Luang Prabang

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Il bus che ci porta a Luang Prabang è diretto e i paesaggi che si scorgono dai finestrini sono davvero mozzafiato. Il Laos del nord ci piace, la natura è rigogliosa a tratti incontaminata e i contrasti di colore fra il blu del cielo e il verde della foresta ci incantano in ogni angolo.

Arriviamo a Luang Prabang in serata e, poichè le stazioni dei bus sono sempre un po’ fuori città, prendiamo un tuk tuk per raggiungere il centro contrattando sul prezzo come ormai facciamo giornalmente da un paio di mesi a questa parte, siamo bravini e riusciamo a spuntare la metà del prezzo inizialmente proposto ed anche così il nostro pilota è felice. Con noi sale un ragazzo californiano che insegna in Korea, uno dei tanti che girano il mondo insegnando inglese dove arrivano. Gli raccontiamo del nostro viaggio e lui ci dice di non andare a LA (Los Angeles) lui è del nord della California e pare che anche lì ci siano terroni e polentoni proprio come da noi. Ci separiamo in una via piena di guest-house ognuno tenterà la sorte per conto suo.

La prima impressione che abbiamo di Luang Prabang è ottima,  il cuore storico e culturale della città è rappresentato da una penisola lunga circa 1 km e larga 300 metri, case basse e principalmente in stile colonialelaos - Luang Prabang lumix (51)_1280x719 altre sono ancora interamente in legno, tutte estremamente curate.laos - Luang Prabang lumix (80)_1280x719 Decidiamo di fermarci più di un paio di giorni perché l’ambiente ci piace e perché il nostro viaggio ha bisogno di una sosta un po’ più lunga del solito per programmare la visita alla città e per pianificare le prossime settimane di viaggio. La nostra Guesthouse ci offre caffè, banane a volontà, TV e aria condizionata, insomma un lusso sfrenato paragonato ai giorni precedenti. Ottimo anche perché la temperatura esterna raggiunge i 40 gradi.

Il centro si snoda attorno ad una via principale che percorre tutta la penisola

la via principale è deserta nel caldo
la via principale è deserta nel caldo

e verso le cinque del pomeriggio si trasforma in  un mercato notturno dove si può mangiare e fare acquisti di prodotti locali e souvenir, questi ultimi sono a noi interdetti visto il poco spazio residuo nei nostri zaini, chi mi conosce sa quanto la cosa mi faccia soffrire. La città è ricca di turisti, anche qua la metà di noi è un po’ fuori età media, sono tutti giovanissimi e notiamo che ci sono tante ragazze che viaggiano sole, forse sono più degli uomini che hanno più necessità di fare gruppo.  Incontriamo i primi italiani da quando siamo entrati in Laos, ce ne sono davvero molti e ci chiediamo perché al Nord non ne abbiamo incrociati. Maliziosamente pensiamo subito che sia una forma di “pigrizia” . Su, da dove arriviamo, è meno festaiolo, meno trendy e più faticoso/spartano.

calato il sole si popola. Alle 5 sarà un mercato
calato il sole si popola. Alle 5 sarà tutto un mercato

La città ha il fascino delle cose vecchie e polverose ed è avvolta dalla “nostalgia” della vecchia Francia che qui aveva la sua élite coloniale. Visitiamo il palazzo reale e da una bacheca che contiene un abito del Re scopriamo che negli anni ’40 portava scarpe italiane.laos - Luang Prabang lumix (74)_1280x719laos - Luang Prabang lumix (77)_1280x719laos - Luang Prabang lumix (72)_1280x719

Luang Parabang è bello girarla a piedi o in bicicletta cosi decidiamo di farlo in tutti e due i modi.

A piedi hai la possibilità di parlare con la gente, entrare più facilmente nei negozi ed esplorare i vicoletti più nascosti, mentre se sei in bicicletta hai il vantaggio di raggiungere mete più lontane e in modo veloce ma soprattutto, non hai i proprietari di tuk tuk che ti rompono le scatole ogni tre metri per chiederti se vuoi un passaggio!

Le biciclette che noleggiano sono tutte made in PRC anche se si chiamano Lao, lascio a voi immaginare la qualità del prodotto, nonostante i freni rotti e cigolii vari, decidiamo di fare un giro nei dintorni attraverso una strada che ci porterà fuori città per qualche km. Ci addentriamo per una stradina che costeggia il Mekong e da li iniziamo la nostra visita ai templi, ce ne sono più di venti e poco distanti l’uno dall’altro. Nel girovagare troviamo monaci ragzzini che scherzando fanno  kung fu ma appena ci vedono arrivare smettono e fanno finta di far altro, forse si sono vergognati. Peccato era divertente guardarli.

i Wat (templi) attorno sono davvero belli, c’è ne sono moltissimi e molti sono i monaci, per lo più ragazzi che fanno una vita semplice e che come quelli già incontrati sognano di finali tra Juve e RealMadrid.

il bucato di un monaco
il bucato di un monaco

li scopriamo uno alla volta assieme ad un piccolo laboratorio dove delle donne fabbricano carta da telai, Mael non resiste a comprare una stella di carta e un utilissimo ventaglio.

Si fuma e si gioca col cellulare
Si fuma e si gioca col cellulare

Qui abbiamo trovato un po’ di quell’oriente che immaginiamo nei nostri stereotipi romantici ed una città molto orgogliosa. In un paese ancora dominato dalla campagna e dai contadini qui si respira l’aria raffinata e un po’ snob della borghesia.laos - Luang Prabang lumix (78)_1280x719

8 comments on “Luang PrabangAdd yours →

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  1. Ero preoccupata non vi leggevo più!!!!!’ Sono curiosa come una puzzola!!! Che meraviglia!!!! Giordano come al sito descrivi stupendo i miei occhi!!!!! Ciaoooooooooo

  2. Pero potresti comprare un po di souvenir…ne raccolgli un po e poi li spedisci
    ….dai pensa anche a noi!

  3. ciao miei cari,grazie di farmi viaggiare con voi,sono moto felice di quello che fate e vedete. non so se riesco a spedirvelo perchè il computer si riempie di pubblicità ,allora dico merda….ma ci provo un abbraccione a tutti e quattro insieme.

  4. Non capisco … perché non avete aiutato Mael a comprare la stella e il ventaglio????perché no é riuscito???
    Comunque sono daccordo con Fabi, poi sarete contenti di ritrovare questi souvenir quando sarete vecchi e nostalgici di questo viaggio.

  5. Giorda o Raffy, siete davvero meravigliosi nel descrivere ogni dettaglio del vostro viaggio! Anch’io non capivo perché non ci fossero più mail da diversi giorni, credevo addirittura di essermi involontariamente cancellata dal sito…cosa già avvenuta all’inizio di agosto 🙂
    Non aspetto altro che le notifiche de “4azonzo.com”…tutto il resto é insignificante!!!
    Il luogo dove siete attualmente è davvero bello.
    Un abbraccio a tutti.
    Sarah