Bangkok è altrove

Bangkok è altrove

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Bangko other placesLe buchette della posta qui sono rosse come da noi e come da noi hanno due porticine con due possibili scelte ma scritte sia in inglese che in thai. Volendo piegare l’inglese un poco, sulle buchette si legge – Bangkok… altri luoghi- o Bangkok è altrove.

E’ la mattina di Giovedì, il nostro quarto giorno qui, i bimbi dormono e noi beviamo un caffè, anzi un NesCaffè dato che nell’appartamento c’è solo un microonde.

Dalla porta finestra del balcone entra un suono di gong o di campana, non so bene, sale dalla scuola monastero qui sotto ( ogni Wat ha la sua scuola elementare ) ed è mescolato al rumore del battello che manovra sul fiume e a quello delle macchine che passano sul grande svincolo sopraelevato che passa qui, tutto 34 piani più in basso di noi. Questa è Bangkok, il pezzettino di Asia dove abitiamo ora.

Per arrivare qua abbiamo preso due aerei e percorso 8400 km. Il primo scalo a Dubai, aeroporto gigantesco centro commerciale aperto 24h dove davvero c’è tutto il mondo. Lì realizziamo che il nostro posto sarà la fila 70. Ora senza essere esperti aeronautici cercate di pensare ad un aereo con più di 70 file da dieci posti ognuna, sono in pochi ed uno è l’A380. Il più grande aereo passeggeri della storia. Il mio lato di bambino è eccitato all’idea ma pare che non riesca a trasmettere la cosa a Mael e Max che sono più preoccupati di sapere se sul loro sedile ci sarà la console con i giochi e i film. Io mi avvicino al vetro bombato dell’aeroporto e lo vedo. Assomiglia più ad una nave che ad un aereo. Penso a Leonardo e compagni che immaginavano macchine volanti guardano il volo di rondini e falchi. I progettisti di questo coso stavano sicuramente osservando il volo di un pellicano o di qualche uccello ancora più goffo. Non ha certo l’aspetto di una cosa aerodinamica e filante, un futurista l’avrebbe schifato, eppure solleverà 800 persone con tutte le loro valige e volerà a 1000km\h. Dal finger che ci fa salire a bordo vedo i motori, la nostra casa di Ferrara è certo piccola ma credo che possa entrare quasi tutta in quel motore.

Vorrei andare ha spiare al piano di sopra dove viaggiano i ricconi, come dice Mael, ma un cordone sulle scale blocca il passaggio.

Ci svegliamo dunque in oriente. Compiliamo i documenti dell’immigrazione e passiamo dal banco della documentazione sanitaria riservato a chi arriva dall’Africa, certificato di vaccinazione della febbre gialla, passaporti e persino i due atti di nascita dei ragazzi che ci ha spedito per fax, in Turchia, un gentilissimo dipendente del comune di Levallois (dove sono nati) in Francia.

Tocca a noi: Mamma davanti con il malloppo di carte, i bimi in mezzo e papà chiude la fila. Il poliziotto della dogana prende uno dei passaporti lo apre alla pagina della foto e lo solleva, è il mio. Il rifiuto in Turchia deve averci davvero traumatizzato siamo tutti e 4 più tesi di un contrabbandiere di valuta. Mi faccio avanti, solo allora tira su la testa e ci guarda -perché avete compilato il modulo sanitario?- ci chiede- Perché arriviamo dal Kenya- Fa un gran sorriso e ci dice – ma per gli italiani non serve- scherza con i ragazzi e timbra il passaporto. Siamo arrivati.

Usciti dall’aeroporto mostriamo a un tassista l’indirizzo scritto in Thai che ci ha inviato la proprietaria dell’appartamento ma è subito cilecca, non ha capito, mi guarda non sapendo cosa fare allora Raffaella gli spiega in ferrarese. Quando si è certi di non essere compresi tanto vale esprimersi nella lingua che ci viene più spontanea. Alla fine ci fa capire che se abbiamo un numero da chiamare… tutto a posto, giù il tassametro e si parte.

I ragazzi crollano in Taxi
I ragazzi crollano in Taxi

Nel frattempo dietro di me si ripete quello che forse sarà il rituale di ogni nostro “salto” Max e Mael sono crollati in un sonno profondo.

Trovato il posto c’è un signore ad aspettarci con un cartello col mio nome. Mi porge una busta chiusa e scappa via prima che possa chiedergli qualsiasi cosa, per fortuna nella busta ci sono chiavi e istruzioni.

"casa" nostra

 

 

Saliamo in casa e ci affacciamo al balcone ed ecco Bangokok.

Wow ! Non è quella che mi aspettavo: grattacieli, sopraelevate, schermi pubblicitari a LED giganteschi. I miei pregiudizi, e idee preconcette da occidentale si aspettavano un’altra cosa.

Ma quella Bangkok lì deve essere altrove. Chissà magari domani la troviamo intanto … seguiteci

BKK - BANGKOK (2)

7 comments on “Bangkok è altroveAdd yours →

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  1. Come fare a non seguirvi? Sono più curiosa di una puzzola!!!!! Che bello!!! Però dai collegatevi con noi con Skype vi vogliamo vedere!!!! Ciaoooooo

  2. Proverò presto anche io l’emozione di imbarcarmi su un A380, dev’essere gigantesco come aereo.
    Seguirvi è come vedere un film a puntate , sì perchè io le scene me le immagino veramente, mi sembra di vedervi… il tipo che ti da la busta e si dilegua fantastico mi immagino la tua faccia, sono scene da film. Belle le foto! il panorama di Bangkok è favoloso, ci vorrebbe un video con la colonna sonora dei mitici anni ’80 ” one night in Bangkok ” .
    Scrivete presto che sono curiosa come la Nicoooo 🙂 Baci

    1. Elisa … quando lo vedi dal basso ti dici che Newton era sicuramente un cazzaro. Un affare così NON dovrebbe volare.
      Per la colonna sonora rubo subito l’idea per una prossima clippettina NO COMMENT.
      Alla prossima puntata.

  3. Ho appena controllato il fuso…..da voi sono le 5 quindi vi do il buongiorno fra un po’ vi alzate e noi qui sotto i ventilatori stiamo per andare a letto…..com’e la birra thai?
    Ancora niente cavallette? Foto foto foto

  4. ,,,,,,,,finalmente la “casetta” di Bangkok e il panorama che da lassù vedete. Magnifica descrizione del viaggio. sono sempre con voi. Non sentite una presenza inquietante?????
    Grossi bacioni. Buongiorno sono le 6,59a.m

  5. Il vostro viaggio deve assolutamente diventare un libro e tutti noi che vi seguiamo abbiamo il privilegio di viverlo assieme a voi in tempo reale! Quando hai parlato di “salto” mi è subito venuto in mente Geronimo Stilton e la toponave con la quale effettua i propri viaggi nel tempo! Davvero avvincente. Le immagini sono da pelle d’oca! Meravigliose.