Minestrina ad alta quota, Scooby Doo e gli arcobaleni della Patagonia… Fine della Carretera

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vetta2Quattro ore su per i monti fan venire fame e questo vento gelido ti fa desiderare di avere qualcosa di bollente tra le mani.( Se ti sei perso la prima parte la trovi cliccando QUI ) Cerchiamo la roccia più grande dietro la quale ripararci un po’. Accendiamo il nostro fornelletto e facciamo la magia con un dado e dell’acqua calda. -E’ la cosa più buona del mondo!- Mael, da grande assaggiatore delle cucine del mondo, conferma quello che in quel momento è una verità palese per tutti e 4. E’ la semplicità delle cose in momenti speciali come questo in cui siamo. Di fronte ad un ghiacciaio in cima ad una montagna. La minestrina insulsa e triste di chi non ha proprio voglia di cucinare, qui ed ora, ha un sapore speciale e da ora in poi per noi sarà più buona. Avrà sempre il sapore della nostra famiglia e di quell’avventura insieme sulle montagne del Cile.

La vetta è conquistata e la minestrina è il cibo più buono del mondo
La vetta è conquistata e la minestrina è il cibo più buono del mondo

pano carretLa discesa è tragicomica, Giordano e Raffaella sono davvero acciaccati e quando siamo quasi giù Tobias (il 5°azonozo) ci raggiunge. Arriviamo assieme e andiamo a dondolarci nelle amache della grande sala/rifugio del camping. Quella sera anche se il regolamento del posto non lo consente dormirà li, il suo fisico nordico ha incamerato tanto di quel freddo in 2 giorni che non ha il coraggio di passare un’altra notte fuori.
Si parte ancora verso Sud. Per 30km il grande cantiere di costruzione ci obbliga a fermarci in continuazione e ci vogliono quasi due ore schivando operai, trivelle, buldozzer e persino camion con la scritta periglo dinamite . Da qui in poi e tutto polvere e sassi, ripio come dicono qua. Ormai quando incontriamo un ciclista proviamo pura ammirazione.
La Patagonia è davvero bellissima come tutti la descrivono. In questo viaggio ci è capitato di arrivare in posti che tutti dicevano essere straordinari per scoprirli abbastanza ordinari ma qui è davvero tutto di una bellezza che riempie l’anima. E’ forse l’ultima frontiera. Da qui in giù tutto è complicato. Un meccanico lo trovi ogni 80km, un dottore ogni 150 e per di più queste distanze non significano niente perché a seconda della stagione hanno un peso profondamente diverso. D’inverno ( cioè quando da noi é Agosto ) ad esempio non ci sono nemmeno i Ferry che attraversano i fiordi.
Arriviamo a Puerto Tranquillo quando dei nuvoloni creano un atmosfera un po’ oscura, Max e Mael riconoscono subito un furgoncino famosissimo anche per Raffaella e Giordano. E’ il Mystery Machine di Scooby Doo e la sua banda. Non proprio lui ma uno decorato uguale da una società che affitta in Cile piccoli Van come il nostro Bungy americano. Bisogna fare per forza una foto davanti. L’atmosfera c’è, vediamo se ci sarà qualche fantasma da smascherare.
Mysteri ScoobyQui vicino, sul lago, ci sono delle strane formazioni di rocce che scavate dall’acqua hanno dato origine a delle guglie che chiamano la Cattedrale di marmo, le andiamo a visitare tutti e 5 con una barca. Sono davvero strane, il barcaiolo ci entra dentro anche se le più grandi sono larghe poco più della barca e così possiamo toccarle e tentare di vedere nel buio infondo ai cunicoli di questo gotico liscio e naturale. catedral de marmo1 catedral de marmo2 catedral de marmo3 catedral de marmo4Piantiamo il campo nella baia da dove partono le lance. La sera, mentre stiamo mangiando una ragazza che avevamo conosciuto a Coyhaique ci viene a salutare – ITALIANOS!- ci chiama, lei e le sue due amiche argentine hanno piantato la tenda proprio li accanto. Il mondo è piccolo ma la Patagonia no. Fatto sta che dopo poco arriva anche il van di Scooby Doo forse in cerca di qualche mistero o fantasma nelle guglie qui sotto. Il nostro adottato germanico simpatizza con le ragazze e ci annuncia che forse partirà l’indomani per un altro itinerario, ce lo dice quasi chiedendoci il permesso.
– A ecco meno male- dice Giordano a Raffi – A 27 anni non è che puoi andartene in giro con Mamma e Papà- Mentre sghignazziamo tra adulti arrivano Mael e Max dicendo – Oh! Ci sta provando con le ragazze. Era ora!- Caspita, possibile che abbiano già capito tutto?
Passiamo la sera davanti al fuoco che ci rende sempre molto chiacchieroni. Siamo in un bosco davanti ad un grande lago, c’è la luna piena, tre ragazze sole e la Mistery Machine che compare e scompare ogni tanto che succederà?
Spento il fuoco andiamo a sdraiarci, la notte è meno fredda e qui si sentono uccelli notturni e il frusciare degli alberi che ci culla. Passano poche ore che tra la veglia ed il sonno si sente un fischiare regolare e Raffaella sente qualcuno chiamare un nome, sottovoce, dai cespugli. Nel silenzio un urlo di più voci sveglia di soprassalto Giordano che si guarda attorno. Nella confusione nella quale il cervello addormentato deve cercare il nome del posto dove ci si trova, crede di riconcoscere il verso delle scimmie urlatrici sentite nella giungla del Costa Rica. – Non può essere- Cerca ancora velocemente – Siamo in Cile- Il secondo pensiero lo fa guardare attorno. Mael è li accanto nel suo sacco a pelo e dorme. E’ passato qualche secondo e di nuovo le voci gridano – ITALIANOS! AIUTO AIUTO!-
-Arrivo, arrivo!- schizza fuori dalla tenda senza sapere a che pensare arriva correndo dalle ragazze. Tutto attorno è buio, il vento è talmente forte che fa piegare i rami degli alberi e crea un rumore simile a un fischio.
Qualcuno si è aggirato attorno alla tenda delle ragazze e per attirare l’attenzione le chiamava e tirava sassi. Tutto questo glie lo spiegano quasi in lacrime senza uscire dalla tenda finche non le rassicura sul fatto che non c’è più nessuno. Erano morte di paura e si sono messe a chiamare a squarciagola la “cosa” che più di tutte assomiglia ad un papà – ITALIANO! ITALIANO!-
Naturalmente i geni, che per attirare l’attenzione di 3 ragazze simulano il comportamento di un maniaco sono spariti ma loro sono talmente scosse che smontano la tenda in piena notte alla velocità della luce.Dunque come in ogni finale di episodio di ScoobyDoo il fantasma è smascherato e insieme a Tobias ( V aZonZo temporaneo ) che nel frattempo si é svegliato e ci ha raggiunto, gli proponiamo di dormire nella loro macchina parcheggiata tra la nostra tenda e l’amaca ma il loro solo pensiero e di scappare da lí. Abbracciano Giordano ringraziandolo come il loro “papito italiano” la cosa non ringiovanisce ma é pur sempre un complimento. Ripasseranno l’indomani mattina a cercare il nostro Tobias che partirà con loro.Cile - Carretera - LUMIX B (1)

La mattina dopo c’è un biglietto sul parabrezza dello Zuki che ci ringrazia e ci lascia l’email. Tobias è partito con le ragazze verso Cile Chico, passeranno per l’Argentina. Noi restiamo sulla Ruta 7, sulla Carretera Austral. Dobbiamo sbrigarci perché altrimenti non ne vedremo molta. L’auto l’abbiamo solo per una settimana. Vogliamo raggiungere un paese che si trova 50km fuori della Carretera é Caleta Tortel che fino a pochissimo tempo fa si raggiungeva solo in barca.

Nel frattempo non ci facciamo scappare un’altra coppia di mocilleros ( quelli che viaggiano con lo zainone) con il pollice alzato. Max prende in braccio Mael per far loro spazio, lo fanno con naturalezza e senza sforzo anzi hanno anche insistito perché caricassimo qualcuno, la generosità ha generato generosità e così se è stato bello ricevere aiuto da sconosciuti ora, per loro, è bello darne. Arriviamo a destinazione in 6, i due giovani ingegneri informatici cileni ci salutano e vanno a cercare il camping mentre noi abbiamo deciso di cercare una stanza in paese perché Tortel è troppo particolare per non dormirci dentro. E’ un paese di casette di legno costruite come palafitte sulla costa ripida di un fiordo, ognuna è congiunta all’altra da passerelle, non ci sono strade ne macchine. Le piazze sono balconi di legno. C’è un asilo, un supermercato, una chiesa, una biblioteca, qualcuno ha fatto degli orti pensili dentro a delle casse di legno, i bambini giocano a pallone sulle passerelle più lunghe ma a rallentatore dato che la palla rischia di cadere sempre in acqua.tortel1 Molte delle case sono, almeno qualche stanza, hospedaje (guest house) per i turisti che passano qui uno o due giorni. Lo è anche quella dove bussiamo noi. Ci apre una signora brutta e grassoccia che ci mostra la casa. Si entra in una cucina sala da pranzo dove c’è un fornello a gas ma anche l’immancabile cucina economica o cucina a legna che funge anche da riscaldamento. Una camera da 4 non c’è ma una da 3 in cui stringersi un po’ si. Al centro della stanza passa la canna d’alluminio della stufa/cucina che sta al piano di sotto, dove vive la signora. Si raccomanda di non toccarla perché quando accenderà sotto diventerà rovente. Infatti, la sera, la stanza sarà ben calda. Una piccola finestra si affaccia sul fiordo, è grigio e piovoso fuori, le punte delle montagne sono coperte.
Nella sera Raffi e Giordano vanno a passeggiare su e giù per le passerelle finché la luce lo permette. Il paese corre su, giù e attorno alla costa alta. Questo posto è davvero particolare, difficile immaginarsi la quotidianità di questa gente specie nei lunghi mesi di freddo dove non ci sono i turisti a distrarli e la comunità torna ad essere piccola e davvero isolata. Diverse barche sono piene d’acqua o appoggiate su un fianco quasi in secca, abbandonate.barca1 Anche molte casette sono abbandonate mentre qualcuna è già diventata un hostel un po’ più carino per i forestieri, non si può parlare di lusso ma qualcosa in più della semplice casa che la signora affitta per metà. La mattina dopo piove ma decidiamo di andare comunque lungo le passerelle fino alla fine del paese, esplorarlo un po’. Ci sarebbe piaciuto vederlo nel sole ma anche così è pieno di fascino. Come sempre ci chiediamo come sia vivere in un posto così lontano, in tutti i sensi, da ciò che conosciamo.

Piene d'acqua o appoggiate su un fianco quasi in secca, abbandonate.
Piene d’acqua o appoggiate su un fianco quasi in secca, abbandonate.

E’ ora di partire. Per arrivare a Villa O’Higgins, dove la Carretera Austral termina, bisogna prendere un piccolo ferry ma le corse sono solo 3 al giorno e se già non si è sicuri di poter salire su una in bicicletta, in macchina bisogna prenotarsi con qualche giorno di anticipo. Per noi non c’é più tempo così la NOSTRA Carretera termina qui, dove la Ruta 7 si inabissa nell’acqua dolce del Rio Bravo e quella salata del fiordo nel quale sfocia. Desiderio un po’ frustrato di non poter vedere cosa c’è dopo. Anche se veder sparire la strada nell’acqua é già un bel finale. L’essenza del viaggio e del viaggiatore; vedere cosa c’é dopo, desiderando segretamente che dopo ci sia un altro dopo da andare a cercare. Dunque per noi é un inversione a U ma la Patagonia e la Carrettera ci vogliono fare ancora un regalo.

Per noi la Carretera finisce qui
Per noi la Carretera finisce qui

Arcobaleni come se piovesse

Non bastano le cascate che scendono a decine da ogni ghiacciaio, non bastano i laghi, i torrenti e i fiumi. I cavalli liberi di pascolare nei prati, i condor, i lama. No, la Patagonia ha un ultima gemma da mostrarci. Mentre piove sbuca il sole e mentre viaggiamo spuntano arcobaleni dietro le colline, sulle cascate, uno inizia e finisce alle due estremità di un lago e ricordandoci di un libro pieno di figure che leggeva Max quando aveva 3 anni ci chiediamo infondo a quale delle due estremità si trovi il pentolone pieno d’oro. Una scorpacciata di colore che non avevamo mai visto così intenso e così duraturo.Arcobaleni1 Arcobaleni2 Arcobaleni3 Arcobaleni4 I ragazzi, che hanno fatto un laboratorio sulla rifrazione della luce al museo delle scienze applicate di New York in Dicembre, parlano da scienziati della scomposizione del bianco in tanti colori e noi pesiamo il valore inestimabile di questo viaggio.

Max e Mael in canoa
Max e Mael in canoa
cavalli2
Circondati dalla natura o la natura ti circonda?

cavalli Abbiamo il tempo di fare ancora un po’ di campeggio e trovarci circondati da mucche e cavalli che vengono a bere accanto a noi, di incontrare un giovane professore di scuola Messicano che si è licenziato dal posto fisso e che in bicicletta attraversa tutto il continente alla ricerca di esperienze educative rivoluzionarie e di scuole nuove perché considera quella in cui ha lavorato 7 anni troppo vecchia ed autoritaria ( lo trovate cliccando qua EduBicla . In spagnolo ma vale la pena anche solo per le foto), un altro tipo di viaggiatore e quanti ce ne sono ancora! Soccorriamo una coppia di francesi rimasti a piedi col camper ( loro sono QUI ) comprato da poco da altri francesi e che trascorreranno in sud America un anno viaggiando lenti. Una altra copia la incontriamo una mattina che arriva in tandem da Ushuaia, l’estremo sud argentino, e che vuole pedalare fino in Costa Rica attraversando in Colombia il Darien. La giungla tropicale dove non ci sono strade e dove se non ti becca qualche animale strano lo fanno i narco-traffiancanti o i FARC. E poi ancora, un altra coppia che da 8 mesi pedala dal sud est asiatico fino a qui ( Cecile e Clement sono QUI ). Li sommiamo a tutti gli altri trovati ovunque e ci chiediamo se ci sarà ancora qualcuno a casa ad aspettarci o se saranno tutti in viaggio.

Lama
Lama

Il nostro, di viaggio, non è comune, non è ordinario eppure è così “semplice” confronto a quello di altri. Dunque partite. Partite anche per poco ma fatelo con poco. Pochi vestiti, pochi soldi, pochi piani, poca organizzazione, poco confort. Ci fanno credere che abbiamo bisogno di vacanza, di non fare nulla, di star sdraiati. Che solo così ci riposa. Niente di male ma provate a farlo solo per la metà del tempo che avete. L’altra metà camminate, sorridete a uno sconosciuto e ordinate una pietanza senza sapere cos’è e vedrete che in cambio il Viaggio vi regalerà cieli incredibili e arcobaleni lunghissimi … seguite l’arcobaleno perché noi ora si torna indietro… seguiteci perché da qui a Santiago ci vogliono quasi  3giorni.

10 comments on “Minestrina ad alta quota, Scooby Doo e gli arcobaleni della Patagonia… Fine della CarreteraAdd yours →

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  1. …grazie, questo vostro viaggio mi ha riempito anima, cuore e testa di emozioni (riflesse) fortissime…… Io vi aspetto, se non ci sono…..provate ai 3 moschettieri…..

  2. Ciao Ragazzuoli

    non scrivoo spesso ma vi seguo giornalmente e vorrei spesso essere con voi per rompervi le scatole.

    continuate cosi
    siete unici

    bacione
    saverio

    1. Macché unici incontriamo gente davvero incredibile. Tu che conosci la Colombia attraverseresti il Darien in bici? Quelli si che sono unici. 🙂

  3. E’ sempre un piacere leggervi! Mentre leggo sogno, consapevole del fatto che non faro’mai un viaggio così…………… pero’ per fortuna ci siete voi che mi fate viaggiare………….
    Comunque siete proprio bravi…………. posti magnifici……………….
    Avanti tutta
    ciao Nico

    1. Grazie Nico ma come concludiamo questo post non c’è bisogno di partire lontano e per un anno. Ecco una ricetta pronto uso per Pasqua.
      Prendi un volo per Istanbul, affitta la macchina meno cara che trovi, caricaci i tuoi 2 compari e seguite la costa per 5 giorni ti prometto un’avventura e dei paesaggi magnifici ( ecco magari non star troppo a guardare dove ti cucinano quello che mangi 🙂 )

  4. Questo è uno dei vostri post più intensi,bellissime foto arcobaleni e tanta soddisfazione. Ve la meritate! E poi ‘ci fanno credere che abbiamo bisogno di vacanza..”!!! Verooo. Baci ciao

  5. Siete magnifici e mi fate sognare, se quando tornate venite in campeggio mi piacerebbe conoscervi. Buona continuazione e un abbraccio a tutti e 4.

  6. qualsiasi mio commento è ineguagliabile a ciò che VOI state vedendo e vivendo ,per fortuna grazie ai mezzi tecnologici di oggi,ci fate generosamente partecipare.Arcobaleni,animali,fiumi ,paesino appoggiato quasi per miracolo in un lembo di terra ed essere umani che li vivono ,rispetto a quello che sta accadendo ora in Italia,in Europa atti di egoismo contro migliaia di persone che fuggono dai loro paesi “Africani e non” dove non hanno più la serenità di un tempo.Auguriamo a questo Chile che perduri la condizione che voi state vivendo.

  7. Ho il cuore che mi esplode, sono senza parole!
    Ciò che rende speciale questa vostra esperienza e il fatto che la stiate vivendo come “famiglia”. C’è poco di strano nell’incontrare ragazzi che, zaino in spalla, affrontano un qualsiasi ZONZO ma voi avete anche due cuccioli meravigliosi che si stanno comportando da veri uomini.
    Concordo sulla vostra unicità!
    Sarah