Dolce far niente

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Abbiamo letto di un posto sul fiume dove non c’è niente da fare e pare che questa sia la sua attrattiva più grande, per arrivarci si passa dalla cittadina di Nong Kihaw anche lei descritta come carina e tranquilla sulle due sponde del Nam Ou. Sono 120Km sulla A1 partendo da Luang Namtha. La prima autostrada del paese. Tutte le merci che vanno e vengono dalla Cina passano di qua solo che per noi non è un autostrada, non è nemmeno una strada. Per farvi capire; come chiamate una sterrata piena di buchi a due “corsie” scarse, senza parapetto o guardrail, nessun tipo di cartello, (proprio nessuno) che passa in mezzo a dei villaggi in cui polli e bambini giocano per strada o qualcuno ci installa delle baracche di frutta? Non autostrada.

In realtà a partire da un certo punto e per 80km si attraversa il cantiere per costruirla e non siamo neanche alla ghiaia prima del bitume. Si incrociano bulldozer con targhe cinesi che scavano la montagna e la strada, operai che in piedi su dei macigni cercano di romperli a colpi di mazza. Escluse le grosse macchine per movimentare la terra stanno costruendo una strada con picconi, vanghe e martelli. Non abbiamo visto altri utensili. Ogni 5 km circa c’è una capanna di teli di plastica dove una donna prepara da mangiare ad una decina di operai. Il cantiere va avanti da 3 anni, come sui ponti e tutte le altre grosse strutture compaiono scritte in cinese tanto per far capire chi si sta comprando questo paese un pezzo alla volta.

Impieghiamo 4 ore di bus per fare 80km e ci lascia alla stazione fuori città.

Finalmente un tuc tuc ci porta nei pressi delle guest house, ne vorremmo tanto una col balconcino sul fiume ma la prima che vediamo, fatta di bungalow di bambù è poco invitante e cosi capitiamo in una locanda dove una signora intavola una grande trattativa, non si riesce a spuntare sconti e poi in una fase di stallo, col pochissimo inglese di cui dispone ci dice -here clean- (qui è pulito) Colpito. E’ davvero luccicante passiamo qui due giorni, la cittadina e davvero simpatica,

La Harley di Nong Khiaw
La Harley di Nong Khiaw (clicca per zoomare)

sul ponte che ne unisce le 2 metà, finalmente, falce e martello su sfondo rosso. No, non ne siamo particolarmente nostalgici ma continua a sorprenderci l’assenza di simboli di regime. Non c’è retorica, busti del benemerito piccolo padre locale, cartelloni col sole che sorge… e si fa molta, molta fatica a vedere in giro gente in divisa.

Incontriamo un personaggio singolare che ha appena preso un ristorante lì, è un svizzero che ha sposato una ragazza laossiana e che a vive in questo paese da 15 anni, a Settembre andrà in Puglia al matrimonio di un suo amico connazionale che sposa un’italiana e gli diciamo di prepararsi al grasso grosso matrimonio pugliese, in fondo la Puglia era Magna Grecia.

La corriera per Muan Ngoi
La corriera per Muang Ngoi

Ancora una volta facciamo un piccolo zaino e partiamo in barca per una giornata a Muang Ngoi il paesino dove non si fa niente e dove la luce è arrivata solo lo scorso Natale.

L’unica strada presente non è asfaltata e, vista la pioggia che c’è stata in questi

La via principale
La via principale di Muang Ngoi..l’unica

giorni, rende la via del “paesello” ancora più caratteristica. Troviamo una Guest house alla fine del villaggio, la proprietaria è una cara signora anziana che non parla una parola di inglese ma che è in grado di intrattenerci con lunghi discorsi in laotiano di cui non capiamo veramente una parola ma a lei sembra non interessare. Forse ha solo voglia di parlare e basta cosi l’ascoltiamo e facendole ogni tanto un sorriso, le diciamo che ha ragione nella lingua che ormai usiamo con tutti quelli con cui non c’è speranza di comunicare – Mo si bela. At gà rason!– (ndr. Ma si bella. Hai ragione). Le stiamo simpatici e durante il nostro soggiorno ci intratterrà più volte con altri monologhi ed anche Max e Mael saranno messi alla prova.

In barca
In barca
Facce da fiume
Facce da fiume

I bungalow hanno una bellissimo balconcino che da sul fiume Ou, due amache già pronte all’uso

Far niente
Far niente

ed eserciti di formiche e gechi che fanno avanti e indietro sul parapetto. La cosa non ci spaventa, anzi, ci sentiamo ancora più immersi nella natura.

Il tempo trascorso a Muang Ngoi passa lentamente e le montagne che circondano il villaggio sono ricoperte da nuvole che cambiano forma e colore velocemente, non ci stanchiamo di guardarle.

 le montagne sono ricoperte da nuvole
le montagne sono ricoperte da nuvole

Facciamo un giro per la campagna vicina, verso le grotte che hanno ospitato gli abitanti del villaggio durante i bombardamenti della guerra d’indocina. Il cielo è un po’ coperto e meno male perché con il caldo che fa, sarebbe impossibile muoversi. Arriviamo alle grotte con la loro sorgente d’acqua, eh si, anche qua in mezzo al nulla, c’è un signore che ci “tassa” come ormai ovunque in Laos -Ticket for the springwater- ci dice da dietro al suo banchetto… Non ci sorprende più di tanto, paghiamo. Le grotte sono allagate per la maggior parte, sarebbe bello addentrarsi ma le nostre piccole torce Decathlon non sono abbastanza potenti , cosi decidiamo di non fare gli eroi e usciamo. Subito fuori ma un po’ nascosta, c’è una sorgente d’acqua che, potentissima, genera questo fiume e lago che passa proprio davanti alle grotte. Un punto di riferimento per gli abitanti del villaggio vicino tanto che nella mezz’ora che siamo rimasti li

nel fiume si fa la toilette, si lava il motorino e si chiacchiera coi vicini
nel fiume si fa la toilette, si lava il motorino e si chiacchiera coi vicini  (clicca per zoomare)

un paio di signore sono venute a farsi la propria toilette quotidiana, un’altra, visto che era solo di passaggio si è limitata ad alzare la gonna e a farsi un bidet. Max e Mael erano increduli, la naturalezza con la quale si lavavano davanti a noi era davvero sorprendente.Il fiume serve a tutto e affianco alla signora un uomo fa il bucato ed un altro lava il motorino. L’accqua sgorga potente da sotto la montagna e sembra che non debba finire mai.

L’unico modo per muoversi da Muang Ngoi è la barca dunque il piccolo pontile è la piazza del villaggio, li ci si incontra, si beve un caffè nel bar decorato con le bombe americane della guerra segreta (non la conoscevamo ma è una cosa talmente enorme che non riusciamo ancora a parlarvene) e si aspettano barche cariche di viveri provenienti dai “grandi paesi” che sono più a valle, il primo è ad un’ora e un quarto di barca.

Le Cluster Bomb della CIA
Le Cluster Bomb della CIA
ancora bombe
ancora bombe

Alla fine ci piace questo “far niente” e restiamo un giorno in più.Infondo elettricità e internet sono qui da poco quando arriverà anche la strada tutto sarà diverso di nuovo, tanto vale goderselo. Ripartiamo per Ngong Khiav la mattina dopo, la barca è partita fortunatamente in orario, meno male, visto che dobbiamo recuperare gli zainoni lasciati alla guest house giù e poi correre a cercare un tuk tuk che ci porti alla stazione dei bus per andare a Luang Parababg, abbiamo solo 20 minuti.

Muang Ngoi (3)
Far niente giocando a bocce nella giungla
Muang Ngoi (2)
Grande foglia
Muang Ngoi (1)
Grande foglia, grande ombra

Ce la facciamo ma quando arriviamo il mini bus ha solo 2 posti liberi e quello successivo parte, forse, alle 2 del pomeriggio, talmente forse che partirà alle 3. 4 ore di attesa in una stazione dei bus dove a parte l’interminabile partita di bocce degli autisti il nulla regna sovrano.

I locali arrivano anche un ora dopo l’orario previsto della partenza a chiedere se il bus partirà, il tutto è assolutamente naturale. Fatalismo pragmatico del popolo laotiano.

Alla fine anche sta volta si và, sacchi caricati,una lunga strada da percorrere e arrivati a Lunag Prabang invece di andare diretti in stazione, l’autista fa una deviazione per accompagnare fin sotto casa una anziana signora che l’ha chiesto gentilmente. Che fare, qui si sorride.

Questa è la città patrimonio del UNESCO dove passeremo qualche giorno ma voi ci venite poi .. intanto seguiteci

4 comments on “Dolce far nienteAdd yours →

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  1. Ragazzi siete forti!! Raffi poi ci scrivete un libro eh?! Baci baci e buon Lunag Brabang… ovviamente avevate letto In Asia del buon Terzani…? Mi sembra di rileggerlo aggiornato!!

  2. Ciao

    ho una domanda per quanto riguarda la foto dell’amaca.

    Ma cosa sono quelle protuberanze che si vedono dal lato della camera ??

    Insaccati e salami locali ??

    Li hai assaggiati ??

    qui tutto bene.

    nel caso che ti servano un paio di mutande ed una maglietta pulite e stirate, sono qui
    o te le mando per corriere ?? :-)))))

    ciao in gamba saluti anche da Fabio