La vendetta di Montezuma – Pura Vida!

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Il nome di questo posto è evocativo ma niente a che vedere con la grandiosità del personaggio storico. Montezuma è un piccolissimo paesino sull’acqua dove stiamo andando per cerare un po’ di silenzio, la spiaggia e una casetta. Per arrivarci da Manuel Antonio è un bel viaggetto in Bus dunque decidiamo di fare uno stop a Puntarenas . Le guide turistiche lo definiscono una specie di Rimini del Costa Rica che è passato un po’ di moda e noi ci chiediamo se chi ha scritto questa cosa sia mai stato a Rimini o qui. Per quanto la città Romagnola sia sinonimo di vacanza di massa e nazionalPop e dunque, nelle intenzioni dello scrittore di guide, non il posto più bello d’Italia, c’è da dire che la via più brutta e triste di Rimini non è brutta quanto la più bella di Puntarenas. Un po’ pentiti della sosta ci rassegniamo, domani mattina prenderemo il traghetto per attraversare il braccio di mare, un’ora scarsa e prendere il bus dall’altro lato. Gironzoliamo e l’unica nota divertente la troviamo in chiesa. Una chiesona alta, grande e un po’ spoglia. Si celebra un matrimonio. Pochi invitanti ma una fauna davvero divertente. E fauna è il termine giusto data la quantità di animilaier che veste le signore. Tette strizzate in un leopardato, culoni soffocati in uno zebrato a cui manca solo la coda per sembrare proprio quello dell’animale da cui la fantasia è presa. Cappelloni a falda così larga che nemmeno Pippa Middleton alle corse di Ascoth avrebbe il coraggio di indossare. il tutto sotto gli occhi di una madonnina di gesso colorato con le guance rosse che tiene lo sguardo un po’ abbassato non potendo girar la testa. Sorridiamo divertiti. Giordano in questi casi cita sempre il finto cantante brasiliano, Vinico Dumarones, che probabilmente avrebbe detto che “.. sono donne che introiettano molto … un po’ introiettate”.

Il prete non sembra disturbato, questi latini sono molto meno schizzinosi di noi, la sposa è in bianco e forse questo gli basta. Null’altro da segnalare ma a parte il fatto che da qui parte il traghetto per la zona più selvatica e genuina del Costa Rica, non è il caso di passarci.

L’indomani prendiamo il traghetto è la prima barca che si possa chiamare nave che prendiamo anche se il viaggio dura poco più di un’ora è piacevole ed ha l’aria profumata della vacanza.

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La Tambor II

Una volta sbarcati ci sono 2 bus pronti a partire. Pochi per tutti i passeggeri, cosí ci pigiamo un poco e i più lenti aspetteranno il prossimo.

La casa è 10 minuti a piedi fuori del paese circondata da un giardino di piante ed alberi tropicali, di fronte passa la strada sterrata e poco trafficata, attraversata c’é una spiaggetta rinchiusa tra scogli che accoglie anche un piccolo fiume che sfocia proprio lí. E’ tutto così gradevole, semplice e sereno che ci resteremo 4 giorni in più.

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Poco fuori Montezuma

E’ pomeriggio quando scendiamo in spiaggia, ci sono belle onde grandi ed un ragazzo che nuota nella loro direzione e prova a scenderle usando il suo corpo come un surf quando ci riesce lo si sente gridare come un cowboy in sella finche la testa non gli finisce sotto la schiuma. Ci proviamo anche noi imitando il suo stile. E’ faticoso nuotare sopra la cresta alla velocità giusta ma quelle poche volte che ci si riesce si avverte come un senso di scivolata sulla neve, brevissimo, prima che l’onda ti ribalti.

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La nostra mostra. La mattina dopo il mare s'è ripreso tutto
La nostra mostra. La mattina dopo il mare s’è ripreso tutto

Facciamo da mangiare, mandiamo avanti bene la nostra scuoletta itinerante, guardiamo la TV. Sulla spiaggia arrivano tronchi e legni di tante forme e ci divertiamo ad esporli come in una mostra di scultura all’aperto. Da naufraghi troviamo il tempo di costruire una zattera per navigare nel piccolo fiume .
In giardino le Iguane giganti. I fili della luce servono da autostrada per scoiattoli e scimmiette cappuccine che scopriamo essere molto più amichevoli delle loro parenti appena più grandi. Poi ancora uccelli colorati, farfalle e libellule. Il Costa Rica è benedetto da una presenza incredibile in varietà e quantità di animali, piante di straordinari colori. Peccato che vivendo quasi esclusivamente dei soldi dei turisti sia difficile trovare un sorriso genuino nei nostri confronti, un pò come ci era successo in Cambogia sentiamo che c’è un prezzo per noi ed uno per loro. In questi giorni però a noi basta poco.

La zattera
La zattera

Ripuliamo la spiaggetta dalle bottiglie spinte dal mare e mentre lo facciamo un ragazzo ci avvicina sorridendo e ci da una mano. Parlando ci dice che è accampato li con la sua tenda da qualche giorno e che ha già pulito la spiaggia dopo una mareggiata solo 3 giorni prima. E’ tedesco e viaggia con la sua ragazza da 3 anni per l’America latina. Il loro viaggio deve essere costato meno del nostro durando il triplo ma hanno davvero visto tanti posti e viaggiato lentissimi. Ancora altri viaggiatori ma questi sono alla fine del viaggio perché lei è rimasta incinta e preferiscono rientrare in Germania per far nascere il bambino.

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Tuffi di testa, di pancia e a bomba

A piedi da li si arriva a 3 cascate una sopra l’altra, ci vanno in molti ma non è un sentiero preparato per i turisti, tutt’altro. Si segue il fiume per arrivare alla prima che è anche la più alta, 25 metri. Sotto c’è una grande piscina, si riesce ad arrivare alla schiuma bianca. Il frastuono dell’acqua è impressionante e nuotare contro corrente corrisponde a non muoversi nemmeno di un metro. Rinfrescati e dopo un bel po’ di tuffi ci arrampichiamo su una parete verticale aggrappandosi alle radici degli alberi poi un sentiero dentro la giungla. Si raggiunge la seconda piscina grazie ad una corda, qui la cascata è meno alta e Max e Mael decidono di imitare un ragazzo che si tuffa da essa. Tra arrampicate e tuffi la giornata passa dal sudore umido del caldo tropicale al fresco dell’acqua del fiume. Una settimana da naufraghi di lusso con un giardino curato, internet veloce ma senza macchine o confusione. Chissà se abbiamo fatto bene ad andarcene o se non avremmo fatto bene a prolungare ancora un po’.

I fili della luce servono da autostrada per scoiattoli e scimmiette
I fili della luce servono da autostrada per scoiattoli e scimmiette

Il resto del Costa Rica che vedremo è sulla costa caraibica, giù in fondo a pochi chilometri da Panama. Veronica, una compagna di banco di Giordano, scopre da FaceBook che stiamo andando in uno dei posti che ama di più al mondo e nella notte ferrarese scambia messaggi per trovarci un suo amico italiano che sta lí e può darci qualche dritta. Quando arriviamo scopriamo perché le piace tanto. Puerto Viejo le assomiglia. O meglio, assomiglia all’adolescente che Giordano ha conosciuto, un poco allergica alle regole e al “si fa cosí” provincialotto, un posto in cui la gente ha voglia di vivere lenta e divertirsi, un posto di frontiera dove oggi c’è una comunità di stranieri che hanno comprato bar, piccoli alberghi (cabanas), ristoranti e stanno li senza tante pretese e tanti lussi se non quello di vivere ad un ritmo che a loro conviene. Tra questi ci sono tantissimi italiani, uno di loro ci affitta una camera anzi una cabana con cocina. Ci racconta di quando è arrivato 17 anni fa e c’era un solo telefono in tutto il villaggio, non 100 anni fa ma 17. Chi ti cercava chiamava la cabina e diceva di andarti a chiamare fissando un appuntamento per poterti parlare. Ora quando non gli va il WiFi per 2 ore si ritrova una recensione negativa su TripAdvisor dai suoi ospiti (non che la cosa sembri turbarlo più di tanto). Rimpiange quel periodo in cui lì era davvero alla fine del mondo, ma forse in realtà rimpiange solo il fatto di non sentirsi più precario, in viaggio. Il suo piccolo businnes funziona e lo mantiene senza troppe sorprese nel male e nel bene, dunque anche in paradiso si soffre un po’ di monotonia. Altri 3 giorni li passiamo in una casa di un tedesco trasferito in Brasile da 30 anni e “scappato” qui per rifugiarsi dalla crisi economica del suo paese d’adozione. E’ uno che ha fatto i soldi con l’immobiliare, e poi si é mangiato quasi tutto con la crisi. Qui ha trovato terra a poco e ci ha fatto costruire la casa con piscina dove affitta i 2 appartamentini in cui siamo, un altro che per vivere ha bisogno della frontiera e che è insofferente alle regole, come la Veronica dei 17 anni che era amica di Giordano. Chissà se è ancora come questo posto che le assomiglia.

MontezumaCOSTA RICA
La nostra spiaggia

Per noi finisce anche il Costa Rica. Un paese davvero bello che però non ha voluto sedurre proprio noi, dove non ti senti particolarmente accolto da chi ci vive che ha un poco l’atteggiamento di chi è davvero interessato alla tua valuta molto più che al tuo umore. Beh non sempre si fanno gli incontri giusti. Noi non abbiamo trovato nessuno di veramente sgradevole ma nemmeno nessuno entusiasta di dove si trova o di cosa fa. Potremmo arrivare alla prossima tappa a piedi ma un regolamento davvero stupido di qui, impone a chi arriva in aereo di ripartire in aereo, anche se nessuno ha saputo spiegarci perché e con quale logica.

Dunque ancora bus per 6 ore ed un’altra notte in albergo a San Jose, vicino all’aeroporto, per un piccolo salto di nemmeno un’ora verso una capitale che si chiama come il suo paese. A Panama ci aspetta una famiglia di sconosciuti che però sono un sorta di famiglia lontana. Ci siamo un po’ auto invitati da loro, quasi per scherzo ma la cosa non solo non li ha turbati ma ci hanno preso molto sul serio e beh, vedremo come va a finire andiamo a conoscere i Diaz Villani. Intanto voi seguiteci.

Ma prima di andare venite con noi a vedere le cascate:

9 comments on “La vendetta di Montezuma – Pura Vida!Add yours →

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  1. IMPAVIDI NUOTATORI, meno male che ciò accadeva gia’ mesi fa,nel frattempo vi sono accadute molte altre avventure.mi domando come faranno a tuffarsi nelle acqua del campeggio,sicuramente nelle piscine.Però l’ambiente è affascinante,angolo di paradiso pare.
    Alla prossima, ed a presto.

  2. Perchè la Raffa non si tuffa ????

    Bellissimo
    ma cosa facciamo in queste enormi città congestionate
    ed anonime ???

    Bacioni

  3. Siete magnifici, mi verrebbe voglia di fare un tuffo assieme a voi!
    Che spasso.
    Certo che è bella ripidina la salita, anche se ci sono le funi è piuttosto impegnativa.
    Complimenti.

    Sarah

  4. Certo che le infrandito per risalire le cascate………………….. solo voi …………………………
    grandiiiiiiiiiiiiiii meravigliose cascate…………..
    un bacio a tutti.
    ciao