Cessi occidentali e WiFi → ( o come ci vede un Masai )

Cessi occidentali e WiFi → ( o come ci vede un Masai )

http://4azonzo.com/cessi-occidentali-e-wifi-o-come-ci-vede-un-masai
Share Button

Sulla strada sterrata e polverosa che conduce alla riserva di Masai Mara ad un certo punto si incontra un cartello che dice :” Western Toilet and Wifi ”. Una freccia sotto la scritta indica in direzione del nulla e chissà per quanti chilometri.

Potenza della sintesi cartellonistica, ecco come qui descrivono noi italiani, europei o occidentali in generale, le nostre due urgenze primarie sono: sedere sul trono nel momento del nostro massimo raccoglimento in solitudine e aggiornare la nostra pagina FaceBook ( o il nostro blog ) per far sapere al mondo dove siamo e cosa stiamo facendo. Tal volta i due momenti coincidono.
Probabilmente dobbiamo apparire molto pigri e viziati a questi africani così particolari tanto da seguire un cartello verso il nulla per un poco di internet.A loro così attaccati alle tradizioni da rifiutare persino le strade asfaltate.
Da quanto ho capito, Il Kenya è una specie di confederazione di 42 tribù ognuna ha un governo locale e parla la sua lingua, a scuola imparano lo Sua-ili e l’Inglese da quel che ne capisco il primo lo usano per parlare tra loro ed il secondo per parlare con i bianchi (il Kenya non è più Inghilterra da poco più di 50 anni )
Dei 42, i Masai sono quelli più fieramente attaccati alla tradizione. La ricchezza qui si conta in mucche e pecore, la poligamia e i matrimoni combinati sono cosa normale, gli uomini girano in costume e portano una mazza alla cintura per difendersi, infine, dalle ultime stime riferitemi dalla nostra guida, con 5 mucche e 5 o 6 capre si può avere una moglie decente.

masai
masai

Non sono qui per giudicare quello che a noi può sembrare sbagliato, trascorriamo troppo poco tempo con loro e qui è davvero tutto molto diverso ma l’incontro con questa gente fa riflettere sui valori che noi vogliamo conservare e su che tipo di gente vogliamo diventare. I Masai unici su 42 tribù a rifiutare il nuovo e il diverso si sono barricati tra i loro confini tenendo fuori tutto e tutti. Oggi per questo motivo sono quelli che più rappresentano per noi lo stereotipo dell’Africa e dunque quelli che più ricevono la visita e le attenzioni di quei bianchi così diversi che portano con loro la loro contagiosa diversità insieme a tanti, tanti soldi. Fattori che li stanno cambiando pur lasciandoli nell’illusione di non cambiare.
Chiudersi su loro stessi li ha resi più esposti “all’invasione” di gente ancor più diversa dei loro connazionali che forse un po’ meglio di noi li possono comprendere.
Mentre anche in Italia la tendenza e al chiudersi e rifiutare i vari invasori non posso fare a meno di pensare come le cose cambino malgrado noi e malgrado la nostalgia che ognuno ha dei bei tempi andati. Penso ai Masai che chiamano le mogli non per il loro nome ma con la parola moglie, quando ne hanno una sola e moglie 1 e 2 ecc quando ne hanno di più. Ai loro figli che vendono un mestolo di legno agli occidentali al prezzo di una loro settimana di lavoro. Ancora una volta non lì giudico ma devo constatare che un giorno si sveglieranno e scopriranno che tutto e cambiato senza che abbiano potuto dire la loro. D’altronde se pensate agli affreschi del rinascimento italiano vedrete gente in giro per strada in calzamaglia e camice con maniche a palloncino ma nessuno di noi avrebbe il coraggio di uscire di casa così oggi. I Masai invece, nel 2015, vanno in giro con gonnellini rossi e lance come 500 o 1000 anni fa.

Accogliere chi arriva, diluirne la cultura nella nostra senza soffocarlo, accettare che il Parmigiano sia fatto altrettanto bene da un pakistano e forse … ri apprendere a cagare nella cesso alla turca.

Però tre giorni in questa immensa riserva con questa gente antica non si possono liquidare così, seguite il racconto.

6 comments on “Cessi occidentali e WiFi → ( o come ci vede un Masai )Add yours →

Comments are closed. You can not add new comments.

  1. Vedrete animali meravigliosi, aspetto qualche foto.. Che esperienza! un posto favoloso.
    Per la popolazione.. bè.. io spero che i Masai aprano gli occhi su quello che potrà essere un futuro non dico simile ma almeno adeguato ai tempi che cambiano.. me lo auguro per le donne, per la loro identità/dignità. Aggiornateci! Non vi molliamo, un abbraccio.

    Elisa

  2. ma……………. i masai si estingueranno o si adegueranno…………. purtroppo o per fortuna per loro. Il mondo va’ a vanti nel bene e nel male. comunque la loro e la nostra “cacca” è stata, è, e sarà sempre uguale!!!!!!!!!!!!!!!!! ciaooooooooooooo ragazzi!!!!!!!!!!!!!!
    Mi avete fatto venire in mente un paritcolare che notai a Malindi, una tappa ad una sala giochi dove incontrai un masai che giocava con una slot machine!!!!!!!.
    Riciaoooooooooooooooo un abbraccio
    Scrivete scrivete scrivete è troppo bello!!!!!!!!!!!!!

    1. Esatto, intendono la tazza. Non è scritto nel post ma ai cancelli del parco di Masai Mara nei bagni ho visto un water installato come una turca, in pratica la tazza sepolta a raso terra. Il risultato, esilarante, una specie di turca/voragine. Credo che quei muratori non avessero mai visto una western toilet come il loro concittadino del cartello.

  3. be di quei cessi lì, erano anche nelle ns. case contadine,io poi li vidi e l’ho usai anche in Panama .il papà di Faby diceva che dovevo prendere il torsolo di un Pannocchia di grano x pulirmi,c’era la carta igenica ma lui ricordava che prima…….bene bene allora ci scriveremo anche .<Buona Notte.è arrivata la mia ospite Panamense,poi ne arrivano altre due,adelante chicos.