Arequipa fra mummie e cucina, Perù

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Un lungo viaggio in pullman ci porterà alla città di Arequipa, anche lei patrimonio dell’UNESCO. Per arrivarci attraversiamo un’area desertica davvero grande ma questa non é disabitata. Tra la polvere ci sono diverse baracche attorno, davvero niente. Sempre in mezzo al deserto vediamo grandi aree circondate da alti muri di mattoni e dal secondo piano del nostro bus possiamo vedere che dietro a quei muri non c’é niente tranne la sabbia ma chi possiede quel niente lo vuole per se soltanto.

Peru - Arequipa - Lumix B42
La Ciudad Blanca

Anche Arquipa è in una zona arida, la Ciudad Blanca si trova a 2500 metri sul livello del mare circondata da una serie di vulacani. Affittiamo un appartamento per qualche giorno, la finestra del nostro salotto da direttamente sul vulcano Misti che ha la forma classica del vulcano che disegnano i bambini, figura conica con la punta leggermente appiattita. Ci riposiamo per qualche giorno, Max e Mael continuano i loro programmi scolastici mentre Giordano incomincia la sua scuola di spagnolo. Un corso intensivo che lo porta persino a studiare e a fare i compiti!

ancora una finestra spettacolare
ancora una finestra spettacolare

I pomeriggi li dedichiamo alla scoperta della città, i palazzi del centro storico, la cattedrale e altri monumenti sono costruiti con una pietra bianca che diventa accecante in certe ore della giornata, quando il sole è alto, è quasi impossibile tenere gli occhi aperti. Scopriamo il mercato, un’enorme struttura dove all’interno si trova frutta, verdura, carne, animali vivi e banchi dove si possono gustare succhi di frutta freschi dai sapori eccezionali.

Il giro al mercato lo facciamo con Malena l’insegnante di spagnolo di Giordano, ci spiega che in quel mercato si trova di tutto dal frutto tropicale piu strano ai feti di lama essiccati utilizzati per i riti degli sciamani. I peruviani sono cattolicissimi ma se qualche dio della montagna può dare una mano…

il boia delle galline
questo placido vecchietto é un assassino …. é il boia delle galline

Tutto il mercato è un’insieme di usanze, di colori e tradizioni, qui puoi comprare animali vivi, polli, conigli e pagare un placido vecchietto perché te li ammazzi sul posto, troviamo almeno una ventina di tipi di patata (ma qui se ne coltivano 3000 tipi diversi..si! si! 3000!), erbe aromatiche per la cura di ogni genere di male, sacchi di foglie di coca

Un coca?
Una coca?
Peru - Arequipa - Lumix B58
Mummie di lama, incenso, candele.. roba da sciamani

Peru - Arequipa - Lumix B53

usata per infusi o per essere masticata per combattere il soroche, il mal d’altitudine o la stanchezza. Per non farci mancare niente Mael, il temerario del gruppo, accetta la sfida di Malena e decide di assaggiare un succo, ma non uno qualunque, si tratta di un succo di rana fresco. Si, avete letto bene, succo di rana arricchito con qualche erba e miele e qualche altro misterioso ingrediente. Si dice che produca un effetto energizzante. La signora che lo prepara comincia a mettere nel frullatore polverine varie con un cucchiaino poi aggiunge acqua e fa girare il frullatore, mentre tutto si mescola con delle pinze tira fuori due zampe di rana spellate da un vasone e le mette dentro, si gira e ne prende altre due, roba da sciamani.

Mael prova il succo di RANA!

La mummia Juanita vergine del ghiaccio

E a proposito di sciamani, vediamo la mummia Juanita e impariamo la sua storia. 500 anni fa vengono sacrificati dei bambini alle divinità del vulcano per quietarlo. I bambini sono stati cresciuti e preparati per questo martirio e compiendolo diventano Dei loro stessi. Juanita arriva da lontano, sale la montagna insieme a sacerdoti e sciamani sapendo che dovrà morire. Probabilmente é spaventata e orgogliosa al tempo stesso, avrà tra i 12 e 14 anni, fa freddo e si rannicchia avvolta dal suo mantello di lana di Alpaca e si addormenta per la stanchezza o per l’effetto di qualche droga. Vine uccisa con un colpo dietro la nuca e lasciata in cima al vulcano e il ghiaccio la avvolge conservandola per 500 anni. Juanita come l’hanno battezzata i suoi scopritori, non é veramente una mummia ma un corpo che e rimasto intatto perché conservato dal ghiaccio del vulcano che, tra l’altro,  da allora non ha mai più fatto sentire la sua voce.

S.Catalina
S.Catalina

Visitiamo anche il colorato convento di santa Catalina, che è poi la nostra Santa Caterina da Siena, una bellissima e intricata città nella città, un monastero che le donne nel 600 “sceglievano” per sfuggire ai matrimoni combinati con ceffi poco attraenti. Ci sono infatti le aree ben distinte per le monache ricche che hanno addirittura delle monache domestiche al loro servizio e i dormitori comuni di quelle meno fortunate. Davvero una società rinchiusa, circondata da un’altra società, un’atmosfera quieta ed inquietante allo stesso tempo.

S.Catalina
S.Catalina

Usciti ci concediamo una sosta in una piccola fabbrica di cioccolata proprio vicino al monastero, li incontriamo Rachele, una ragazza italiana che qualche mese fa ha deciso di intraprendere un’avventura in Sud America. La incontriamo per caso perché Giordano senza sospettare di essere capito commenta ad alta voce – Ma come fai a resistere tutto il giorno con questo profumo?!- la grande stanza é infatti il luogo dove producono e dove vendono e l’odore del cacao, quello buono, riempie le narici appena dentro. Rachele ci risponde come se ci conoscessimo da sempre, ascolta la nostra storia e ci racconta della sua passione. Qui ad Arequipa fa il cioccolato, partendo dalla fava del cacao e dopo una lenta lavorazione, senza fretta, ne ricava del cioccolato squisito, ci racconta di quanto questo suo nuovo lavoro l’appassioni, tanto che, una breve esperienza si sia trasformata in mesi, tra nuovi amici e fave profumate.

Il profumo, quello del cibo qui è importante, il Perù ha una delle cucine più rinomate ed apprezzate del Sud America e Arequipa é uno dei posti dove si mangia meglio in Peru (ricordate la nostra teoria sui patrimoni dell’UNESCO?). Grazie a Malena, Giordano non impara solo lo spagnolo ma anche cosa bisogna assolutamente assaggiare in una cucina molto varia e fatta di zuppe, carni, frattaglie, cose non sempre facili da mettere in bocca come gli Antichucios, spiedini di cuore, o gli intestini o il Caldo Blanco, una zuppa fatta con una patata “mummia” o il Cheviche, pesce e cipolla cotti solo dal limone. Cucina varia, ricca e molto semplice quindi diversa, ma con le stesse caratteristiche di quella italiana.

Prelibatezza culinaria, quella parte del Toro
Prelibatezza culinaria, quella parte del Toro
El Caldo Blanco
El Caldo Blanco

Anche qui prolunghiamo un paio di giorni la visita prima di andare a visitare la capitale del grande impero Inca. Cusco, rasa al suolo da terremoti e conquistadores oggi é una bella città coloniale oltre che la base di partenza per scoprire la misteriosa ed incredibile Machu Picchu.. seguiteci.

8 comments on “Arequipa fra mummie e cucina, PerùAdd yours →

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  1. …avanti, io vi seguo sempre!!!!!! sono con voi, non mi stanco!!!!!!!! ADELANTE

  2. …Mael le rane si mangiano fritte.. a Marrara fanno la sagra….sono buonissime. Forse il frullato l’avresti bevuto, se non conoscevi tutti gli ingredienti.Cmq sei bravissimo!!!!!

  3. Avanti pure, ma quanto è coraggioso Mael ad assaggiare quella roba! Almeno poi avete assaggiato anche la cioccolata?
    Buon proseguimento famigliola. Un abbraccio a tutti.

  4. Ma la coca è entrata subito in circolo a Mae???
    Pover’anima coraggiosissima che sperimenta veramente di tutto.
    Il succo-frullato-cappuccino aveva un retrogusto da salmastro? Oltre ad avere il colore di uno stagnetto un po’ fangoso?
    E che dire dei feti essiccati dei lama……. Mi è piaciuto molto di più il suf sulle dune!
    Proseguite gente proseguite che noi qui a ferrara siamo avidi di notizie!!!
    Besos
    Betta

  5. Per le rane bastava andare a Marrara a mangiare quelle buone fritte però, come ha giustamente detto la sig.ra Lella, mentre per i c…i del toro bastava andare alla sagra del toro a masi torello non importava andare in Perù!!!!

  6. Chevice saborissimo mucho me gusta.se se encuentra pescado fresco seguro se puede hacer tambien en Italia.be sapevo che il <Perù valeva la pena,,Be io le rane del Reno di Bologna fritte io le ho mangiate.che si potesse fare il succo proprio no.Hasta la proxima, muy pronto .

  7. I miei più sinceri complimenti a Mael!!! Che fegato ragazzi…..
    Bravi anche gli altri a zonzo ma, se non cominciava il più piccolo, dubito che gli altri avrebbero azzardato l’assaggio di quell’orribile bevanda.
    Sempre mitici!
    Il Perù, che non ho mai avuto la fortuna di visitare dal vivo, mi piace davvero tanto…mi ricorda il cartone animato “Le follie dell’imperatore”, troppo divertente.
    Baci a tutti.
    Sarah