Nairobi l’Africa senza leoni

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oggi usciamo per Nairobi

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Ieri sera abbiamo fatto un gesto folle e abbiamo prenotato un safari di tre giorni nel parco di Masai Mara. Saremo solo noi quattro perché nessuno si è aggiunto al gruppo così avremo la nostra guida e il nostro cuoco, roba da ricchi.

Oggi però ce ne andiamo in giro da soli

Arriviamo al cancello e diciamo alla guardia che ce ne andiamo a camminare. Credo che non gli capiti spesso di vedere gente uscire a piedi e per gente intendo bianchi. Ci fa un cenno benevolo e chiude dietro di noi.

Il panorama cambia subito. Le piante sono le stesse ma spettinate, una casa in costruzione, gente che cammina lungo la strada.

Dobbiamo raggiungere l’incrocio dove abbiamo visto passare i bus. Qui ci sono poche auto private ma una miriade di furgoncini i Matatu da 15/20 posti con una striscia gialla sul lato che fanno brevi tragitti

I matatu
I matatu

e dei minibus un po’ più grandi che fanno tratti più lunghi. Saltiamo su uno che più o meno dirige verso il centro di Nairobi circa 20km a 240 scellini, neanche 2,5€.

Ad ogni fermata. Ho detto fermata? … Ogni tanto il bigliettaio sbatte sulla lamiera, il conducente rallenta e quello scende al volo chiamando la gente al lato della strada. Alcuni salgono, alcuni tentennano poi sembrano desistere ma non ne abbiamo capito il motivo. Continuiamo così fino a quando tutti i sedili sono pieni allora il bigliettaio/acchiappino

L'acchiappino bigliettaio
L’acchiappino bigliettaio

(chi è passato davanti ai ristoranti di trastevere capirà) da due botte alla cappotta chiude la portiera con un chiavistello che dovrebbe stare sula porta di un gabinetto e si accelera.

Più si avvicina il centro più si infittisce il traffico.

Nairobi è un serpente di mini bus decorati in 1000 modi su viali a 4 corsie che viaggiano più lenti dei pedoni. E’ un tappo permanente dove i venditori di frutta e caramelle salgono e scendono al volo dai bus per vendere qualcosa. E’ un casino immane dove però la gente parla sottovoce e non si scompone mai.

Completamente fermi nel traffico la porta viene aperta e tutti scendono in silenzio. Nessun annuncio, nessun obbligo solo la constatazione tacita che ovunque tu debba andare da lì in poi probabilmente farai prima a piedi.

Scendiamo anche noi e ci troviamo in un quartiere di palazzoni moderni sui quali si legge Ministero, quartier generale, segretariato, banca ecc. la gente che affolla i marciapiedi è ben vestita, sono chiaramente la classe media di un paese ricco e poverissimo, pieno di contraddizioni.

Impariamo presto che le guardie giurate sono ovunque. Immaginate, a casa vostra, una guardia armata di metal-detector che fruga tutte le persone che entrano alla Conad o da Carrefour. Qui è così solo che il metal-detector suona ad ogni singola persona (Max e Mael inclusi) e si entra lo stesso. Forse per equità verificano che se si entra armati almeno che lo siano tutti.

Giriamo a zonzo ed entriamo in un quartiere più giovane pieno di negozi, speakers chiamano col microfono i passanti. C’è polvere e facce sorridenti. Nelle piazze, panchine e banchi sono tutti occupati da gente seduta e davanti a loro predicatori con la Bibbia in mano urlano. Gerico, Gesù e qualche altra parola nota anche all’italiano meno osservante riusciamo a capirle. La gente non sembra conquistata dai predicatori, li guarda e non li guarda, ci fermiamo per filmarne uno e subito la predica diventa infuocata tiene d’occhio Max e Giordano neanche fossero una troupe della BBC. Sento che vorrebbe chiederci se è ben inquadrato e a fuoco . Abbiamo dato un senso alla sua giornata.

C’è poco da vedere a Nairobi. L’archivio nazionale che raccoglie oggetti delle varie tribù, foto e documenti del periodo coloniale, una parete intera dedicata a una signora di colore che ha avuto il Nobel per la pace e la cui ultima foto è insieme a Tom Cruise. Mah?!?

I ragazzi hanno fame così entriamo in una versione Keniota del fast-food. Noi prendiamo il pollo che ci pareva già cotto ma il signore lo butta in una friggitrice in cui l’olio e più scuro di lui, Max e Mael prendono un Manhattan Burger, ( e perché no?) la cui carne e tenuta in caldo dentro un contenitore pieno di salsa che ribolle. Scopriremo presto che l’ingrediente principale di tale salsa è l’aglio, l’indomani l’apertura della zip della tendina dove dormono sarà un esperienza mistica.

Fuori ancora tanta gente polvere e sorrisi. Due operai stanno riparando una colonnina della fibra ottica per le connessioni internet ultra-veloci e affianco c’è la pubblicità di un frigo che mantiene la roba congelata fino a 7 ore quando salta la luce.man at W Contrasti ed ancora contrasti.

Quando decidiamo di tornare prendiamo un bus, questa volta più grande, qui ci sono linee coi numeri come da noi ma qualsiasi compagnia le può fare così possono esserci quattro numeri 40 alla fermata che aspettano di essere pieni prima di partire. Subito da occidentale ti chiedi come facciano a darsi un appuntamento. Comunque troviamo il nostro 24, saliamo e ri-percorriamo i meno di 20 km in “solo” un ora e quaranta minuti, un arresto apparentemente fatale del bus ( ma poi no), varie pause per aspettare che si riempisse di nuovo dopo una fermata importante. Insomma Africa … e per 2,50€ quanta avventura volete?

Ora riposo nel nostro recinto per bianchi, rispondiamo a qualche messaggio e domani mattina 7 ore di viaggio per andare nella terra dei Masai.

8 comments on “Nairobi l’Africa senza leoniAdd yours →

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  1. un’esperienza niente male…il safari ….saranno tre giorni stupendi….incontri da non dimenticare.. baci

  2. Ciao!
    Mi raccomando i dettagli…..del safari.
    Siamo davvero coinvolti…..col cuore!
    Vi abbracciamo.

  3. E mo….. Vi rispondo!!!! Certo che il panino al fast food di Nairobi deve avere il suo perché!!!!! Ed ora super safari altro viaggio indimenticabile. E li ci saranno i famosi leoni…..

  4. Ciao Raffaella, leggere il vostro diario a Zanzo sta diventando una simpatica abitudine, una finestra -pulita – sul mondo. Mi sembrate in gran forma, bellossimo il passaggio “forse per equitá verificano che se si entra armati almeno che lo siano tutti”!!! Buon’Africa e buon safari. Un bacio ai ragazzi!!

  5. terra dei Masai!!! Che bello! Vi invidio. Anni fa Antonio ha fatto il safari che vi aspetta. A distanza di anni continua a parlare di quello che ha vissuto. Un abbraccio da Giovanni e la tribu’ dei Fiorentini.

  6. Ciao Mael,sto vedendo i video del tuo grande viaggio..
    Ti sono piaciuti gli spaghetti? Ci mettono le polpette?
    Ti saluto,continuerò a seguirti ti saluta pure Federica.

    1. Ciao Benedetto! Come stai? io bene, ti ho scritto ora perchè ho fatto tante cose! 2 giorni fa ho fatto il safari di 3 giorni e volevo dirti che poi le polpette non ci sono con gli spaghetti 🙁 ma le fanno a parte con dentro dell’aglio e sono buonissime!
      Mi manchi tanto saluta filippo, siete i miei migliori amici un bacio anche da max