La guerra che abbiamo già vinto

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IMG-20151104-WA0003Stranamente è molto più difficile avere una connessione ad internet nei cosiddetti paesi civilizzati piuttosto che in mezzo alla foresta tropicale. TV non ne abbiamo così da quando siamo zingari negli Stati Uniti siamo davvero più isolati del solito e la notizia la apprendiamo mentre rubiamo un po’ di WIFI in uno Starbucks. La apprendiamo da FaceBook, dai commenti di amici e parenti, sgomenti per quello che è successo. I dettagli, quelli che sicuramente giornali e TV hanno cominciato a vomitare da subito con speciali ed esperti, non li cerchiamo, la cosa è già abbastanza mostruosa di per se e ci basta.

A Parigi Raffaella ed io abbiamo trascorso 6 anni per noi bellissimi e importanti, i nostri figli sono nati lì, italiani in Francia. Il pensiero va subito a tutti quelli che conosciamo e al pezzetto di famiglia che abita lì nel sud.

Restiamo un po’ frastornati, al sole della California, in un centro commerciale dove stanno già sistemando gli addobbi di Natale tra le palme. Tutto sembra surreale e subito il nostro viaggio è fuori posto, inadeguato. E’ l’avventura snob di una famiglia viziata alla ricerca del paese immaginario cantato da una canzonetta degli anni 40.

Ci stanno rubando qualcosa e noi glielo stiamo permettendo, fanno sembrare brutto e pericoloso qualcosa che é semplice e bello. Un concerto, una passeggiata, un viaggio.

Queste 4 o 5 persone così sole, così disperate da pensare di non aver più niente da perdere hanno compiuto un gesto che ha colpito centinaia di persone e ne colpirà 7 miliardi nei prossimi mesi e anni. Basta un mitra, un’arma che DAVVERO chiunque può procurarsi con 2 o 3 mila euro per ribaltare il mondo e questo perché la comunicazione é orami più veloce e potente di qualsiasi arma, loro lo sanno e per questo non hanno paura dei potenti eserciti di francesi o americani.

Allora penso ad un arma altrettanto potente. Quella della testimonianza della gente vera, quella che ha qualcosa da perdere e quindi ha qualcosa da dare. E’ la testimonianza che Zonzo, il paese meraviglioso dove tutti vorremmo vivere esiste.

noi lo abbiamo già trovato
noi lo abbiamo già trovato

Lo abbiamo già trovato noi 4 e lo possiamo testimoniare. Non ne conosciamo ancora i confini esatti perché sono fluidi e si muovono con la storia degli uomini. Certo non é la Siria e non é Parigi. Non oggi, ma lo é stato.

Lo abbiamo trovato, lo attraversiamo ogni giorno da quando siamo partiti; nei panorami mozzafiato, nel sorriso della gente che ci accoglie, che curiosa ci chiede da dove veniamo e ci dice – benvenuti a casa nostra- . Lo troviamo nella gente che LETTERALMENTE ci ha aperto casa sua senza conoscerci e ha fatto dormire i nostri figli con i propri. Lo troviamo sulla costa della California dove un anziano signore in un giorno di pioggia aspetta la gente per raccontargli quello che sa’ dei Leoni Marini che stanno li sotto, in un parco del Vietnam dove una famiglia divide con noi la sua merenda senza motivo, nel tassista della Costa Rica che proprio ora ci raccontava con orgoglio di suo figlio 21enne che studia all’università e intanto lavora.

KualaLumpur (158)_1280x719In ogni paese che attraversiamo é successa un’immane tragedia: gli infiniti colpi di stato della Thailandia, il genocidio di 2 milioni di persone in Cambogia, la guerra del Vietnam, la bomba atomica di Hiroshima in Giappone, la strage di 12 milioni di indiani d’America. In ogni posto non tanto tempo fa la gente comune ha visto in faccia l’abisso più nero, s’è rialzata ed ha fatto la cosa più terribile che si possa fare a quei 4 o 5 bastardi che ci vorrebbero chiusi in casa a tremare di paura.

vietnam - Hanoi lumix (4)_1280x719Li ha perdonati o peggio ancora dimenticati e oggi ci mostra orgogliosa il suo paese ideale desiderosa di dare anche senza un vero motivo. Allora, il nostro viaggio da oggi ha un significato in più, grazie a quei bastardi. Dare a questa bella gente la possibilità di raccontarci il loro Zonzo e dare a noi quella di testimoniarvi che i bastardi sono 4 e quelli per bene 7 miliardi.

Uscite, guardate, raccontatevi agli sconosciuti, se vedete qualcuno che è solo, chiedetegli cosa potete fare per lui, prima che si senta un perdente, prima che diventi un bastardo.

Noi continuiamo a viaggiare sempre più consapevoli della fortuna che abbiamo.  Continueremo ad avere fiducia nel prossimo e a raccontarvi che l’orrore dura un giorno solo. La vita vera è un’altra cosa voi se volete … seguiteci e raccontateci il vostro Zonzo.des

12 comments on “La guerra che abbiamo già vintoAdd yours →

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  1. Belle parole e grande insegnamento, grazie.
    Quando ho visto quelle immagini uscivo da uno spettacolo teatrale, mi trovavo in pizzeria l’unica che abbiamo trovato aperta dopo mezz’ora di ricerca….e all’improvviso la fame ha lasciato spazio all’emozione, al desiderio di sapere se tutti gli amici che vivono a Parigi stanno bene.
    Oltre allo sgomento e alla preoccupazione del fatto, questo episodio mi ha incoraggiata maggiormente a sorridere a chi necessita conforto, prendere il telefono e dire ad un’amica quanto le vuoi bene, ascoltare chi vuole raccontarti qualcosa che ritiene importante.
    Il giorno seguente ero a casa, non volevo uscire nè guardare film o trasmissioni aggressive, cercavo semplicemente amore in un film, una qualsiasi commedia, e invece niente.
    Neanche la TV parlava di amore.
    Godetevi il viaggio e raccontateci dell’amore che incrociate in quegli sguardi.
    Una bacio alla family. ❤️

  2. Sono giorni che vivo con angoscia, dove non riesco a trovare pace, dove credo che si sia arrivati alla tanto temuta terza guerra mondiale, dove cerco disperatamente una parola di conforto, ma niente.
    Poi finalmente leggo le vostre parole, guardo le vostre foto, testimonianze dell’Amore immenso che ci circonda. Le lacrime scendono copiose dai miei occhi perché ho ritrovato un po’ della serenità che cercavo.
    Grazie, vi auguro ogni bene!
    Sarah

  3. Bravi ragazzi condivido tutto!! Anche qui ci chiediamo e reagiamo, almeno parlando e riflettendo senza chiedere altra violenza, noi ‘per bene’ abbiamo più voglia di prima di vivere e di insegnare ai ragazzi che un altro modo di vivere – senza paura con coraggio e apertura, insieme, è possibile!!! Vi abbraccio

  4. Dalla Francia guardando la foto di Jessica Morelli

    RICORDI DEI NOSTRI AVI
    Per anni ho preso quel treno.
    Eravamo tanti a prenderlo quel treno.
    Anadavamo a studiare.
    Era puntuale quel treno, era famigliare.
    Ognuno di noi si comportava per 1h20 come a casa :
    I fogli volanti passavano da un sedile a l’altro, si studiava, si parlava, si ascoltava la musica in cuffia, si dormiva, si sognava, e ci si innammorava …….
    Ogni individuo in quel treno era libero e diverso, ogni individuo in quel treno poteva immaginare il suo destino perché eravamo insieme liberi.
    Magico quel treno, pieno di promesse e conquiste immaginate, tante, tantissime, assurde, possibili, fantastiche, orribili.
    Per anni lungo questo percorso, i dubbi e le certezze danzavano insieme, alternando in noi AUDACIA e TIMORE.
    CORAGGIO E PAURA pochi di noi la conoscevano. La coscenza non sapevamo ancora cosa fosse, ma era già presente in noi, costruita con i ricordi e i racconti dei nostri avi, quelli che hanno vissuto la guerra in terra di RESISTENZA.
    No ! non avevamo PAURA !!!!
    I nostri avi, con pudore senza dire, ci trasmettevano a modo loro i ricordi della II guerra mondiale, mi ricordo vagamente di MI, TAN, e FON rifugiati politici a Roma « quelli della guerra del Vietnam» sono ricordi di amore di amicizia
    No ! non avevamo PAURA !!!! Quella paura non si trasmette la si vive.
    Oggi altri percorsi e altri treni forse più soli ma insieme, dobbiamo imparare CORAGGIO e PAURA per trasmettere futuro.

  5. Scusate il finale era diverso

    …………..Oggi altri percorsi e altri treni forse più soli ma insieme, dobbiamo imparare CORAGGIO e PAURA per trasmettere AUDACIA e TIMORE.

  6. Parole sante Giordi,

    purtroppo però, con certi, anche se tendi loro la mano per non farli sentire soli …… o esclusi ….
    quando poi possono ti pugnalano ale spalle.

    non lo dico per sentito dire, li conosco bene i
    “pre-bastardi”.

    sarebbe bello che tutti fossero rispettati e rispettino,
    ma. ma cio non è, purtroppo. Dai che vincerà il sorriso

  7. Era ora!!!!!!!!!!!!!!! cominciavo a preoccuparmi non vi sentivo piu’ ho persino detto a manu, ma max non scrive piu’ su wu?????. Va’ bene dai! i fatti sono successi la gente è un po cativa e un po’ buona purtroppo è sempre stato così e come diceva la mia mamma nonsiamo tutti uguali!!!!!!!!! e aggiuungeva : per fortuna!!!!!!!!!!!!!!
    quindi sorriso! lo avete! coraggio idem! zaino e tutto il resto quindi avanti tutta……….
    ciao
    Nico

  8. Scusate ma posso capire dove siete? o nonme lo dite?
    riciao e un abbraccio
    p.s. perdonate i miei errori grammaticali

    1. or ora siamo in Costa Rica appena arrivati e molto molto persi. Non siamo preparati, siamo arrivati qui per caso ( e se hai pazienza te lo raccontiamo ) e non sappiamo dove andare… fico vero?