Il mercato del mattino di Muang Sing è un esperienza.

Il mercato del mattino di Muang Sing è un esperienza.

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Siamo a pochissimi chilometri dalla frontiera con la Cina, frontiera aperta solo per Cinesi e Lao. Tra il paesino e la frontiera sono tutti bananeti in cui la manodopera Lao lavora per aziende e padroni cinesi il mercato è dunque anche il posto dove si possono cambiare yuan ( cinesi ) in kip, negozietti che vendono collane d’oro giallone hanno su un lato una vetrinetta dentro alla quale ci sono delle mattonelle di soldi alte 15/20 cm . Raffi chiede se si può fotografare e la signorina dietro annuisce e poi si aggiusta i capelli e si mette in posa. Senza cuore, Raffaella non se ne accorge nemmeno e si avvicina tanto ai soldi da escluderla dalla foto. C’è rimasta male.

Subito dopo frutta e verdura locale. Delle donne che arrivano dai villaggi stendono per terra una stuoia, apparecchiano con i loro prodotti e siedono accovacciate. C’è tanta erba di quella che si trova nelle zuppe ma da cruda sembra proprio l’erbaccia del campo, chissà quante cose ci sono nei nostri prati che potremmo mangiare e che non riconosciamo più.

Al coperto di una tettoia qualche pentolone d’olio ribolle e noi li compriamo delle banane fritte in una pastella buonissime e dolcissime. Di lì al “ reparto “ macelleria c’è un passo, astenersi cuori fragili e vegetariani.

Questa è una macelleria come da noi non esistono più. I banchi saranno 5 o 6 ma non è tutto esposto in barchette di polistirolo e celophane, la carne è sui banconi in grossi pezzi e dell’animale non si butta niente ma proprio niente. Altro che tracciabilità, qui guardate negli occhi la mucca e potete comprarvi la testa con corna e tutto oppure le zampette, sicuramente una prelibatezza per i i fetish del piede ma; come lo cucini lo zoccolo di vacca e di cosa sa in brodo? Brodo di pietre?

La bistecca che comprate vi guarda negli occhi
La bistecca che comprate vi guarda negli occhi

Se poi avete voglia di pollo il venditore ne sfila uno da sotto i cesti di vimini, gli lega le zampette e ve lo porge a testa in giù, altro che rosticceria dovete ancora prendere il motorino cinese, caricare moglie e polli, arrivare a casa, tirargli il collo, spennarlo e cuocerlo. Capito perché vanno al mercato alle 6 del mattino?

A Max decisamente non piace. Per lui l’aspetto “molto pittoresco” è sepolto dalla vita e dal futuro effettivamente tristi di queste bestie, un senso di colpa che a noi di solito è risparmiato dalla grande distribuzione e dall’invenzione del packaging.Farmacia

Più in là bacinelle piene di pesci-gatto e anguille, altri pesci si lanciano fuori appena le reti sulle bacinelle sono levate e ai pescivendoli tocca, con la consueta flemma e imperturbabilità locale, raccoglierli e metterli dentro. Un banchetto è pieno di radici e cortecce d’albero con tanto di indicazioni terapeutiche su dei pezzi di cartone.

Fate un giro per il mercato cliccando il breve video qui sotto:

Questo luogo serve solo a scambiare soldi con vestiti, cibo, oggetti. E’ un luogo pieno di cose che compare alle 6 del mattino e scompare entro le 10 rimanendo un luogo vuoto fino al mattino dopo, inevitabile pensare ai nostri iper-mercati che sono pieni e aperti sempre e qualcuno vorrebbe ad ogni ora. Pensiamo ai nostri mercati “bio” o a Km0 o “etici” o come volete chiamarli, reinvenzione fighetta di qualcosa che esisteva già da migliaia di anni… a centimetri0.

Nel pomeriggio riscendiamo per la strada in mezzo alla foresta inseguiti da nuvole nere e cariche. Un paio di giorni ancora nella guesthouse che ci ha tenuto i bagagli, due giorni di vero diluvio a guardare la pioggia dai grandi balconi. Ci aspetta un altra avventura sui bus locali per andare in un posto dove la più grossa attrattiva pare sia … che non c’è niente da fare. Intanto voi, come sempre … seguiteci

7 comments on “Il mercato del mattino di Muang Sing è un esperienza.Add yours →

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  1. I mercati del Laos assomigliano molto ai mercati del Messico lontano dalle attrazioni turistiche, ma anche le macellerie calabresi degli anni ’80 e anche a me come a Max hanno fatto abbastanza senso, per essere educata, soprattutto gli odori forti e i colori della zona macelleria.
    Nel video Raffaella guardava i volatili coperti da una specie di cestino rovesciato, in dialetto ferrarese direi che si chiami CORAG e ormai nelle nostre campagne non viene più utilizzato e puoi vederlo nei musei contadini.
    Voi e i ragazzi state vedendo delle cose che ormai qui si danno per scontate e non esistono più e questa è un’esperienza veramente meravigliosa.
    Inoltre il CORAG mi ha ricordato un episodio che mi va di condividere con voi: prima visita pediatrica di Lucrezia un nonno in sala d’attesa guardandosi intorno tra parecchi bimbi nati da poco mi guarda e dice “questi nascono già con gli occhi aperti, sono più svegli della mia generazione, nu is tgneva sota al corag com i pulsin.” traduzione ci tenevano sotto al CORAG come ai pulcini.
    Il CORAG come avrete intuito è stato utilizzato nelle nostre campagne oltre che per i pulcini anche come box a rovescio per i nostri bisnonni.
    Un bacio a tutti e quattro da tutti noi e un saluto speciale a Mael da Pippus.
    Al prossimo post.
    Besos.
    Betta

    1. Esatto. Questi posti esistono un po’ in tutto il mondo ma sono spariti o quasi da noi tanto che i nostri figli mangiano cose che non sanno nemmeno cosa siano esattamente. Insieme si è persa anche un po’ dell’ingenuità buona che descrivi. Un genitore che utilizzasse oggi il CORAG come lo descrivi tu ci farebbe inorridire e probabilmente il figlio andrebbe in mano agli assistenti sociali in un baleno.

  2. Anch’io la penso come Max e Mael…davvero disgustoso!
    Se anche da noi fossero ancora così, ci sarebbero molti più vegetariani e vegani!
    Toglietemi una curiosità, il Kinder dove lo avete trovato???
    Baci a tutti!

    Sarah

    1. Mica sicuri. Qui la carne la mangiano poco solo perché costa ma siamo quasi sicuri che ci siano studi apposta per esporre le carni, nei nostri supermercati, in modo che ricordi il meno possibile all’animale. Personalmente mi dispiace un po’ per le bestiole ma credi che continuerò a “onorare” il loro sacrificio.
      Il Kinder non è un kinder ma un wafer al cioccolato che comunque ha fatto la su porca figura. 🙂

  3. questa esperienza è fantastica la ricorderete tutta la vita, anche io ho due figli di 13 e 15 anni e viaggiamo molto e l’anno scorso a dicembre abbiamo visitato la Thailandia ed è vero si vedo situazioni incredibili ma vere . bravi continuate il vostro fantastico viaggio noi vi seguiamo !!!

    1. Grazie Marzia. Il nostro viaggio prosegue un po’ a casaccio. Le “scoperte” che facciamo non sono straordinarie ma tutte nuove ed è questo ad essere incredibile.