California 2 – Da qui in poi è tutto paesaggio.

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In questo nostro diario a zig zag torniamo indietro ancora una volta. Eravamo arrivati in California, era il 26 Ottobre e da li riprendiamo con un vero road trip degno di Hollywood, da dove partiamo. Un road movie è fatto anche di musica dunque quando trovate un link cliccatelo e lasciatelo aprire dietro per ascoltare la musica che ci accompagna .

Ci lasceremo dietro Los Angeles. Molto meno di come la pensavamo specie per una città così grande. Certo non si può dire che ci si annoi ma alcune cose che vedete ovunque sono decisamente poca cosa da vicino.

Sulle strade della California
Sulle strade della California

Poco importa. Alle 11 arriviamo da Escape per ritirare il nostro Van. Co-protagonista di ogni grande road movie è sempre un’auto o un mezzo mitico, anche nella nostra storia c’è ne è uno ed ha anche un nome.

Raffaella è molto preoccupata. Venti giorni su un piccolo Van senza il bagno, lei, che ha sempre chiamato i camperisiti -cul merd- (non serve traduzione) . Arriviamo e ci propongono 4 van tra cui scegliere, sul tetto del nostro monteranno il cofano supplementare che abbiamo chiesto per non avere gli zaini tra i piedi.
Sul retro c’è un frigo, un lavandino, il fornello e la dispensa. L’abitacolo è di giorno un salottino col tavolo e di notte un letto che occupa tutto il furgone.
Scegliamo quello che si chiama Bangi in cui è disegnato un tizio si getta nel vuoto con un elastico legato i piedi ed uno che scende da una Zip Line, dietro a loro il tramonto. Mentre aspettiamo facciamo spesa nello scaffale delle cose lasciate. La gente che riporta i van lascia un sacco di cose e vengono messe li per chi riparte. Lo spirito di chi affitta qui è molto take it easy <-clicca per ascoltare. È divertente pescare tra barattoli e le altre cose; tra queste c’è un secchiello di quelli usati dai bambini ad Halloween per mettere le caramelle, lo prendiamo perché mentre siamo qui sarà la notte delle streghe. Poi troviamo anche un barattolo di piselli e carote, una confezione di noodles precotti, Mael è già in astinenza, uno spray anti zanzare, un barattolino di conserva, preziosissimo sale e pepe e, per finire, una vera opera Pop Art, una zuppa Campbell che carichiamo col resto sul nostro Bangi e partiamo a finir di far cambusa al Walmart più vicino.

Bangi
Bangi dentro è davvero grande

Walmart

Walmart è un super mercato che è un istituzione qui. Nel bene e nel male rappresenta una grossa fetta degli USA. Qui trovate le confezioni GIGANTI di Mayo, di Kchetchup e di patatine, nel reparto Camping fino a qualche tempo fa si trovavano vicino alle esche vive e alle sedie pieghevoli anche le pallottole da Winchestern, poi le hanno tolte a causa di un rompiballe di nome Michael Moore  (regista di Bowling for Columbine) e della pressione mediatica scatenata dal suo film anni fa e da Obama in seguito. Tutto il resto però c’è ancora, compreso il muro degli eroi dove potete portare la foto del nonno morto nella II Guerra Mondiale, del figlio morto in Corea o in Vietnam o del marito morto in Afganistan, in Iraq, per appenderla al muro insieme agli altri. In questo paese gigantesco che non ha mai conosciuto la guerra in casa propria, pur essendo sempre in guerra, ogni città o paesino ha un Walmart con i suoi tacchini giganti surgelati pronti per la festa del ringraziamento, le sue decorazioni di Halloween e il suo Glory Wall sul quale appaiono persone in divisa di ogni     generazioni sotto alla scritta ” Freedom is not free ” (la libertà non è gratuita)

La libertà di comprare, di consumare ma anche di sentirsi veramente liberi si perché uno degli aspetti belli degli Americani è che si sentono veramente liberi, molto più di noi costantemente incazzati con lo Stato. Nel paese di ognun per se la gente è lo Stato.
Tra il latte con la vitamina D, quello al 2% e quello a zero grassi fatichiamo a trovare del latte latte o latte intero e sorridiamo nel vedere cosa contiene il carrello delle signore affette da “culite” (malattia molto diffusa qui dove l’alimentazione si sfoga particolarmente nell’area che da appunto il nome alla sindrome scoperta dai 4azonzo). Chissà perché hanno così paura del grasso del latte e non di quello delle confezioni di bacon da  2 libre.
Lo abbiamo già scritto. A noi piacciono  i mercati. Sia quelli zozzi e polverosi dei contadini del Laos sia quelli dell’esagerato West dove la commessa che ci riempie le sportine/buste con i prodotti acquistati ne usa due una dentro l’altra perfino per la scatola leggerissima dei cereali, alla faccia di noi europei che le vogliamo eliminare. Son due estremi dove però trovi la gente vera, la contadina cambogiana e la super consumatrice di Los Angeles la cui sola chiappa destra pesa quanto la contadina.

Anche qui ci lasciamo prendere dal gioco e paragoniamo il nostro quotidiano, con quello dei posti appena visti e con quello di casa. Trova le differenze:
La Bologna che, recita l’etichetta, può contenere tracce di maiale.

La confezione di latte intero da 1 Gallone (4,5 litri) minimo.
Un tacchino col petto più largo di quello di Max.
I Mashmallow (spumoni per la mamma di Gio) in crema da spalmare.

La Coca Cola ai gusti Classica, Cherry, Grape Fruit, Water Mellon, Lime, Vaniglia, Diet, Zero, altre 10 e ultima nata la verde. Tutte schifose tranne la prima. Ad un certo punto dobbiamo forzarci per uscire, i carrelli sono così grandi che si rischia di comprare davvero più di quanto si possa mangiare in 20 giorni.

Fuori nel parcheggio il nostro furgone graffitato splende nel sole della California e la gente si gira a guardarlo qualcuno ci fa anche un cenno come dire – Great ride man! –

Bungi. La casa dei 4 per 3 settimane
Bungi. La casa dei 4 per 3 settimane -Great ride man! –
Cielo
L’orizzonte è più lontano, il cielo più alto, la strada è un nastro dritto.

Tocca a Raffi guidare, la marcia sulla lettera D e via, questo bestione è davvero facile da guidare. La strada ce la da una cartina di quelle che si piegano in 9 parti e un atlante stradale di tutti gli stati, alla vecchia.
Da qui in poi è tutto paesaggio, non è un caso che gli americani facciano le cose grandi. L’orizzonte è più lontano, il cielo è più alto. Fuori da LA la strada sale verso le montagne. Siamo diretti al parco di Joshua Tree. (quello della foto degli U2 da piccoli) ma faremo un sosta nella foresta sotto il lago Arrowhead.

La strada è una striscia diritta che sale e scende e attorno spazio, spazio e ancora spazio. Di nuovo l’America si assomiglia ed è proprio come e dove l’aspettavate. Nello specchietto retrovisore abbiamo il sole al tramonto e davanti a noi, tra le montagne sorge una luna anch’essa grandissima, noi ascoltiamo Hotel California <-clicca per ascoltare a tutto volume e scusateci se fa cliché.

I due astri si guardano prima che uno dei due saluti e noi cominciamo i tornanti al buio. Troviamo una piazzola che si affaccia sulla valle mangiamo qualcosa e prepariamo il Van per la notte. Fuori fa più fresco siamo in alto, sotto di noi le luci di San Bernardino. È la nostra prima notte, spegniamo tutto e raccontiamo di lupi mannari illuminati dalla luna poi uno alla volta ci prende il sonno.

Alle 3 di mattina si sente bussare forte nel vetro davanti, quello del guidatore, Giordano scosta la tenda sbuca fuori con la testa è il cardiopalmo…

ancora non sapevamo di aver parcheggiato il nostro Van tra i pini nella foresta di Twin Peaks (per chi si ricorda di Laura Palmer)… chi bussa nella notte? Com’è andata a finire?… Seguiteci.

Twin

3 comments on “California 2 – Da qui in poi è tutto paesaggio.Add yours →

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  1. ….Ti sarai spaventato molto…..ma non è stato grave……un esperienza in più….io adesso sto aspettando la conclusione del “cardiopalmo”…. ho tanta curiosità. Vi seguo…vi abbraccio e vi bacio. Quante emozioni!!!!!!!!! A proposito Laura Palmer c’era????????

  2. Haa haa !!!Fantastico riconosco tutto quel che raccontate…………. ma il paragone della chiappa con la contadina cambogiana non avrei mai potuto pensarci Haa Haa !!!!

    Grazie !!!!!!!!
    ho riacoltato Hotel California i miei 15 anni e il primo amore………………

  3. Anch’io sono curiosissima di sapere chi ha bussato nel finestrino in piena notte!
    Roba da farti venire un infarto.
    Bungi è davvero bellissimo, chissà i bimbi quanto si divertiranno.
    Vi abbraccio forte.

    Sarah