Panama sta nel mezzo

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Panama sta nel mezzo. È un piccolo paese che sta, non solo geograficamente, al centro tra nord e sud del mondo, tra nord America e sud America. Qui c’erano gli Indios poi arrivarono i Conquistadores a prendersi tutto e poi i Corsari inglesi a cacciare gli Spagnoli ma poi tornarono gli Spagnoli a cacciare gli Inglesi. Poi gli Spagnoli non vollero più chiamarsi così e nacquero i Panamensi (ma ci volle un po’ di lavoro).

Las Tablas
Las Tablas

Per un po’ fu il silenzio ma poi vennero i Francesi, loro non volevano cacciare nessuno ma visto che Panama è un piccolo paese che sta nel mezzo volevano tagliarlo in due per passarci con le navi. Allora giù a tagliar alberi e giungla  ma a quel punto arrivarono le zanzare che cacciarono i Francesi. Dopo un po’ ci riprovarono gli Americani che tagliarono a metà il piccolo paese e da allora  diventò così importante che anche loro non volevano andarsene più. Questo succedeva 100 anni fa ma la nostra storia è più recente e ne ha solo 50. Comincia con un gruppetto di Panamensi che, questa volta sono loro a partire, a stabilire una piccola colonia a Bologna, staranno li un po’ nell’Italia del Miracolo e torneranno a casa chi medico, chi avvocato alcuni torneranno e basta qualcuno si innamorerà dell’Italia e se ne porterà via un po’. Uno di quelli si chiama Chando da ragazzino era compagno di scuola di un tal Noriega (ma questa è un altra storia) lui tornerà a Panama con Bruna e lì, insieme, vedranno crescere una città di provincia che diventerà una metropoli con grattacieli, grandi banche e boutiques di lusso. Sono loro ad ospitarci ma meglio sarebbe dire tutta la loro famiglia, Gabriella, Marco, Maria Teresa, le bimbe. Tutti ci accolgono come parenti lontani. Ci eravamo conosciuti a Roma a casa della zia Gianna che a Panama ci ha vissuto un po’. Loro sono amici di gioventù separati per anni, quelli in cui tra Roma e Panama c’era solo la nave, e riuniti da Skype e dai viaggi aerei. Quell’amicizia è rimasta e si è trasmessa a figli e nipoti, italiani della provincia di Panama.

La Panama bruciata dal pirata Morgan e quella dei grattacieli
la Panama bruciata dal pirata Morgan e quella dei grattacieli
facce da casco viejo
facce da casco viejo

Più che esplorare un posto esploriamo una famiglia, scopriamo cosa vuol dire crescere in un clima tropicale con una mamma che parla con l’accento emiliano e fa tortellini e lasagne, un papà che ama il baseball e il calcio e tifa gli Yenkees e il Bologna. Una famiglia che è di qui, che ha vissuto e vive attiva nella sua società ma che è anche di altrove fiera di appartenere a quei due posti così lontani. Uno ha accolto il giovane studente di medicina e creato la sua famiglia, l’altro ha accolto la giovane bolognese e cresciuto con lei i suoi figli.

Lezione di Geologia e Biodiversità
Lezione di Geologia e Biodiversità al Biomuseum

C’è tanto di noi qui (noi italiani), forse c’è il meglio. In un paese pieno di contraddizioni qui c’è ancora una forma di fantasia ottimista che cerca di risolvere i problemi del quotidiano. Può essere anche fastidioso, è quell’essere mediterranei che i tedeschi non capiscono e ci rinfacciano tranne quando vengono in vacanza. Quello che da noi è sparito a favore di una furbizia egoista un’arte di vivere che cerca un po’ di sorriso in una quotidianità di sicuro più dura della nostra.

Ma che vuoi che ne capisca un biologo di architettura
Il Biomuseum …ma che vuoi che ne capisca un biologo di architettura

Qui c’è una natura potente come quella del Costa Rica ma c’è anche un canale. Un canale che qui chiamano con la maiuscola; Il Canale. Fa passare di tutto da 100 anni. Un’opera poderosa ed impressionante dell’uomo dove tramite un sistema di chiuse si fanno salire e scendere le scale a dei bei bestioni del mare carichi di merce. Anche qui c’è l’idea di un italiano uno che di fantasia ne aveva. Ne abbiamo visto i disegni a Milano poco prima di partire per il nostro viaggio. Infatti, se le chiuse sono li da un secolo il signor Leonardo Da Vinci le aveva disegnate 500 anni prima.

antica tecnologia italiana
antica tecnologia italiana

Stiamo poco a Panama, giusto il tempo di allargare la nostra famiglia e di scoprire che le province italiane sono 110+1 (e probabilmente altre in giro per il mondo), che il Panama non è di Panama ma è un cappello fatto dagli Equadoregni con un materiale che chiamano Panama e che qui, lo portiamo quasi solo noi turisti. Il sombrero che portano qui in campagna o per le feste (quello che secondo Bruna i cerca rogne portano con la falda girata in su) ha tutta un’altra forma.

l'impostore
l’impostore
Casco viejo. Una delle poche case non ancora restaurate
Casco viejo. Una delle poche case non ancora restaurate

Scopriamo che ci sono 3 Panama. Una quella antica della quale restano solo ruderi, una quella moderna fatta di grattacieli ultra-moderni e tra queste 2 una, quella vecchia, della gente “pericolosa” quella zona dove non si andava a passeggiare di notte che ora un po’ per volta diventa un centro restaurato e fighetto dove i “pericolosi” scappano un po’ per volta non spaventati dalle minacce ma dall’aumento degli affitti.

Per noi è quasi Natale e i 4 lo passeranno in una della città che ne ha fatto un’arte. Su al nord New York New York… ma voi che vivete nel futuro già lo sapete.

Altri "cugini"???
Altri “cugini”???

Panama - Lumix168

2 comments on “Panama sta nel mezzoAdd yours →

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  1. Panama le dicen…..ombligos el mundo..corazón del universo!
    Chando y co. son para mi familia así como lo sintieron ustedes ya entendieron porque! Buen proseguir en vuestra vuelta al mundo

  2. Mi piace un sacco la vostra famiglia allargata, avete parenti di quasi tutte le nazionalità.
    Bacioni.

    Sarah