Angkor Wat oppure .. hai visto passare Lara Croft?

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Angkor Wat
Angkor Wat

Fare colazione, trovare un posto prima del check-out dal tugurio della notte prima, affittare 4 bici di cui una che non obblighi Mael a fare il trampoliere.

La prima è facile ma non straordinaria, la seconda ci fa entrare ed uscire da un po’ di posti. Siamo vicino a Pub Street l’area di Siem Rep tutta dedicata ai turisti, posti da dormire ce ne sono di tutti i tipi e dopo qualche: troppo buio, troppo caro, troppo piccolo, troppo … TROOOPPO, Giordano entra da solo in uno così tanto per provare. Camere ok, posto carino e persino una mini piscina ma anche questo è over budget. Ricordandosi però della regola dei barang ( vedi: arrivano i barang LINK ) e sommandola al fatto che qui è bassissima stagione spara una cifra che è la metà, un po’ di tira e molla, la scenetta – Fa niente me ne vado – e il concierge richiama poi sottovoce dice – Occhè! Ma non dirlo ai miei clienti-

In Thailandia se alla fine di una trattativa non si concludeva rimanevano davvero offesi qui in Cambogia la trattativa è fantasiosa. Se il venditore “spara” 100 non bisogna avere paura di rispondere 20 qualche volta si conclude con una risata, qualche volta a 80, qualche volta davvero a 21.

L’affitto della bici è paradossalmente più difficile ma è decisamente il nostro mezzo preferito per spostarsi. Non dipendi dagli orari, non devi mercanteggiare in continuazione ed è il modo migliore per scoprire un posto perché puoi fermarti quando vuoi. Alla fine ci mandano da uno che ha una bici giusta per Mael e non è solo giusta ha 2 cambi, 15 marce, ruote da fuori strada e una linea davvero sport c’è di che “vendicarlo” di tutte le bici scassone e fuori misura guidate fino ad ora, pedala per la città molto fiero e ne ha tutte le ragioni.

Siamo pronti tra poco scopriremo i famosi Templi di Angkor.

L’ennesimo sovrano megalomane fa costruire questa immensa struttura rettangolare di 1,5km per 1,3. Attorno, un fossato la circonda e vi si accede da un lungo ponte. Pare che dovesse diventare il suo mausoleo ed oggi è un tempio indù e buddista (il tempio più grande del mondo) oltre che un sito archeologico straordinario.

cambogia - Angkor Wat lumix (1)_1280x719Certo è sbagliato comparare cose accadute 1000 anni fa con il nostro quotidiano ma quando pensi che lo hanno costruito in 40 anni, allora pensi alle nostre “grandi opere” e viene da sorridere. Certo è che l’effetto allora come oggi è rimasto invariato. Gallerie, ponti, passaggi ogni centimetro è coperto da bassorilievi o statue. Ogni decoro, ogni viso sembra fatto dallo stesso scultore, dalla stessa mano. Tutto è avvolto dalla polvere malinconica e affascinante del tempo ma Angkor Wat non è come le Piramidi di Giza o il Foro Palatino a Roma. Angkor è un luogo vivo pieno di turisti ma anche di pellegrini e di monaci ragazzini che lo frequentano con un significato diverso.

giovani monaci
giovani monaci

E’ forse questo che rende speciale questa visita che sa un po’ di viaggio nel tempo e nello spazio. Nello spazio perché secondo le usanze di allora Angkor riproduce l’universo quindi ad un certo punto ci troviamo tutti e 4 su una pietra che è il centro dell’universo. Non capita tutti i giorni.

a destra del centro dell'universo
a destra del centro dell’universo

Al centro del tempio un edifico, il Meru, rappresenta la montagna sacra, in cima ci sono gli dei e la scalinata per salire è volutamente scomoda con scalini alti e stretti perché raggiungere dio deve essere faticoso e difficile. Raffi è considerata indecente dunque non può salire fino al paradiso degli Indù e Mael deve farle compagnia non per motivi religiosi ma per motivi di sicurezza. E’ troppo piccolo per salire. Dei 4 solo Max e Giordano sono degni del paradiso così mentre loro 2 “ascendono”, sotto è l’inferno per l’invasata custode khmer che ha fermato Raffaella e non la signora con una gonna più corta prima di lei.

La visita ai piani alti è breve perché è difficile godere persino del paradiso se non ci sono quelli che amiamo.

un monaco scruta il mondo dal paradiso
un monaco scruta il mondo dal paradiso

Nonostante ci sia gente il posto non è rumoroso. La giornata è calda, gli spazi enormi si prestano ad inseguire creature inventate. Saltando su è giù e Max e Mael corrono dietro a chissà quali schiere di mostri e soldati mentre dee sorridenti li guardano. Anche qui è impossibile non pensare ad un film d’avventura o, come fanno loro, pensarsi dentro ad un video gioco.

la nostra Lara Croft cerca una via d'uscita
la nostra Lara Croft cerca una via d’uscita
non sai mai chi si nasconde dietro a una colonna
non sai mai chi si nasconde dietro a una colonna
la serratura del forziere
la serratura del forziere

Nella polvere attorno al tempio troviamo anche il nostro tesoro o meglio la serratura della cassa del tesoro. Mael la scopre con le mani e la raccoglie da terra è sicuramente la serratura di un forziere che contiene chissà quali meraviglie.

Il grande parco continua oltre al tempio principale fino a raggiungere il muro di cinta e il lato opposto del fossato.

 

Raggiungiamo il fondo del perimetro dove l’ultimo piccolo tempio è il regno delle scimmie che lo abitano le più piccole curiose si lasciano avvicinare, le più anziane ci guardano da lontano e dall’alto una osserva attorno la sua tribù, regale, senza degnarci di uno sguardo. Ancora una volta ci vengono in mente le atmosfere magiche del Libro della Giungla e tutta la visita resta tra il gioco, il racconto ed un cartone animato.

sua maestà
sua maestà

Domani altra bici, altri chilometri, altri templi…

4 comments on “Angkor Wat oppure .. hai visto passare Lara Croft?Add yours →

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  1. …sempre più emozioni….Max hai il mondo da raccontare…..dai il via ai tuoi contatti….bacioni zonzonieri.

  2. “è difficile godere persino del Paradiso se non ci sono quelli che amiamo”…ragazzi che frase da pelle d’oca!!!
    Sarà che io sono un’irriducibile romantica e anche una dei pochi esemplari umani che crede ancora fermamente nell’amore ma parole come queste mi commuovono davvero tantissimo.
    Siete una famiglia meravigliosa! Grandissimi.