L’albero che fa morir d’invidia Peter Pan

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Quando hai 2 bambini  al seguito cerchi qualcosa da fare che piaccia anche a loro, qualche volta questo è l’alibi giusto per fare qualcosa che se no non faresti. Il Gibbon Experience è una di quelle cose e dopo averlo fatto posso dire che era anche per noi.

Qualche anno fa un gruppetto di signori per bene del nord europa, decide di salvare almeno un pezzetto di foresta del Laos nella regione di Bokeo. Qui ci sono alberi giganteschi, secolari o più,

Ci vogliono 9 persone o 16 Mael per abbracciarlo
Ci vogliono 9 persone o 16 Mael per abbracciarlo

il problema è che i parquet in teak fanno bella figura nei salotti occidentali o sui ponti delle barche a vela. Per salvare quegli alberi e i gibboni che li abitano, si è pensato di farli diventare redditizi in altro modo, costruendo 7 gigantesche case sugli alberi  (la più alta si trova a 45m) e collegandole tra loro con una serie di zipline,

 casa a 38 metri
casa a 38 metri

cavi d’acciaio che si usano per navigare da una parte all’altra della foresta.

Pagando una discreta cifra, soprattutto per le tariffe locali, si possono trascorrere 2 o 3 giorni nella foresta alla ricerca delle scimmie. Una volta avviato l’affare, i signori per bene, hanno formato gente del posto e gli hanno ceduto la gestione. Il prezzo più elevato è giustificato dal fatto che i guadagni finanziano non solo l’attività stessa e chi ci lavora ma anche scuole ed altri progetti di conservazione e le comunità della zona.

Ci si appende con una carrucola legata alla vita e ci si lascia andare, la gravità fa il resto. Tutto viene spiegato attraverso un video prima di partire in fuoristrada da dove il trek ha inizio.

Mentre la prima zipline è molto breve e serve a superare un fiume, per avere il brivido della seconda bisogna aspettare un bel po’. Ci separa infatti una lunga camminata in salita nella giungla che secondo le guide dovrebbe durare 2 ore ma che noi facciamo in 1 e mezza grazie ai fanatici che sono nel nostro gruppo e che corrono come dei dannati.

Raffaella ed io restiamo presto indietro con una guida che ci segue abituata probabilmente a cittadini ancora più spompati di noi. E’ dura, questo trekking ha un limite di età a 50 anni anche se conosco 60enni che probabilmente sarebbero saliti meglio di me. Prima di affrontare la seconda zipline il premio è un panino : baguette, pollo, maio e insalata. Grande soddisfazione si legge negli occhi di Raffi, dei bambini e nei miei. Pare niente ma veniamo da un mese dove l’unico pane trovato era del pane da toast dolce e mollacchione e noi siamo italiani con l’aggravante di venire da Ferrara dove il pane è una seconda religione.

La fatica svanita, veloce quanto il panino, ora guardiamo il cavo d’acciaio attraversare il vallone e sparire dall’altra parte nella foresta. Non si vede la fine e le guide ci annunciano 300 metri di lunghezza ed un altezza di 150 metri dal fondo valle. Le sentite le formichine sotto i piedi? Noi si.

Il primo a passare sarà Mael. Per una questione di peso lo farà insieme ad un guida infatti se non si arriva abbastanza velocemente bisogna girarsi e con le braccia “tirarsi in secco”. I ragazzi che ci portano sono giovanissimi e sorridenti uno di loro fa cenno a Mael e si aggancia, aggancia il bimbo dietro di lui poi prende il sacchetto pieno di uova ( fresche, saranno la nostra colazione ) che ha portato fin qua in una mano e una bottiglia d’acqua nell’altra apre le braccia come un uccello che cerca il vento e partono tutti e due nel vuoto con il suono sibilante della carrucola che si allontana ZZzzzz. Un puntino sempre più piccolo entra ne verde e da l’idea di quanto poco siamo abituati a misurare le distanze.

Arrivati dall’altra parte ci hanno insegnato a battere tre volte sul cavo, la vibrazione si propaga fino alla partenza e vuol dire che la via è libera per il prossimo ed il prossimo è Max. Ha guardato suo fratello partire con quel sorriso allegro e nervoso che ha chi, appunto, sta per buttarsi nel vuoto. Anche lui con una guida, tre passi e poi via, sdraiati le gambe in avanti spariscono nel verde. Uno dei giovani francesi partiti con noi ci guarda e dice – et voilà! Lost in the wild!- tutto il gruppo ride sfogando quel po’ di apprensione per il salto.

la vista da casa
la vista da “casa”
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relax sulla casa

Ora tocca ha noi è posso dirvi che effetto fa . L’incognita di sapere cosa c’è di “là” è forse la parte un po’ più inquietante, la velocità a cui si arriverà è l’altra. Ho scordato di parlarvi dei freni. Questi cosi Made in France, non hanno freni, forse perché nei parchi avventura che trovate sulle Alpi le zip line sono molto più brevi e quindi serve meno velocità per superarle, gli ingegnosi laotiani dunque ci hanno attaccato dei pezzi di copertone di motorino e spiegato che per frenare bisogna strizzarlo, se piove (condizionale inutile visto qua ci sono solo due sole stagioni la secca e quella delle piogge) va strizzato a 2 mani.

-Uno. Due. Tre. Pedi avanti. Testa in dietro. Non dimenticare di guardare giù e poi…- e poi uscite da una “finestra” d’alberi e vi trovate a volare sopra la foresta, sopra ad un mare verde fitto e impenetrabile e provate un sentimento di libertà antico e profondo che sale su ed esce dalla bocca come un urlo ma di gioia primitiva e infantile. Non ho ancora sganciato il moschettone di sicurezza che già Max e Mael mi stanno raccontando il loro salto ed io il mio a loro. Di li a poco sentiamo il Zzzzz della carrucola che sta portando di qua Raffaella sorridente e emozionata. Altre 7 zipline inframmezzate da camminate in mezzo alla foresta scivolosa e fangosa ci porteranno fino alla nostra casa di questa notte, di scimmie neanche l’ombra ma siamo un gruppo di una ventina di persone e nessuno rinuncia all’urletto quando tocca a lui quindi, credo sia normale.

Verso le quattro del pomeriggio facciamo l’ultima zip e tocca aspettare un po’ perché il gruppo si ricompatti. Ci sono francesi ,belgi,olandesi,tedeschi un ragazzo portoghese e noi. Abbiamo a disposizione due case, una da 14 persone ed una da 10, noi andremo sulla seconda con altre due signore e un bambino dell’età di Mael che si chiama Nael (e sì Mael e Nael)

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la “porta” di casa

La casa non è una casetta fatta in giardino nel weekend. E’ il sogno di un architetto con lo spirito di Peter Pan. E’ costruita su 3 livelli. Il primo ha un cancello d’entrata con il suo cavo ed uno d’uscita con un altro, affianco il bagno fatto a balcone con una doccia a strapiombo sulla giungla. Da una scala interna si sale al secondo piano, un esagono molto più grande dove c’è un angolo per mangiare con un tavolo tondo ed in centro a ridosso del tronco un lavandino e la batteria che alimenta le 5 o 6 lampadine (solare perché siamo eco) attorno ganci ai quali appenderanno delle zanzariere di tela scura dentro le quali si dorme in due. Un altra scaletta sale ancora al terzo piano c’è un altro spicchio di esagono dove ci sono altri 4 posti letto.

Ci laviamo, ci rilassiamo e dopo che i tre bambini si sono fatti qualche altro giro su è giù dalle 2laos - Gibbon exp (50)_1024x575 zipline di entrata e uscita ci mettiamo ad ascoltare i rumori e aspettare il tramonto. Ci avevano detto che la nostra casa ha la particolarità di essere a pochi metri da un altro albero sul quale centinaia di migliaia di api hanno nidificato e che la sera il suono delle api che rientrano al alveare era impressionante ed infatti non manca prima che la luce si spenga del tutto un suono incredibile e continuo sale e scende come un onda, le guide ci hanno lasciato per dormire in un campo a terra dunque nessuno è li a spiegare. Il suono è talmente strano che sembra artificiale e ci mettiamo un po’ a capire che sono le api. Il brevissimo video di seguito vi da un idea di questo incredibile fenomeno.

Appena queste smettono cominciano cicale, grilli, grilletti, uccelli notturni. La foresta pluviale è un casino pazzesco la notte più del giorno. Ricordano il traffico delle nostre città e dei mercati. Forse la ragione atavica per cui molti di noi cercano il casino anche quando vanno in vacanza.

Nel frattempo due signore sono arrivate con le zipline portando vari contenitori con carne verdura e un secchio di riso. Non è un iperbole, realmente un secchio di riso tra i 4 e i 5 kili per 7 persone. Preparano la tavola e ri-spariscono nella giungla.

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anche a colazione sempre 5kg di riso

Ci lasciamo andare e ci addormentiamo in cima alla nostra casa sull’albero a 38m sopra la giungla.

La mattina arriva presto, Max vorrebbe passare un’altra notte qui ed ha ragione, è stata magica.Un giro di 2 ore, perché la natura ti sveglia all’alba. Rientriamo per fare colazione e poi ripartiamo a volare sopra le anse del fiume e valloni, camminiamo in mezzo ad una foresta di Bambù giganti che sembra l’opera di un artista moderno finché non scendiamo di un bel po’ lungo un sentiero, sotto la pioggia, per affrontare l’ultima zipline di 540m che termina il percorso. Ormai siamo tutti e 4 dei veterani.

Parti con già un po’ di tristezza perché abbandoni quel modo di viaggiare che è già diventato naturale. L’aria è fresca, la pioggia solletica e di sotto lo spettacolo della natura è maestoso e imponente. Non c’è adrenalina ma un gran senso di spazio, di libertà e un pizzico di orgoglio anche se infondo è una cosa a portata d’uomo.

E’ un volo che abbiamo condiviso e che condivideremo ancora tante volte nei nostri racconti.

13 comments on “L’albero che fa morir d’invidia Peter PanAdd yours →

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  1. Che meraviglia tu TARZAN Raffi JANE…. ho fatto le zip line delle alpi dette TyROLIENNE la più lunga d’europa percorre una distanza di 1850 m sopra le montagne innevate di Orcieres e dicono possa ragiungere i 130 KM/H non sò se sia vero ma, il mezzo di trasporto é meraviglioso e adatto a l’uomo, discendente della scimmia. Immagino che immezzo a quella foresta la natura si trasforma in monumento. Ci potete publicare la carta di questo posto dove siete …..eravate.

    Baci

    1. Se clicchi sul nome Gibbon Experience all’inizio dell’articolo ti porta dritto sul sito dell’organizzazione. Oltre ad altre foto spettacolari, trovi pane per architetti, i progetti delle varie case che sono state fatte diverse su ogni albero.opuure clicca qui

  2. Deve essere stata davvero un’esperienza fantastica! E’ da anni che vorrei provare la Zipline “Adrenaline” a San Vigilio di Marebbe ma devo ancora trovare il coraggio!!!
    Certo la natura nella quale eravate immersi voi non ha paragoni.
    Grazie ancora una volta per il magnifico volo virtuale, il racconto di Giorda è talmente dettagliato che mi è sembrato di viverlo di persona.

    1. CIAOO!!
      il Gibbon Experience è stata davvero una delle cose più belle al mondo,
      spero di rifarlo.
      Sembrava che durasse 2 sec ma in verità duravano 1-2 min,
      lo sapevi che per andare sulla casa nell’albero ti dovevi buttarti in mezzo alla foresta!?
      a proposito un saluto laosiano dal 4 azonzo Mael

  3. Caro Giordass,

    Bellissimo sito ed emozioni che comunicate e condividete con tutti noi.

    Però sei un’esse …..

    L’ho scopertto per caso …… nessuno me lo ha detto e solo grazie al mio istinto sherlockholmsniano, vi ho trovati.

    Sono belli e grandi gli altri tre, tu no…. 🙂

    Bacione ragazzi , cosi si vive la vita.

    E grande l’esperienza che date ai M&M
    ve ne saranbno grati per tutta la vita.

    Ricordatevi che ho conoscenze un po in tutto il mondo quindi se necessario, speriamo di no,
    sapete a chi chiamare.

    Bacio
    Saverio

  4. Ciao,

    ho trovato per caso il vostro blog, e mi sono letto un po’ della vostra avventura. Bravissimi!
    Spero siate d’ispirazione a molte altre famiglie che vorrebbero lanciarsi in qualche esperienza del genere.

    Godetevi il Laos perchè è un paese magnifico e ne verrete rapiti!

    Buon viaggio!

    Giorgio

    1. Lo speriamo anche noi anche perchè più ci “addentriamo” più ci rendiamo conto che la parte più dura è decidere di farlo. Continua a tenerci compagnia.
      Grazie i 4