Macchiu Picciu e i misteri degli Incas

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Gli Incas hanno lasciato un sacco di misteri, quando Pizarro e i Conquistadores arrivano in Perù l’impero degli Incas occupa una bella fetta degli attuali Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina com’è possibile che pochi Spagnoli lo abbiano demolito in così poco tempo?

Porta a spasso le sue trecce
Porta a spasso le sue trecce

L’opinione più diffusa è che gli Spagnoli arrivarono con cavalli e moschetti mentre gli Inca sono ancora all’età del bronzo. Questo é, molto in sintesi, quello che impariamo a scuola, sono trascorsi poco meno di 500 anni e ancora insegniamo solo la versione parzialissima di Pizarro e dei suoi, ma a guardare da vicino il conquistadores arriva qui con 160 uomini, 100 a piedi e 60 a cavallo come può aver sottomesso un impero di 2 milioni di km quadrati?

Le risposte stanno tutte nella nostra ignoranza. La prima cosa che impareremo dalla nostra guida é che l’impero Inca non é mai esistito (non come lo intendiamo noi) perché non avevano il concetto di nazione ma piuttosto di ridistribuzione della terra (e si, terra gratis per tutti). Altra nozione shock, gli Inca non erano un popolo ma un ceto sociale che governava vari popoli tramite l’assimilazione. Dunque Inca era il nobile, il sacerdote, l’architetto, l’artista e popolo erano i contadini, i servi ecc. Per essere chiari un contadino nato e vissuto a Cusco o Macciupicciu non era un Inca e non poteva diventarlo. Terzo shock, non avevano il concetto di moneta, la gente pagava le tasse lavorando gratis un tot di giorni per gli Inca e per le comunità dove vivevano, ma soprattutto, sedetevi, a fregare gli Inca fu una cosa che noi sogniamo, speriamo e invochiamo come l’unica cosa che può salvare il nostro paese martoriato e corrotto, la MERITOCRAZIA.

Si balla a Cusco
Si balla a Cusco

 

Peru - Cusco Lumix B (62)

 

Peru - Cusco Lumix B (97)

Pare che questi signori governassero in base a questo principio. A differenza della tradizione occidentale dove la monarchia o anche i beni di una famiglia ricca si trasmettevano inequivocabilmente al primogenito, qui un signore o un re che aveva diverse mogli e dunque tanti figli (anche 100) sceglieva quello che per lui era il più capace e gli trasmetteva tutto.

Peru - Cusco Lumix B (12)

Ora il merito che noi tanto invochiamo, non si può misurare se non alle olimpiadi. Facile dire chi sia l’uomo più veloce tra Renzi e Bolt ma chi é il migliore statista tra Renzi e Berlusconi? La risposta parrebbe essere come nella prima domanda. Bolt! Ma la terza via non é contemplata.
Detto questo ecco la storia con una terminologia occidentale ed inesatta ma questo é quanto abbiamo a disposizione.

E’ un’altra storia di parenti che fanno a botte. Muoiono due imperatori nel giro di pochi giorni ed un terzo, tale Huascar diventa signore di Cusco (la capitale o meglio ancora il centro del mondo) un’altro pero’ , il fratellastro Atahualpa, che per anni s’era fatto il mazzo a condurre l’esercito per il padre e a conquistare terre per gli Inca, si considera migliore o più meritevole. I due si fidavano talmente l’uno dell’altro che trovano un accordo senza mai incontrarsi. Uno governerà il nord sotto la protezione dell’altro che governerà il sud e si farà chiamare Sâpa Inca come spetta all’Inca più importante. Federalismo e meritocrazia potreste sognare di meglio per la vostra patria?

 

Bhe, dura poco e finirà in una guerra civile che invece, quella si, durerà molto. Infatti dopo 10 anni di guerra fratricida indovinate chi arriva bello fresco su un cavallo bianco con l’armatura nuova?

Francisco Pizarro arriva quando Atahualpa ha fatto da poco uccidere il suo rivale e fratello senza che questo metta fine agli scontri. Lo spagnolo era avido, spregiudicato ed aveva il permesso dei re di Spagna di prendersi quello che voleva in nome loro. Così si intromise nella lite famigliare lasciando intendere a entrambe le due fazioni di poterle aiutare, catturò Athaualpa con l’inganno. Questi era così sicuro del suo esercito, numericamente superiore di 100 volte, che si presentò senza di esso e senza armi ad un incontro con gli spagnoli i quali, massacrata la scorta disarmata persero il capo Inaca e lo portarono a Cusco in catene. La storia spagnola racconta di una battaglia per conquistare la capitale degli Inca, le voci locali dicono che Pizarro fu accolto come un amico che aveva catturato il ribelle e assassino dell’imperatore. Fatto sta che oggi a Cusco c’è un bel centro storico spagnoleggiante. Insomma la prossima volta che uno vi dice che ha la soluzione ai problemi del paese pensate bene a cosa vuol dire la parola che usa e se esiste davvero nel mondo reale perché quello che vorremmo non lo è sempre.

Tutto questo per raccontarvi di un altro mistero. Gli spagnoli vengono a cercare l’oro e man mano che avanzano, gli Inca praticano la strategia della terra bruciata. Bruciano i campi, abbandonano le città e bruciano persino i tetti delle case perché i conquistadores non abbiano rifugio. Portano via tutto compreso le statue d’oro che ogni persona importante si fa fare alla sua morte. Pizarro e i suoi probabilmente sentono parlare di una città dove tutto questo viene raccolto e nascosto e cominciano a cercare El Indio Dorado che per pigrizia cominceranno a chiamare El Dorado.

Macchiupiccu.

El Dorado bisogna meritarlo o pagare tra i 300$ e i 400$ per arrivarci comodamente. Come al solito per noi la cosa va moltiplicata per 4 dunque ci prepariamo a sudare.

Abbiamo comprato un tour di 2 giorni (un tour de force scopriremo) seguendo i consigli inutili di blogger e guide turistiche. Se andate a Cusco non date retta a nessuno, entrate in una agenzia a caso della Plaza de Arma (che che ne dicano le guide) non ascoltate tutta la storiella del venditore, ascoltate solo il prezzo e tirate come un venditore di tappeti della medina di Marrakech tanto l’indomani:

Versione del venditore – Appuntamento alle 6:40 davanti alla Guest House arriva un furgone Mercedes Benz a recuperarvi.

Realtà – Arriva un tizio a piedi alle 7:20 che dice di seguirlo. Vi porta ad un Van di marca imprecisata dove ci sono altri 12 turisti che girano già da mezz’ora nei vari hotel a raccattare gente.

Versione del venditore – Vi portano qui da noi e mettiamo tutti i vostri bagagli in un luogo sicuro per i due giorni. Voi partite con poca roba per la scalata.

Realtà – Al furgone il tipo vi guarda per la prima volta e sorpreso dice – Vi portate tutta quella roba su per la scalata?- e noi – Ma veramente…”Vi portano qui da noi e mettiamo” e bla bla bla- quello sorride e dice -Davvero? Non lo sapevo. Bhe vediamo- DRRIIN gli suona provvidenzialmente il cellulare. Tutti a bordo presto che é tardi. Il van continua girare per il centro. Letteralmente a girare, bisogna essere cretini per non capire che stanno prendendo tempo mentre tutti i padroncini della città si telefonano -Tu quanti ne hai?- , – Ti do 2 francesi-, – Tizio è mezzo vuoto? Ma noo digli di chiamare Caio che ne ha troppi-

Scarichiamo i 2 francesi ma recuperiamo 3 argentini così non ci sono più sedili vuoti e si può partire. -Nooo, ma loro avevano preso un pacchetto senza la cena- Ci dice senza che nessuno abbia chiesto niente. Ai 4azonzo scappa un – Seee Vabbhe!- e lui – Como?- , -See Como e Chiasso. Piuttosto. Nuestors Equipaje? I nostri bagagli?- l’organizzatore chiude il portellone e si dilegua e noi siamo finalmente in viaggio per Macchiupicciu…. con 60 kg di bagagli.

Si ma i bagagli?

Il resto dell’impresa é la seguente: 5 ore di auto. Si sale fino ad un passo a 4080mt poi si ridiscende in una valle e poi per sterrata fino a Hydroeletrica da dove dovremo continuare a piedi.

Dopo 2 ore accostiamo in un paesino e l’autista fa cenno a Giordano. Insieme portano i nostri 5 zaini a casa di chissà chi. Giura che sono al sicuro e che li ritroveremo quando scendiamo. Questo è quel momento del viaggio in cui la fede nell’essere umano vacilla ma poi ti dici che se volevano ti fregavano prima così ti ri-fidi dell’essere umano che hai di fronte e speri che il suo amico, parente o comapre sia anche lui un bravo ragazzo. Poi ci pensa la strada a distrarti, si comincia a salire verso il passo, la periferia, triste e sudicia é lontana e dalle montagne si vedono rivoli e cascate che cadono nel vuoto, in cima attraversiamo le nuvole e piove, ri-scendiamo e c’é il sole vale la pena di guardar fuori ma 5 ore sono lunghe e una curva dopo l’altra il povero Mael ci “rimette” un po’ di se stesso, sempre discreto e coraggioso non chiede nemmeno di fermarsi.

Gli ultimi venti km sono di sterrata a bordo montagna, nessun parapetto, le rocce della montagna sulla destra e il vuoto sulla sinistra. Cento metri di vallata sotto di noi, ci vorrà più di un’ora per percorrerli perché, come se non bastasse, la carreggiata ha spazio soltanto per un furgoncino.

Hydroeletrica.

Decine di furgoni come il nostro con dentro 10 o 15 persone tutti li puntuali alla stessa ora, varie guide locali prendono gruppi di persone e spiegano come funziona. Da soli si cammina a piedi lungo i binari del treno per 11km, c’è chi lo fa in un ora e mezza e chi in 2 e mezza. Arrivati al paese di Agua Caliente ci sarà qualcuno che vi chiama per nome, vi accompagna all’ hotel e vi spiega come sará la visita il giorno dopo. Indica col dito la direzione e partiamo, all’inizio incontriamo gente che scende poi solo che sale infatti la guida ci ha detto – Mañana alle 15 el carro parte! No a le 15 e 5, no alle 15 e 1- Comunicazione efficace.

In corsa sul treno fermo
In corsa sul treno fermo

Come spesso ci capita noi quattro siamo i più vecchi e i più giovani, intorno tutti gli altri sono tra i 20 e i 30 le fasce sopra e sotto prendono il trenino.

La passeggiata è bella lungo i binari che corrono affianco ad un fiume, c’è da superare un vecchio ponte di ferro e i più intrepidi (o cretini) lo fanno passando sulle traversine del treno senza conoscerne gli orari, noi preferiamo di lato, sulla passerella che di per se e già sufficientemente scricchiolante per dare emozioni. Poi 2 gallerie poco più larghe del treno che non c’é modo di aggirare.
Ancora strada e poco prima di arrivare in paese sentiamo il treno blu fischiare. Ci supera ed arriva 5 minuti prima di noi. Chi l’ha preso ad Hydroeletrica ha dovuto aspettare quasi 2 ore che quelli a piedi arrivassero in maniera che tutti arrivino in centro allo stesso tempo.

se è vietato è più divertente
se è vietato è più divertente

Peru - Macchiupicchiu - LUMIX A (20)

Versione del venditore – Da Hydroeletrica il treno vi porta su in 20 minuti e avete il tempo di rilassarvi, andare alle terme..

Realtà – il treno vi porta su in 20 minuti quando gli tira a lui.

Ritroviamo i nostri compagni di Van nella piazzetta le guide chiamano i nomi urlandoli e naturalmente le persone si radunano attorno, quando tutti sono li comincia lo smistamento  noi 4 siamo i primi. Ovunque siate al mondo avere dei bambini con voi vi da qualche piccolo privilegio (si anche in Italia). La guida ci consegna all’alberghetto poco distante e ci da appuntamento alle 19:30 li nel ristorante per la cena e il programma di domani. Finalmente ci accompagnano nella nostra bella quadrupla -Ehi un momento? Erano 2 doppie.-

Versione del venditore- Volete una doppia e una matrimoniale o due doppie?-
-Matrimoniale! Siamo sposati da giorni ormai-
Realtà – Sorrisone beffardo della locandiera baffuta e – No, no Señor. No ay habitacion doble. – e ride.

Ancora voglia di scherzare?
Ancora voglia di scherzare?

Vabhe è per una notte, siamo stanchi e ci serve una doccia urgente. – Scusi? Locandiera baffuta? Non ci sono gli asciugamani- Sorriso beffardo – Hai Señooor !! No trabacamos con tovaglia-

Giordano contraddetto e sudato non é bello da vedere. C’è chi lo trova inquietante e dopo un po’ 2 asciugamani grandi su 4 si riescono a trovare e persino una saponetta alla rosa di quelle piccoline che a contatto con l’acqua cominciano a squagliarsi. Si sciolgono anche quando la doccia è finita e continuano a farlo fino a diventare una pozzangheretta di colore del fiore.

A tavola scopriamo che siamo fortunati, altri alloggiati altrove non sono molto felici e addirittura 3 devono ancora trovare rifugio e dormiranno tutti e 3 insieme pur essendosi conosciuti oggi. Chissà se avevano chiesto una camera delux o supirior?

Insomma gli hotel funzionano esattamente come i bus. I turisti arrivano tutti alla stessa ora sulla stessa piazza e guide e locandiere baffute se li scambiano tipo figurine con l’obiettivo di riempire non ogni stanza ma ogni letto indipendentemente da cosa avete comprato.

-Domani sveglia alle 4 del mattino. Alle 4:30 (sempre da soli) camminate da quella parte fino ai cancelli del ponte, ci vuole mezz’ora. Alle 5 aprono e cominciate a salire la scalinata dell’Inca. Ci vuole 1h1/2. Alle 6:30 comincio la visita guidata. Non alle 6 e 35 non alle 6 e 31. Ricordatevi il biglietto- Immaginate fare scalini per un’ora e mezza, arrivare in cima e sentire lui o lei che dice -Ops, il biglietto-

-Una pregunta. Maa la colazione- e la guida – Tranquilo, te hacen un Lunch Box (la scatola della colazione) – Raffi e Giordano scoppiano a ridere con la loro consueta indelicatezza di quando li si prende per il culo e anche voi sapete perché poi Giordano dice solo per Raffi – La mia mamma lo dice sempre “Tranquilo, tranquilo e muerto in….”-

1884 scalini tutti irregolari contati da Max uno per uno. Al 600 abbiamo dovuto chiedergli di darci solo le centinaia perché il morale ne risentiva troppo. Si sbuffa si suda è dura e ci viene in mente che molti ti dicono di prendere le pastiglie per l’altitudine ma 1880 gradini farebbero vomitare chiunque anche al livello del mare. Siamo davvero tanti alle 5 su per la montagna. Dopo i primi 10 minuti si trova gente ferma a sbuffare ogni 10 scalini quando siamo su si è fatto giorno, é una gran soddisfazione e nonostante sia una vera prova siamo contenti di non aver preso il bus e di averla fatta insieme ai duri. Ora davanti a noi c’è la coda per il controllo dei biglietti.

Peru - Macchiupicchiu - LUMIX A (122)

Il giorno in cui abbiamo conosciuto Indiana Jones

Superato l’ingresso, la coda di persone sale fino a quella che chiamano la casa del custode e da li passando tutti per uno stesso passaggio abbiamo la prima visione della città dimenticata di  Macchiu Picciu. E’ un po’ quella che già tutti conosciamo con la caratteristica montagna sullo sfondo. Raggiungiamo la nostra guida in quelli che erano gli orti e siamo subito felici di averne una. Macchiu Picciu era una piccola città che aveva al massimo 800 abitanti e quasi tutti Incas dunque gente importante. Dovevano esserci qui 2 scuole, una per i maschi ed una per le femmine dunque era probabilmente un posto dove l’élite mandava i figli a formarsi e non si parla di qualche anno, arrivavano bambini e partivano adulti e probabilmente sposati. Chi come noi è salito a piedi intuisce facilmente come mai Pizarro e i suoi non la trovarono mai pur essendogli passati a fianco. Da giù è invisibile e gli spagnoli con cavalli ed armature preferivano passare nelle valli o nei canyon scavati dal fiume. Fatto stà che probabilmente gli Inca la abbandonano su ordine dell’imperatore per non lasciare nulla agli invasori spagnoli e la giungla la coprirà per anni fino a che… ed è qui che la nostra guida ci presenta Indian Jones o meglio Hiram Bingham un archeologo e professore di Hraward che nel 1911 arriva qui in cerca della città rifugio degli Inca, quel El Dorado che gli spagnoli non trovarono mai e scopre Macchiu Picciu.

Un muro per il Prof. Bonoraspa
Un muro per il Prof. Bonoraspa

Professore brillante, archeologo ed esploratore, un paio di stivali ed il cappello giusto, senza saperlo il professore ha inventato uno dei personaggi più amati del cinema. Però senza voler togliere nulla ad un personaggio così romantico questa è l’ennesima scoperta di un bianco che “scopre” e rivendica una cosa nota già a molti. Nel 2011 il governo peruviano ha fatto grandi feste per il centenario della scoperta di Macchiu Picciu ma in realtà si sa che quando l’americano arriva quassù con la sua macchina fotografica di legno i terrazzamenti all’ingresso dell’antica città erano coltivati da un paio di famiglie. Ricordate quando dicevamo che gli Inca non sono un popolo ma una casta? Ebbene loro abbandonano la città su ordine dell’imperatore ma i contadini che coltivavano i terreni (che non erano Inca) vengo lasciati li, probabilmente continuano ad abitare nelle capanne fuori dalla città e a coltivare i terrazzamenti che già coltivavano per i loro governanti. Così quando Indy/Hiram arriva è un bambino a condurlo oltre i terrazzi tra le rovine di quelli che erano i palazzi degli Inca.

Vi presentiamo "Indiana Jones" Hiram Bingham
Vi presentiamo “Indiana Jones” Hiram Bingham

Gli Inca avevano una contabilità e forse anche una scrittura fatta di corde annodate ma si è riusciti a decifrare solo la contabilità dunque tutto quello che si sa di loro è ciò che gli Spagnoli hanno scritto dei racconti orali ascoltati. Un po’ come se tutto quello che sapessimo dei polacchi fossero le cose raccontate da storici Nazisti della seconda guerra mondiale. Però la città con le pietre perfette del tempio del sole, le stradine e lo spettacolo delle montagne attorno riesce a creare un atmosfera particolare nonostante attorno ci sia davvero tanta, tanta gente.

per studiar le stelle senza torcicollo
per studiar le stelle senza torcicollo

Impariamo che anche loro studiavano le stelle e per farlo per ore usavano l’acqua come specchi per non dover stare ore con il naso all’insù, che erano colti e che preferivano assimilare i popoli conquistati piuttosto che reprimerli. Così i figli delle famiglie importanti dei vinti venivano mandati qui cresciuti come Inca e rimandati a casa dalle famiglie con una bella moglie o marito Inca a governare gli averi dei loro padri, non più da stranieri ma da Inca. Su e giù la guida ci fa toccare con mano la quotidianità di chi abitava qui che, come già detto, era lungi dall’essere persona di poco conto.
Avanzano un paio d’ore prima di scendere così facciamo foto, passeggiamo, si cammina sui ciottoli e ci si chiede cosa avranno provato quegli uomini e donne che erano i più colti del loro continente, del loro mondo ma appena all’inizio dell’età del bronzo vedendo arrivare gli Spagnoli a Cusco con 3000 anni di tecnologia in più. Erano abbastanza colti da non considerarli degli Dei ma così talmente indietro da non poter comprendere come fosse possibile. Come se un UFO atterrasse a NewYork e ci dicesse che viene da un pianeta dietro l’angolo a “soli” 1000 anni luce. Così certi delle loro certezze da capitolare davanti a 160 uomini senza praticamente combattere.

Peru - Cusco Lumix B (36)

Ora non esistono più, quelli che vivevano a Cusco si sono lentamente integrati con Spagnoli, sono diventati cattolici senza troppi problemi grazie alle astuzie dei missionari che hanno mescolato un po’ il credo cristiano con quelli locali. In un quadro nella cattedrale di Cusco  i Re Magi arrivano dal bambino Gesu su dei Lama anziché su dei cammelli. Le Mandonne qui sono sempre raffigurate con un vestito fatto a triangolo sovrapponendosi di fatto al simbolo della montagna, del vulcano divinità importantissima.

Gli orti degli Inca
Gli orti degli Inca
DCIM119GOPRO
I 4 dall’alto del Macchiu Picchiu

I loro sudditi, i contadini e i servi, i non Inca invece sono ancora li, non hanno mai smesso di coltivare la terra. Caso mai han solo cambiato padrone.

Cominciamo la discesa, la nostra prova non è ancora terminata. Un ora e mezza di discesa poi gli 11km sui binari, poi le 5 ore di Van fino a Cusco e finalmente …un letto pensate voi?

Macchè. Ci aspetta un bus di notte che ci deve portare  la dove tutto è cominciato. Al confine tra Peru e Bolivia sul lago Titicaca dove si trova la Isla del Sol dove il popolo Quechqua (si quello della marca scrausa che trovate da Decathlon) custodisce niente popò di meno che il posto dove sono nati il Sole e la Luna sua sorella e sposa, i genitori di tutti gli Inca. Dovrebbe essere molto comodo ma sapete che c’è? Anche in piedi non credo avremmo difficoltà a dormire. Ci si vede là?… Seguiteci.

Vi lasciamo con il filmato della nostra mitica ascensione a questo posto mitico.

6 comments on “Macchiu Picciu e i misteri degli IncasAdd yours →

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  1. ..quanto corraggio….BRAVISSIMI!!!!!!!!! Giordi ti ho visto provato al n.926. Ora meritato riposo……..!!!!!!!! quasi finito????? aspettiamo altre avventure….

  2. non ho parole,tremo ancora solo nel vedervi ma credo che abbiate visitato un pezzo di storia e di vita meritevoli di un libro particolare.Non posso pensare che tanti tanti secoli fa il Perù aveva costruito una città a quell’altitudine furbescamente per controllare attachi di uomini-indios nemici e animali della foresta,poi mi spiegherete meglio.Bravissimi i nostri eroi Max e Mael,y adelante por la vida, tendràn muchos mas escaleras que conquistar. hasta pronto espero.

  3. Avete avuto incontri di terzo grado con gli UFO ???

    quella è la zona giusta

    Giordi, sembravi a corto di fiato, forse una burrata ti darebbe un po di energia 🙂

    a 2500 metri manca un po l’ossigeno ….
    per questo gli indios masticano la foglia di coca quando camminano sulle ande
    e si fanno tutte quelle salite…

    Le Sajama lines le avete viste ??
    be sono all’altezza di Arica un po lontanino

    Bravi avanti cosi non demordete,

    ciao ragazzuoli
    bacione

  4. Di fatica ne avrete fatta sicuramente tanta ma credo che la soddisfazione di arrivare in cima a quell’angolo di Paradiso sia stata notevolmente superiore.
    Vi ammiro ogni istante di più!

    Sarah