Finalmente … Costa Rica – Pura Vida!

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Torniamo indietro, riavvolgiamo il nastro,siamo in Novembre 2015 e atterriamo a San Jose in Costa Rica con un articolo che include anche un “Li proviamo per voi” filmato e prodotto da Max e Mael


Che siamo in america centrale lo avvertiamo dal clima, fa caldo e qui sembra essere appena iniziata l’estate. Appena usciti
 molta gente ti corre incontro per portarti le valige, tassinari regolari e abusivi cercano di accaparrasi il cliente e noi tiriamo dritto diversi metri prima di prenderne uno. Per fortuna si dimostrerà una persona cortese. Nel tragitto trova il modo di raccontarci del figlio, bravo studente e lavoratore al tempo stesso, ne è molto fiero, ci racconta che colleziona monete straniere e Giordano gli regala una banconota della Malesia. Ci fa la lista delle cose da vedere nel suo paese e ci spiega cosa mangiare indicandoci il miglior posto della città. Lo spagnolo di qui è davvero facile e parlando lentamente ci capiamo, non proviamo nemmeno ad usare l’inglese.

La capitale del Costa Rica è trafficatissima, arrivare in centro città in taxi risulta già un’impresa, le strade sono intasate di autobus e macchine che suonano e sembrano non voler lasciare la precedenza a nessuno. Il nostro tassista ci spiega che quello è traffico normale, non ci sono ore di punta è cosi sempre. Percorriamo la città da ovest a est e ne traiamo le prime impressioni.

La nostra Guest house, la meno cara fra quelle offerte da booking, si trova dopo il museo nazionale, in una stradina proprio di fianco al tribunale. Le camere sono semplici ma hanno tutto ciò che ci serve per rimanere qua un paio di notti. La città di San Josè non ha charme, sotto nessun punto di vista, nemmeno il centro “storico” sembra avere niente di speciale, palazzi anni 70 si alternano a case di soli mattoni senza intonaco, ogni tanto c’è una piazzetta con qualche alberello e qualche panchina sgarruppata sempre occupata.

Dopo l’imbrunire sembra esserci il coprifuoco, i bus si riempiono e la città si svuota, rimane la via principale con qualche ristorante molto basico e qualche insegna che si trova in ogni angolo del mondo: McDonald, KFC, Burger King . Rimangono aperti fino a tardi ma comunque mai oltre mezzanotte. Andiamo a mangiare nel ristorante indicato dal tassista  per scoprire che ci sono solo gringos e all’unica famiglia di locali che chiede il conto prima di noi viene un colpo e comincia una discussione, anche se pacata, col cameriere. La cucina è semplice e buona; un piattone unico il Casado, con riso, fagioli neri, platano fritto, carne e un ciuffetto di insalata. Alla fine pagheremo una 88 di dollari che ci sembrano molti per il Centro America. Tornando a piedi, per la prima volta abbiamo la sensazione di non essere al sicuro, qui le case e le guesthouse hanno sbarre alle finestre e fin qui al limite, alcune però sono addirittura circondate da cavi ellettrificati, altre hanno balconi che sembrano vere e proprie gabbie e in cima ad ogni muretto, filo spinato. Anche i musei sembrano mancare di oggetti, ne visitiamo un paio ma senza rimanerne impressionati, uno che era una caserma, è il luogo dove simbolicamente nel ’49, alla fine di una guerra civile, il presidente a colpi di martello su un muro abolì l’esercito per sempre. Oggi la loro costituzione lo proibisce. Il cortile dai muri altissimi è stato coperto da una struttura che lo mantiene in ombra e riempito di piante. E’ il posto ideale per le farfalle infatti si cammina in questo grandissimo mariposario in cui farfalle grandi come una mano o piccole piccole vi passano affianco. I bozzoli che stanno per schiudersi vengono staccati dalle piante e appoggiati, tutti insieme, su un tabellone di polistirolo. Mentre siamo lì assistiamo sbalorditi alla nascita di una farfalla. Esce dal suo involucro di bruco apre e chiude le ali diverse volte come per provarle e vola forse 1 metro per appoggiarsi subito sul collo di una signora tedesca che resta immobile. Non si sa chi è più sorpreso, la signora che non sa che fare o la farfalla che dopo una vita strisciando sulla terra la vede dall’alto scoprendo che sa volare.

 

Un ” Li assaggiamo per voi di Mael sul piatto nazionale CLICCA per vederlo:

Decidiamo, l’ultima sera, di andare a vedere se troviamo la stazione del bus per comprare i biglietti che ci porteranno a Manuel Antonio, il parco nazionale che dista circa 5 ore dalla capitale. Fa buio ma saranno appena le 6. Mael e Max rimangono nella guesthouse perché stanchi , noi ci dirigiamo verso quello che dovrebbe essere la stazione dei bus. Le case sono tutte con inferriate e i negozi hanno lucine talmente basse che da fuori fai fatica a vedere cosa vendono, passiamo qualche incrocio velocemente visto che le macchine non ti fanno passare, ci sono alcuni bar con slot machines dove all’interno il gestore è chiuso dietro una gabbia, i benzinai invece sono richiusi in gabbiotti blindati. Proseguiamo fino ad una piazza, la stazione dei bus non si vede… eppure il nostro gps ci dice che deve essere li…un signore dall’aria trasandata e una faccia da 5 anni con la condizionale ci chiede cosa facciamo li e cosa stiamo cercando, capiamo il suo spagnolo e riusciamo a dirgli quello che cerchiamo. Lui con aria stupita ci dice che li non c‘è nessuna stazione dei bus e che non siamo nel buon quartiere, con un gesto veloce punta il dito indice contro la pancia di Giordano, la mano a forma di pistola gli dice di mette via il telefono –intiende amigo?- e spinge l’indice canna di pistola – Intiende?!- rifà il gesto ancora una volta. Intendiamo forte e chiaro e decidiamo di tornare alla Guest House, Se il GPS ha torto o ragione decidiamo di scoprirlo domani con la luce del sole e con tipi un po’ piu sani che girano per strada. Il nostro “angelo custode” ha la faccia da galera figuramoci se incontriamo un malvivente vero.

Alla fine la stazione era davvero li vicino. Qui ogni compagnia di bus ha il suo terminal prendiamo quello per il parco nazionale di Manuel Antonio, i bus sono confortevoli e incominciamo ad apprezzare il panorama appena usciamo da San Jose. La vegetazione è foltissima, montagne ricoperte di verde si susseguono per km, felci grandissime invadono persino la strada, ci addentriamo fra le montagne saliamo e scendiamo su quella che per loro è un’autostrada (anche se dopo la A1 del Laos per noi qualsiasi cosa può essere un autostrada).

Manuel Antonio

Manuel Antonio è uno dei parchi nazionali piu conosciuti della costa pacifica. Arriviamo alla nostra Guest House dopo quasi sei ore di bus, chiediamo all’autista di farci scendere davanti all’hotel, il tempo di mettere lo zaino in spalla e uno stormo di pappagalli gialli blu e rossi con una coda lunghissima ci vola sulla testa, non saranno i soli che vedremo qui. La Guest House la mattina seguente è invasa da piccole scimmiette monache, prendiamo un momento per osservarle, sono davvero dispettose, litigano fra di loro, alzano la voce ma sono buffe e simpatiche con la loro espressione sempre stupita e sorpresa, ti guardano come dicessero – Chi? IOOO?- Siamo tutti e 4 affascinati in questo viaggio ci è capitato spesso di vedere animali liberi ed anche allo zoo di Tokyo ma i primi hanno tutta unaltra luce ed un’altra vivacità nonostante lo zoo di Tokyo sia uno di quelli moderni ed attenti al benessere degli animali.

Col piccolo bus locale scendiamo per andare a questo Manuel Antonio di cui tutti parlano tanto. La prima cosa che notiamo è che qui si pratica l’apartaid tariffaria c’è un prezzo per i locali ed uno (3 volte tanto) per i gringos. All’entrata decine di persone in divisa da safari o indiana Jons stanno accanto ad un 3 piedi con un grosso binocolo e ti propongono una visita guidata, noi sceglimo il fai da te, vogliamo solo camminare e vedere gli animali al nostro ritmo.

La spiaggia di Manuel Antonio
La spiaggia di Manuel Antonio

Due Ranger frugano tutte le borse in cerca di cose da mangiare, in particolare il pane che pare faccia malissimo alle scimmie e nel parco ce ne sono moltissime e di diverse specie. Naturalmente nei nostri zaini c’è ne è talmente tanto che il fornaio locale ha ordinato la macchina nuova dopo il nostro passaggio, il ranger più anziano lo guarda inorridito e dice -NO .NO .Noo!- quello piu giovane dopo averci chiesto da dove veniamo ci fa giurare che lo mangeremo solo nelle aree indicate stando molto attenti a non farci rapinare dagli animali e ci lascia passare mentre l’altro scuote ancora la testa. Ma vuoi vedere che essere italiano è davvero una figata? Le raccomandazioni sono chiare, scritte e ripetute: Non dare da mangiare agli animali, non sporcare ecc, una però ci sorprende perche non ci avevamo mai pensato. La prima cosa che viene automatico fare quando si sente il verso di un uccello o altro animale in un bosco è imitarlo, ebbene visto che moltissime specie sono territoriali il nostro scoppiazzare per vedere se ci risponde li mette molto in crisi perché credono ci sia un rivale nella loro zona e dunque si preparano a battersi o cercano inutilmente di trovarlo. Immaginate uno che entra in casa vostra e comincia a urlare – Ti spacco la facciaaa- Così, tanto per vedere cosa rispondete.

Dunque oltre alle solite “buone maniere” saremo silenziosissimi. Qui l’ambiente è di foresta pluviale, gli alberi sono grandi e simili a quelli incontrati in Asia . Ogni metro quadro ospita una decina di larghe foglie diverse. Il primo sentiero è un bel marciapiede di cemento largo a sufficenza per camminare in 2 affiancati, la camminata è resa faticosa solo dall’umidità e dalle zanzare, un aria di casa per chi è cresciuto nella bassa Padana, ma qui si respira letterlamente acqua che poi si traspira all’istante. Il sentiero termina in un balcone che affaccia su una bella cascata in mezzo alla giungla lo finiamo in mezz’ora andata e ritorno, sulla cartina che ci hanno dato è segnata difficoltà media. Ora, i 4 a zonozo non sono sportivi, non sono particolarmente allenati e non fanno diete ipocaloriche (veniamo da 20 giorni di gustosi hamburger e fritti vari) se questa è difficoltà media quelli facili li faremo camminando all indietro.

Sentiero pavimentato
Sentiero pavimentato

In realtà il parco ricopre un area molto vasta ma la parte accessibile al pubblico non lo è. E’ attrezzata e tutti sentieri sono pavimentati. Comprende una parte di giungla ed arriva fino alla spiaggia. Non è “in to the wild” ma è un bello spazio dove si incontrano sicuramente 3 o 4 tipi di scimmie, pappagali, vari specie pipistrelli, piccoli granchi blu che vivono nella foresta e con un po’ di fortuna (o sfortuna) coccodrilli e serpenti. La nostra visita sarà comunque fortunata, riusciamo a sentire da vicino le scimmie urlatrici qualcuno le imita e come ci avevano avertito una di loro risponde all’avversario, il loro verso sembra quasi un grido di sofferenza, proviene dall’alto potente ma ci è impossibile trovarne le tracce fra gli alberi. Poco piu avanti troviamo quello che speravamo di vedere, un bradipo. Dall’alto di un albero, incurante della gente che è sotto di lui, con i quattro arti ridocolmente lunghi si muove lento lento, è un esemplare marrone dalle unghie grosse e nere che cerca di aggrapparsi a ramoscelli sottili che non possono reggere il suo peso. Si muove talmente lento che rimaniamo li a bocca aperta aspettando l’esito di un passo che a noi da giu sembra falso ma che in realtà non lo è affatto, ogni grammo, ogni parte del suo corpo si sposta e si bilancia e questo essere piu adatto ad un cartone animato che ad una giungla sfida tutti quelli che dicono che in natura il debole e l’inadeguato soccombono.bradipo1

bradipo2

Arriviamo a una delle spiagge del parco, meravigliosa, la vegetazione arriva fino alla riva e il mare raggiunge delle bellissime tonalità di verde. Qui i turisti si prendono un po’ di tempo per fare il bagno, e quelli della zona vengono a fare picnic la Domenica per approfittare del paesaggio o per prendere un po’ di sole… cosa ben nota ai piccoli e dispettosi procioni che abitano in questa parte del parco. Assistiamo a furti fugaci di merende e frutta ben nascosta nelle borse da spiaggia dei visitatori, si muovono sempre in coppia, come se uno coprisse l’altro. Arrivano coperti dalle foglie fino alla sabbia e poi scattano sulle borse che si trovano all’ombra. La tecnica merita e dunque invece di avvertire le vittime diventiamo complici e stiamo a guardare. Il nostro angolo lo scegliamo con cura e le borse le mettiamo in alto appese ad un albero che è la casa di un Iguana blu che con tutta la coda farà 80cm.

Iguan blu
Iguan blu

Questo posto e fitto di animali oltre che di piante. Avido di referenze cinematografiche Giordano trova sulla mappa Puerto Escondido. Non è quello di Salvatores ma lo andiamo a cercare ugualmente. Su per una collina e giù di nuovo si accede ad una terrazza ma non si può scendere sulla spiaggetta della baia, mentre siamo li arrivano altri visitatori e con loro fa la sua comparsa una scimmietta anche lei in cerca di turisti da spennare. Comincia ad andare su e giù e a studiarci dalla balaustra mentre dietro di noi ne arriva un’altra che blocca la scala dalla quale siamo scesi e fa un verso per attirare la nostra attenzione. Appena siamo tutti girati la prima salta sulla borsa frigo di una famiglia che è lì con noi e riesce a far cadere una mela che era dentro e mentre tutti ci giriamo a guardarla l’altra strappa un saccheto dalle mani di una ragazza. Siamo stati scippati, 8 sapiens contro 2 scimmie.

Uno scippatore del Costa Rica
Uno scippatore del Costa Rica

 

5 comments on “Finalmente … Costa Rica – Pura Vida!Add yours →

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  1. bella la vostra descrizione del Costarica. è più verde di Panama infatti e veramente la capitale mi ricorda Panama tutte le case con inferriate tali da sembrare Box x animali.certo anche li negli 60 si stava con le porte aperte e finestre pure,poi la malavita e la miseria dilagò.Comunque la vostra passeggiata ci da sollievo,gli animali al massimo cercano il necessario x sopravvivere,in effetti è quello che fanno anche gli uomini poveri,rubare nelle case,solo x sopravvivere.Io l’iguana l’ho mangiata l’aveva cacciata mio cognato,sapore raffinatissimo perchè mangia solo foglie verdi intatte.ma che tempi,erto ora vedere questa tanto bella e colorata ed innocua mi si stringe ul cuore.Bene, buon proseguo dal Cile,y adelante muchacios.

  2. Grazie per le vostre descrizioni, per le vostre foto, che se anche non ci fossero sarebbe come vederle……………..
    mi sembra di vedere una somiglianza con qualcuno guardando il bradipo……………… chi sara?……………..Adesso sono io che faccio la domanda a voi??????? Ciao a tutti…….

  3. Che bello viaggiare con voi!
    Certo che però le scimmie sono davvero insopportabili! Preferisco i procioni, sono più simpatici e strategici nonostante il medesimo intento.
    Grazie a tutti e quattro per le continue emozioni.
    Un bacione.