlando sono fatte meglio.

Lo so è atroce ma onesto. A Disney Land hanno fatto ricerche di mercato per sapere dove è meglio spruzzare la finta polvere nell’attrazione di Aladin per farcela sembrare vera e ci crediamo. La vera Baghdad, vista dopo, non può che essere una delusione.

E’ veramente difficile smettere di essere turista per diventare viaggiatore.

oro, ancora oroIl giro è comunque suggestivo. Oro, colori e ancora oro ci impegna la fine della giornata.

Tornare a casa sarà una discreta fatica. E’ l’ora di punta, i turisti escono a frotte dal palazzo e dunque, come dicevo all’inizio, i taxi schifano tutti quelli che non sono disposti a farsi pelare e persino i tuctuc, apecar, che portano 3 o 4 passeggeri per pochi soldi sono scontrosi ed esosi.

Vi ho mentito ancora. Qui ho il secondo moto d’orgoglio della giornata e piuttosto che farmi trattare da pollo condanno tutti e 4 alla marcia. Google Map non ci salverà, anzi ci farà prendere un bus dalla parte sbagliata, disegnerà percorsi di altri bus che attraversano muri di case e negozi e quando topperà l’ennesima BUS Stop, saremo stanchi e nervosi. I taxi quando sei occidentale, ti seguono aspettando che ti volti per fare un bel sorrisone e invitarti a salire, uno ci fa la sua offerta. La spara grossa per poi calare ed io a metà starei cedendo ma la mia socia resiste, la sento così determinata che mi preparo già alla lunga marcia quando, il tassista improvvisamente accetta la nostra contro offerta. E’ il doppio di stamattina ma come dirà poi Raffi :” gli é po 6 euro!”.

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    1. La mia sorellona abita in francia da una vita. La sua battuta è un gioco di parole tra il colore della gonna del Re e il lettore di dischi blue-ray con pronuncia francofona. Ora potete ridere 🙂

  1. Cosa dire raffi dovevi portarti a casa la gonna si poteva anche riciclare x il resto dei vestiti no comment

  2. …”ho visto un re….” Giordano quei pantaloni ti stavano perfetti, anche Raffi non scherza. Forse vi toccherà ancora fare i turisti. baci….

  3. La prima cosa che ho fatto arrivata al lavoro è stato aprire la posta privata per vedere se c’era un vostro messaggio.. 🙂 bellissimo il palazzo reale, ma era obbligatorio mettere i vestiti che vi davano? indipendentemente da quali fossero i vostri? però Raffaella l’orologio verdino non ci stava proprio ahahhah! siete bellissimi , grazie continuate a raccontareeee!

  4. Io vi adoro! Questo vostro viaggio deve assolutamente diventare un libro…le battute della Raffy in ferrarese sono un vero e proprio spasso. Non riesco a trattenermi nemmeno in mezzo alla gente e scoppio a ridere noncurante delle numerose presenze attorno a me. Io comunque non sarei mai riuscita ad indossare indumenti di dubbia provenienza…siete i miei miti! Sarah

    1. Sarah. La provenienza era tutt’altro che dubbia c’era scritto anche sulla ricevuta che appartenevano a Sua Maestà… mica cotiche!!