California

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Al check in una signorina davvero gentile ci dice che non può imbarcarci senza un biglietto di uscita dagli USA. Abbiamo ricevuto l’OK dall’ESTA ma una cosa non verifica l’altra dunque, è ancora una volta il Viaggio a decidere dove vuole andare e lo fa tramite un sito in cui puoi mettere come partenza un luogo e come destinazione la parola “ovunque” (zio Sauro aveva ragione). Le risposte sono molteplici ma la nostra “amica” del checkin scarta tutte le prime in ordine di prezzo. Si, per entrare in USA non vi basta un biglietto di uscita, lo stesso non può avere come destinazione: Messico, Portorico, Canada e svariati altri paesi che raggiungete con pochi dollari dunque il primo che ci viene accettato è San Jose in Costa Rica. Ci viene quel sorrisino e pizzicore dietro la nuca di chi riceve una gradita sorpresa. Ecco un altro posto a cui non avevamo pensato ma che suona molto, molto bene.

Dunque non solo partiremo per 3 settimane di California ma sappiamo già che poi andremo in Centro America.

La ragazza del check in si appassiona alla nostra storia e cerca di aiutarci in tutti i modi. Finche non riceviamo il numero del biglietto non può imbarcarci sul volo per Los Angeles e il suo turno di lavoro è finito, la mail di conferma della compagnia non è sufficiente così ci raccomanda ad una collega e se ne va mentre noi cominciamo ad angosciarci. Non passano 2 minuti che la vediamo tornare. Ha deciso di restare oltre il suo orario per assicurasi che vada tutto bene e quando finalmente arriva il benedetto codice del biglietto per Costa Rica è lei ad assegnarci i posti. Decisamente il Giappone ed i giapponesi saranno nei nostri ricordi tra le persone più educate e più gentili del pianeta (di sicuro della prima metà) .

3 di 4 a Venice
3 di 4 a Venice

Tutto è pronto per il grande salto partiamo alle 19 e arriveremo lo stesso giorno ma sette ore prima di essere partiti da Tokyo, la folle invenzione del tempo.

Che sia chiaro da subito; l’America e gli americani ci piacciono, ci siamo già stati anche se sull’altra costa e ci diverte quel loro fare bonaccione e un po’ infantile, quell’orgoglio che hanno nella voce quando, dopo che gli hai detto che sei italiano ti dicono – aahhh!! Italia!! Welcome to United States ! –
Ed è proprio così che ci saluta il poliziotto dell’immigrazione.

Dormiremo 2 notti in hotel a Inglewood . Davvero non il posto più sexy di LA ma non lontano da Venice Beach e soprattutto al posto dove abbiano affittato il Campervan che ci farà da casa per 20 giorni.

Backpakers Paradise si auto definisce il posto. È uno dei Motel a 2 piani con le camere in cortina. C’è una piscina, un bar un po’ zozzo, pop corn a volontà 24 ore al giorno ed un discreto casino la sera, a Max e Mael piace, a noi grandi meno ma è divertente vedere gli aerei che volano bassissimi sopra la nostra testa mentre si avvicinano alle piste dell’aeroporto qui vicino.

California - cell Raf14Abbiamo una macchina per questi 2 giorni così andiamo subito a vedere il tramonto a Venice. È come ve la aspettate. La spiaggia grandissima, le torrette di legno dei Baywatch la gente che pattina nel lungo mare a torso nudo, il Latinos di Porto Rico che giocano la pelota a mani nude contro il muro, generose zaffate di fumo e di mariuana dei passanti che qui possono fumare legalmente con ricetta medica. Forse non per strada ma il dettaglio non pare preoccupare nessuno.

Pattini a Venice

California - cell Raf19

A piedi arriviamo davanti alla palestra all’aria aperta dove Bodybuilder sollevano bilanceri di cemento, vorremmo fotografarli ma sono davvero antipatici e si incazzano quando ci vedono scattare. Ma, se sei 1mt e 90 per 130 chili di muscoli e ti da fastidio che ti si guardi, non hai che da attraversare la strada e andar dentro alla palestra con l’aria condizionata e tutto il resto. Qui si allenava Mister Olimpia, fu Conan il Barbaro, fu Terminator, fu governatore della California, ora un vecchietto di nome Arnold che si gode la vita.

Qui sudava Conan il Barbaro
Qui sudava Conan il Barbaro

Quando l’orizzonte comincia a colorarsi di arancione e di giallo arriviamo ad un grande skate park dove una quantità di ragazzi ci regala acrobazie e salti davvero impressionanti. Grandi murales rappresentano anche la Venere di Botticelli e così questa “Venezia” americana tra rinascimento e skate è davvero California oppure, siamo scivolati dentro un film. Questa è una sensazione che in USA si prova in continuazione tanto da non capire se gli americani siano tanto assorbiti dalla loro cultura Pop da volerla imitare in ogni dettaglio o se più semplicemente i loro registi non siano ottimi osservatori.

Skaters
Skaters

Il noleggio di quattro bici costa più del noleggio dell’auto dunque continuiamo a piedi fino a che non fa buio.

Sulla spiaggia una serie di casette alcune in legno molto belle, altre sono opera di architetti che si sono divertiti un po’ ed altre appartengono ad appassionati di capitelli -c’è ne per tutti! – Il messaggio di Venice è vario, la gente è talmente diversa nei gusti e nelle tradizioni che fa si che questo posto sia da vedere, incrociamo anche parecchia gente che non ha niente, in polticocorrettese, homeless (senza casa) . In realtà sono senza lavoro, senza famiglia, senza niente di niente tranne quella follia che li fa parlare da soli a voce altissima.

La stanza inutile di una casa sulla spiaggia
La stanza inutile di una casa sulla spiaggia

Un Tacos ordinato col nostro finto spagnolo (cioè italiano con delle ESSE alla fine), lingua che qui è davvero equivalente all’inglese, e poi a nanna ad ascoltare la gara tra il DJ del bar contro il DJ del ristorante. La nostra camera è proprio nel mezzo e quando verso le 3 finalmente chiudono, alcuni ragazzi decidono di continuare la festa oltre il sottile muro appoggiato alla testiera del nostro letto.
Chiamiamo a raccolta tutte le divinità conosciute in oriente: quelle con la testa da elefante, quelle con 6 braccia, quelle con 18, Buddha serafici, dormienti o ciccioni ma  nessuno di loro e così cattivo da esaudire le nostre richieste. Mael e Max dormono sereni, tra pochi anni toccherà a loro stare da quella parte del muro, Raffaella e Giordano “maturano” scocciati , per non usare altra parola, guardando il soffitto nella penombra.
L’indomani mattina nonostante tutto i 4 sono in piedi presto c’è da visitare Los Angeles anzi EL EHI come dicono i locali.

Sulla porta dei vicini pende il cartellino – DO NOT DISTURB –

-Non disturbare?- Addirittura in maiuscolo?-

È troppo l’affronto. Giordano lo stacca e lo mette in tasca sognando la signora delle pulizie che apre la porta dei vicini con un calcio e l’aspirapolvere già acceso tra le mani sorprendendoli nella fase più profonda e dolce del sonno.

Poi via a cercare Beverly Hills, Hollywood, il teatro cinese e tutto quello che fa di questo posto LA… salite in macchina .. seguiteci

California - cell Raf37

2 comments on “CaliforniaAdd yours →

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  1. Finalmente!!! Era un po’ troppo tempo che non ricevevo posta, cominciavo a preoccuparmi.
    Bravo Giorda, hai fatto bene a staccargli il cartellino “DO NOT DISTURB” anzi, sei stato anche troppo zelante! Del resto il proverbio dice:”chi ha più criterio, lo adoperi!”. E voi ne avete da vendere!
    Quindi il Natale lo avete passato al caldo quest’anno! Beh, anche se in ritardo vi faccio i miei più sinceri auguri di Buone Feste! Aggiungo anche quelli per un Nuovo Anno colmo di ogni bene!
    Un abbraccio.
    Sarah

  2. Che bello riverdere queste immagini la descrizione del Motel e la stanza inutile della casa sulla spiaggia la avevo perfettamente in memoria.
    Non vedo l’ore di rivedere il Grand Canion

    baci