Ecco simba!

Eccolo Simba !

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Si fa scuro e i Masai che ci hanno aiutato al fiume accendono un fuoco al centro di quattro tronchi sistemati in circolo, lavorano li e si occupano della sicurezza. Invitano me e Mael a sederci con loro davanti al fuoco. Mael esita un po’ ma poi si lascia convincere dal signore magro che con la mano, gli indica un posto fra me e lui sul tronco. Arriva con un sacchetone di patatine comprate prima di partire quando abbiamo fatto cambusa a Narok.
Ci godiamo il fuoco, faranno 12 o 13 gradi
il calore è piacevole. I Masai si raccontano la giornata parlando a bassa voce. Dico a Mael di dividere, lui si alza e tende il sacchetto al primo, questi esita poi infila la mano e tira fuori due o tre patatine al massimo, il giro continua attorno al fuoco finché Mael non torna a sedersi. Le mangiano a piccoli morsi non so se non gli piacciano o se non siano abituati.

Mangio patatine attorno al fuoco, in mezzo alla savana, con mio figlio e degli uomini antichi mi

Masai
Uno dei nostri guerrieri

ricorderò a lungo di questo strano momento emozionante.

Un po’ per ringraziare, un po’ forse perchè avrebbe voluto venderla, uno di loro si sfila la mazza dalla cintura e me la porge. E’ un bastone di una radice molto dura, all’estremità ha una specie di palla e solo a tenerla in mano si capisce quanto può essere efficace se sbattuta in testa a qualcuno. Nel frattempo è arrivato Max e uno dei Masai si allontana per tornare con un arco di legno e delle frecce che gli porge, si percepisce la sua emozione e eccitazione quando tende la corda, quella di tenere in mano un arco vero e per vero intendo un arco che quella persona si porta in giro quando esce di casa come noi facciamo col cellulare.

La cena è servita nella tenda grande, ci sono tre tavoli con delle panche. Noi, l’altro gruppo di 5 persone e i due proprietari del Fisi camp.

Facciamo il conto degli animali visti, Justus ci parla un po’ delle sue tradizioni, ci chiede se abbiamo domande. Max vuole sapere se ha mai visto un leone attaccare un altro animale e lui ci racconta quando da bambino, vicino a casa sua, stette a guardare 4 leoni che aggredivano un bufalo.

Ecco simba!
Ecco Simba! Così vicino da parlare sottovoce

L’animale è talmente potente che può sollevare un leone da terra con le corna e dunque uno da solo non ci prova neanche. Quella volta, in 4 ci misero 4 ore.

La serata finisce nella tenda dei ragazzi, il nostro ormai consueto “prima di dormire” anche se stasera sarà difficile per tutti, abbiamo gli occhi pieni di cose nuove e non vediamo l’ora di ripartire l’indomani.

Usciamo dalla tenda dei ragazzi per andare alla nostra e nell’ombra della notte vediamo un guerriero Masai in piedi con la sua lancia, ( hanno una particolarissima punta di ferro lunga 40 cm, molto larga e piatta ) farà la guardia tutta la notte lì davanti. Tra i Masai esistono ancora i guerrieri, gente che si sposa tardi ed è mantenuta dalla comunità solo per proteggerli e null’altro. Un’altra cosa da ricordare.Fisi

Mary e Ken

Faccio due chiacchiere con queste due persone che danno l’idea di essere precipitati qui da un aereo. Hanno messo in piedi il campo 2 anni ( http://www.fisicamp.com/ ) fa sul terreno affittato ai Masi del villaggio vicino ( credo che qui non si possa comprare la terra se non si è del posto ) come già raccontavo, per arrivare qui non c’è nemmeno un sentiero vero.

Gli chiedo come gli sia venuto in mente di mollare tutto in Irlanda per venire qui ad avviare una cosa simile. Anche perché non sono due ragazzini sognatori e idealisti, sembrano più vicini ai 60 che ai 50 e loro stessi mi dicono di avere il nipote più grande che ha 18 anni, Ken mi risponde che è per via della crisi che hanno deciso di partire, lo guardo e gli dico :” Questa è la scusa. Ma la ragione vera qual’è?”. Sorride come a dire :” Mi hai beccato!”. Ma una risposta precisa non la sa nemmeno lui.mary ken

Venivano in Kenya da 10 anni in vacanza Mary è una fotografa di eventi e di matrimoni che in vacanza partiva alla ricerca di animali in Africa, ad un certo punto hanno preso quello che avevano e sono venuti qui. In effetti sembrano anche loro 2 kenioti, fanno le cose perché son da fare senza passar troppo sui se e sui ma.

L’unico rammarico che leggo nelle loro parole è nei confronti dei figli che gli danno dei pazzi e dei nipoti che sono indifferenti alla cosa, eppure quando mi racconta di aver assistito al passaggio di 72 elefanti ( a noi vederne 6 da vicino ci ha fatto impressione ) proprio lì vicino qualche giorno prima, lo fa con voce emozionata e mi chiedo chi non vorrebbe avere un nonno che racconta cose così e abita in mezzo alla savana vicino a un villaggio paleolitico. Ultima nota grottesca e buffa. Ken si è fatto un sacco di amici li attorno perché grazie ai suoi pannelli solari ricarica i cellulari dei vicini. In effetti se abiti in una casa di fango e possiedi un arco e un cellulare, caricare il secondo può essere molto più complicato che caricare il primo pur diventando una necessità. Ancora contrasti.

Il seguito è ancora salti sul 4×4 e incontri incredibili con il coccodrillo, gli ippopotami, i leoni così vicini da poterli toccare ed il più raro di tutti. Le guide quando si incrociano si scambiano informazioni e quando Justus smette di parlare dal finestrino con un altro si gira dicendoci -Ho una sorpresa per voi- Poi ci chiede di sederci e parte a razzo per un quarto d’ora fino ad arrivare sotto un albero dove già ci sono altri mezzi e appollaiato la su che ci guarda il leopardo. Quando ripartiamo il passaparola avrà fatto effetto e il povero micione avrà un fine giornata duro.

questa è la foto che tutti riportano dal safari
questa è la foto che tutti riportano dal safari
questa è la foto del lato B
questa è la foto del lato B che non vi faranno vedere

Finita la nostra avventura a Masai Mara torniamo a Nairobi nel bel Camp da dove siamo partiti, pensavamo di affittare un appartamento in città ma poi scegliamo di stare ancora tra il verde a poltrire, giocare, fare un po’ di scuola ( e si ! Per qualcuno la IV elementare e la II media sono già iniziate ) esplorare i dintorni ma soprattutto a prepararsi per il prossimo salto, con un po’ di apprensione visto la primissima avventura che è stata una botta anche economica dato che il biglietto Cape Town – Bangkok è da buttare.

Insomma non so se ci sarà un altro post sull’Africa o se ci ritroverete in Asia, nel dubbio … Seguiteci.

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  1. Leggere questo tuo racconto mi ha fatto venire la pelle d’oca!!! Quanta emozione!! Sono così commossa anche se tra le mura di casa…..immagino cosa avrete provato voi!! Bravi!! Continuate a raccontare e portateci nel mondo!!

    1. Ciao Barbara davvero ti abbiamo fatto venire la pelle d’oca? Wow!
      Allora siamo davvero felici di portarti a zonzo con noi.
      un abbraccio.
      I4

  2. È fantastico seguire il vostro viaggio! È come leggere un libro di avventure e il desiderio di poter leggere un altro capitolo cresce sempre di più. Io non fumo, non bevo, non frequento cattive compagnie ma voi siete diventati una vera e propria droga! Alla prossima….

    1. Ciao Sarah,
      Una piccola dose di avventure in pillole fa sempre bene!
      Un abbraccio
      I4

  3. Che bello!!!! Finalmente avete trovato Simba. Mi avete narrato una bellissima esperienza del vostro viaggio, che io seguo giornalmente. grazie. Qui sono le ore 0,30 a Bangkong forse sono le 5,30 del mattino. bacioni

    1. Ciao Lella!
      Abbiamo incontrato persone bellissime e visto paesaggi meravigliosi. L’avventura continua…
      Un bacio da tutti noi.

  4. Ci fate emozionare ad ogni racconto..sembra di essere li con voi..grazie..