Napa, San Francisco, Higway1 tutto di un fiato

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Dobbiamo guidare affianco alla Sierra Nevada anzi Nvàra, per un bel po’ di chilometri poi attraverseremo un passo per raggiungere il parco di Yosemite. Lì abbiamo appuntamento con un tizio che ha l’aria di essere straordinario, abita vicino al parco ed è diventato per un breve attimo famoso per un suo video postato su Youtube nel quale commenta e si commuove davanti ad un arcobaleno doppio. Il video è diventato virale ed è stato visto 50 milioni di volte, il tipo è stato invitato in trasmissioni televisive e pare ci sia anche una canzone a lui dedicata. Insomma uno di quei fenomeni dei nuovi media che i grandi esperti dei network televisivi non riescono a spiegarsi ne a riprodurre nemmeno con le lauree ad Harward ma che ragazzini di 15 anni dominano come esperti di marketing senza sforzo. Lo abbiamo trovato sul sito di couchsurfing e siamo davvero curiosi di incontrarlo oltre che ansiosi di visitare uno dei parchi più famosi al mondo. La sua fama è già passata ma via email e ci avverte – Se venite qui accettate di finire in un mio video- Lo scambio ci pare equo e divertente.

Come ci accade spesso quando programmiamo qualcosa in anticipo il Viaggio decide in maniera differente così ci lasciamo passare alla nostra sinistra il primo passo, chiuso per colpa della neve. Bisogna allungare di 200 km sperando che il prossimo sia sgombro così continuiamo verso nord e ci fermiamo a dormire in un bosco di pini dove dove possiamo giocare a palle di neve e pensare che due giorni fa rotolavamo dalle dune di sabbia. Altro passo chiuso, altri KM verso nord ci tocca abbandonare l’idea di vedere lo Yosemite e il Sequoia Park e (grossa delusione) il famoso youtuber strampalato. Proseguiamo ancora e superata Sacramento troviamo rifugio in un Track Stop che non è altro che una stazione di servizio vicino all’autostrada che offre la sosta gratuita ai camionisti. Non è sexy come i posti precedenti ma siamo davvero stanchi e possiamo dire di aver provato anche questo. È solo una tappa per arrivare a nord di San Francisco dove si trova la Napa Valley, la nostra nuova meta, i Californiani più raffinati spergiurano che si facciano vini all’altezza di quelli francesi ed italiani e a noi tocca andare a controllare.
Ormai con tutti i piani a monte e con poca roba pulita da mettere decidiamo di abbandonare l’autostrada trovare strade più panoramiche e magari una lavanderia. Finiamo così a Vaca Ville l’incrocio dello spagnolo dei conquistadores e dell’inglese degli americani da origine a nomi esilaranti. Ci indicano un LaundroMat che Mael trasforma in una sala giochi e decide di dedicargli un suo speciale “Li proviamo per Voi” ( clicca QUI se lo hai perso ).
Ripartiamo a caso, la strada comincia a fare curve a scendere e salire e siamo in mezzo a colline dolcissime sulle quali ci sono fattorie e ranch di cavalli.

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In cima alla collina Pienza? No. I don’t think so

Il panorama é davvero simile a quella parte sud di Toscana che amiamo tanto e anche se il tempo è decisamente brutto le curve della strada e quelle delle colline ci cullano e rilassano. Cominciano le vigne, ordinate, pulite, tenute come giardini. Nella cittadina di Yountville accostiamo e decidiamo di passeggiare, é molto carina, un borgo tra le vigne con stili diversi: ci sono classiche casette di legno bianche col portico, case in pietra a vista che ricordano l’Italia o in sasso che ricordano la Francia, molte sono ristoranti, luoghi di degustazione del vino, piccoli alberghi molto curati e tutto ha il gusto delle cose vecchieCalifornia - cell Raf400 un po’ usurate dal tempo e dagli anni, proprio come l’Umbria, la Toscana, o le regione di Bordeaux. Solo che più o meno tutto qui, non è più vecchio di 50 o 60 anni, eppure ci si crede davvero, gli americani soffrono un poco dell’essere ” giovani ” e quando non hanno ricordi li fabbricano talmente bene che non solo ci crede chi li guarda ma anche chi li ha fabbricati. La sensazione é comunque gradevole e ci si immagina un trisavolo piantare la prima vigna quando qui dell’uomo bianco e dell’uva non sapevano ancora nulla. Giriamo senza trovare un porto dove fermarci, c’è un camping che è un gran parcheggio per quei trailer giganteschi con due camere e la vasca da bagno ma non è il nostro stile. In compenso noi non siamo il loro dunque, al di fuori di questa non troveremo altre aree adatte a un Van o un Camper. Non siamo nel target. Chi dice vino dice grana, tanto più qui che da noi e i campeggiatori o cul merd come li chiama Raffi, sono di solito al risparmio (noi in ogni caso lo siamo). È ormai tardi e ad accoglierci sarà il parcheggio di mamma Walmart che per statuto accoglie tutti quelli che vogliono dormire vicino alle loro marche preferite. (la nostra é Great Value)
L’indomani però ci prendiamo il tempo di andare ad assaggiare questi vini della Napa tanto famosi con buona pace dei 2 piccoli. Scegliamo un’azienda vinicola davvero bella persino dalla strada, tanto che giordano guardandosi i bermuda che indossa da ormai 6 mesi chiede a Raffi – Ma sei sicura?- Nessun dubbio nei suoi occhi, imbocca il vialetto fino ai parcheggi degli ospiti, già qui però le sue certezze un po’ vacillano. Il parcheggio é diviso in due aree da altrettante frecce sCalifornia - cell Raf403u una c’é scritto Car Parking sull’altra Limousine Parking… e ho detto tutto. Alla porta un signore dietro a un leggio di legno con su un gran librone ci chiede se abbiamo prenotato – Naturalmente No – rispondiamo. Mentre Giordano sta già per girarsi sui tacchi, lui fa un cenno ad una ragazza li affianco che ci apre la porta e ci accompagna dentro a 10 metri affianco e ci consegna a un signore dietro ad un bancone. Se questa é la sua unica mansione immaginiamo che carriera piena di soddisfazioni deve essere la sua. Il resto lo immaginate già : -Siete qui per la degustazione? – La risposta non é necessaria, il signore dietro al bancone tira fuori un menu dal quale scegliere tre assaggi per 200$ dato che i ragazzi non possono bere sono solo 400$. Il contesto é molto bello, la gente é bella, i bicchieri sono belli ma noi quasi scoppiamo a ridere in faccia al signore – Thanks!- Ora si che giriamo i tacchi. Persino l’enoteca della rocca di Montalcino e più economica.
Ne troviamo un’altra più Pop e simpatizziamo col signore che mesce, il quale dovrebbe essere in pensione ma, dice lui, fa il più bel lavoro del mondo perché lavora solo 2 gior

They are Italians!!!

They are Italians!!!

ni alla settimana. I vini non sono male, non siamo esperti ma bere e mangiare é una di quelle cose che in famiglia pratichiamo con serietà. Il signora ci indica agli altri clienti che entrano come un sigillo di qualità. – They are Italians !! – dice con orgoglio. Quando é ora di andare e ci vede cercare il portafogli e ci fa – A no! It’s for me – e così ancora una volta essere italiani si dimostra essere un buon biglietto da visita, la gente ci riserva simpatia incondizionata riconfermando che la scarsissima autostima che abbiamo di noi come popolo non corrisponde sempre alla percezione che hanno di noi.

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il Golden Gate non é d’oro e non é un cancello

Next Stop SanFrancisco con il museo dove Max e Mael seguono la storia di un brigantino ultimo veliero mercantile a competere contro le macchine a vapore. Lo fanno a bordo scoprendo che sulle navi c’era Chinatown dove i marinai cinesi erano trattati come bestie, dove il carico era la cosa piu importante. Scoprono la storia saltando su e giù per i ponti e le stive seguiti dai rumori che dovevano esserci allora. Poi le strade vertiginosamente in discesa come la via dei Lombardi e i tram che salgono per binari impossibili. È bella ed anche qui trascorriamo qualche giorno andando a dormire nella riserva che domina la città sulle colline. Sotto c’é una metropoli e tra i boschi decine di daini si avvicinano curiosi, è davvero sorprendente.

dietro a noi Alcatraz

dietro a noi Alcatraz

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China Town

tram

Surfisti in acqua aspettano l’ultima onda della giornata

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SanFrancisco

Arriviamo all’imbarco per Alcatraz dove campeggia una foto dell’ospite più famoso del carcere, Mr Capone che i ragazzi dicono somigliare in maniera impressionante a papá. C’é tanto da vedere e si sta bene, il sole è splendente, i buffi leoni marini che hanno preso dimora in una parte del porto son li da pochi anni ed ogni anno più numerosi. Lungo una passeggiata lungo mare una casetta di legno sembra di uno stile tutto montanaro e una targa dice che dovrebbe essere la casa di Jack London dove visse in Alaska ai tempi di Zanna Bianca, qualche folle l’ha trovata, comprata, smontata trasportata in California e poi regalata alla città. Ma la cosa più strana é pensare che quel personaggio del romanzo sia esistito davvero ed abbia raccontato la sua storia e non una inventata. Poi c’é il Golden Gate che letteralmente vorrebbe dire cancello d’oro ed invece é un ponte rosso, bello, strano ed anch’esso familiare perché giá visto decine di volte, soprattutto conduce ad un’area che é stata chiusa al pubblico perché area militare e questo l’ha conservata naturale e quasi intatta. É un’altra oasi di fronte la città, nascosta dalle scogliere. Arriviamo in una baia dove c’é una spiaggia lunga e profonda poco distante le vecchie baracche dei militari, c’é un sacco di gente che fa surf nell’acqua gelida, la sabbia scura, cani e bambini che giocano ed anche noi. Si sta davvero bene quando la gente comincia ad andarsene Giordano chiede ad un serfista che si sta cambiando nel suo van se é possibile restare li la notte. Quello risponde che crede di no ma poi dopo una breve pausa dice convento – Hey man! If I was you.. try- ( senti tizio, se fossi in te io ci proverei )
E cosí ci tocca un altro tramonto emozionante con il suono dell’oceano, siamo nel piazzale dove una volta i soldati imparavano a marciare c’é qualche lampione acceso ma una quiete che fa sembrare le caserme ancora piu grandi e silenziose. Col buio un coyote comincia a perlustrare tutte le zone dove di giorno c’era gente, evidentemente ci ha studiati e la sera viene a vedere se abbiamo lasciato qualcosa per lui. Meno faticoso che cacciare. Cerchiamo di avvicinarlo ma lui si limita a fissarci per un po’ senza scappare e poi riprende la sua ricerca ignorandoci. Questo posto é una vera scoperta e non é sulle guide, ed é solo nostro, di un coyote e di quattro o cinque persone che sono negli edifici (ora ospitano dei centri ricerche sulla natura) . Nessuno sceriffo verrà a bussare e anche il sonno sará perfetto Abbiamo ancora qualche giorno per completare l’anello e tornare a Los Angeles facendo la Higway1, la prima autostrada della California che non abbandona mai la costa e congiunge San Francisco a LA .P1070820 Non assomiglia per nulla ad un’ autostrada come la intendiamo noi oggi. Anche questa é da mozzafiato si passa da zone coltivate ad ortaggi fino allo strapiombo sul mare a tratti dove si corre su quello stesso bordo e sotto svariati metri le onde dell’oceano sbattono le rocce e spumano. Ogni curva é una foto, noi 4 le chiamiamo ormai foto della mente, quelle che cerchi di stampare nella memoria. Incontreremo fari bianchi, elefanti di mare, leoni di mare, rapaci, i paesini della costa, daini,

I giganti rossi

I giganti rossi

i giganti rossi, dei cedri di 40 metri con dei tronchi di 4 metri di diametro sotto i quali dormiremo e poi dei nomi mitici come Santa Cruz, Big Sur, Pismo Beach é un altro viaggio , pieno di musica (tra San Francisco e Los Angeles ne é nata davvero tanto negli ultimi 60 anni) e di immagini.
Bhe vi avevamo avvisato, a noi piacciono gli americani e questa parte di America é davvero bellissima e diversissima, pulita e amata da chi la vive e ha voglia di condividerla.P1070855
La dura legge del viaggio ci costringe ad avanzare e se ci seguite da Tokyo sapete che abbiamo già un biglietto per Costa Rica, prossima tappa scelta a caso perché ci serviva un biglietto di uscita dagli USA. Ne sappiamo poco ma chi ha mai sentito parlar male del Costa Rica? Cosí con tante aspettative ed un po di tristezza riconsegnano il nostro Bangi che era ormai diventato il quinto della famiglia. Ci a portato a zonzo, ci ha fatto da letto, da cucina, da salotto, da nido. Ci porteremo i suoi colori nel cuore gli stessi della sabbia del deserto, delle ombre dei pini dei tramonti sull’oceano. Domani siamo a San Jose dove si cambia lingua, si cambia cultura, valori e dall’occidente si va in Centro America dove la cultura è Latina. Noi siamo curiosi e voi ?
Certo che lo siete, allora … seguiteci.

6 Comments

  1. Sarah

    febbraio 8, 2016

    Cosa dire se non che è tutto magnifico! Ma chi è che scatta le foto? Giorda o Raffi?
    Chiunque di voi abbia immortalato quelle immagini è davvero fantastico, dovrebbe fare il fotografo professionista.
    Che viaggio! Io non pensavo che potesse esserci una zona del Chianti in America.
    Bangi, povero Bangi, probabilmente devo avere qualche problema emotivo se mi commuovo anche per il vostro van. Incredibile eppure è così!
    Vabbè, vado a preparare la mia valigia virtuale, devo mettere dentro canottiere, shorts, magliettine…tutta roba leggera perché in Costa Rica fa caldo!
    Un abbraccio a tutti e quattro.
    Sarah

    • giordano

      febbraio 9, 2016

      quello bravo a far le foto é il cellulare.. ti porti dietro di tutto e poi quelle col telefonino spesso sono meglio. Gli autori Raffi, Gio e quando riesce a scipparci anche Max altre le fa la macchina da sola con il cavalletto.
      La Napa Valley é uno spettacolo antropico davvero bello come la Toscana….. e Bangi bhe! Lui ce lo portiamo sempre dietro, fedele pezzo di ferro.

  2. GIOVANNA MORELLI

    febbraio 8, 2016

    Insomma questa America è veramente tanto grande e molto variegata,addirittura il vino ,po Alcatraz e quel mare e quei dirupi mamma mia,che esperienze vostre e dei miei giovani nipoti.
    Ieri ho conosciuto l’Ambasciatore del Cile in Roma,devochiedergli qualcosa x il vs prossimo e penso forse ultima tappa.(non dico ultimo viaggio perchè da voi non so più cosa aspettarmi.Buon prosieguo e tanti abbraccioni.

  3. lella morelli

    febbraio 9, 2016

    ……come faccio!!!!!!!!! tante emozioni insieme a voi….!!!!!!! Ho visto, interiorizzato tante cose !!!!! Ho il cuore e la testa in subbuglio…..baci baci e abbracci………..

    • giordano

      febbraio 9, 2016

      allora prendi fiato perché strada da fare ne abbiamo ancora tanta.

  4. Fabi

    febbraio 16, 2016

    Fuori di testa! Neanche un Sassicaia

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