Por la Carretera… ma

Por la Carretera… ma

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Piove da quando siamo arrivati c’è poco da fare e la noia è molta, ce ne stiamo nello spazio comune della cucina del camping insieme ad altri. Ogni presa di corrente è occupata da uno smartphone. Chiacchieriamo con una coppia di fotografi tedeschi, loro sono partiti 7 anni fa e vivono da nomadi digitali attraverso il sud America, 3 ragazzi francesi, una ragazza e 2 ragazzi, si sono licenziati e son partiti 10 mesi fa, un’altra ragazza bosniaca viaggia da sola da un paio d’anni, ogni tanto lavora un po’ ma non sa quando tornerà. Sono migliaia a cercare Zonzo. Migranti di lusso perché non hanno fretta di arrivare dato che nulla li insegue veramente.

Dal diario di Max: “… si pedala per tanto, tantissimo ma così tanto che esplodeva anche il mio sedere per colpa del sellino, poco importa perchè a ogni paesaggio mi ricaricavo e andavo velocissimo”.

Noi però dobbiamo davvero risolvere il nostro problema. Le bici, a parte quella di Raffi, si sono dimostrate davvero inaffidabili e tra El Blanco a Villa Cerro Castillo ci sono almeno 3 giorni di niente e salite. E’ il punto più alto della Carretera. Il tempo poi è davvero un’incognita cambia molto rapidamente e la pioggia arriva repentina. Aggiungi la fatica.. decidiamo di abbandonarle con un po’ di tristezza e allo stesso tempo il sollievo di chi volta pagina. Chiediamo a 3 negozi di trekking della città se vogliono comprarle, senza successo. L’ultimo, che vende biciclette che costano l’una più delle nostre 4 messe insieme, ci consiglia di andare in piazza e metterci un cartello sopra, dice che qui si fa così.

Lo ringraziamo per il consiglio ma davvero diluvia e la gente a spasso non è molta. Anche se c’è da notare che qualcuno c’è, quando da noi con un tempo così ci sono in giro solo pompieri e protezione civile. Per oggi non se ne fa niente domani proveremo a venderle e poi troveremo un mezzo per proseguire.

La mattina dopo piove, piove e piove tutta la mattina, le tende sono zuppe e temiamo che cominci a piovere dentro. Ogni tanto il sole sbuca ma senza che smetta di piovere ecco perché la Patagonia è così verde. Al supermercato vicino compriamo un album e dei colori per fare il nostro cartello “SE VENDE”.IMG_20160220_142048_450x600

Quando la pioggia cala portiamo le nostre bici nella strada dove la gente passeggia e ci mettiamo sotto un portico.

Bici in fila, ammortizzatore rotto camuffato, una bella lustrata e prezzo stracciato, un signore con la figlia si avvicina e le fa provare la Super la prenderebbe subito ma la figlia si vergogna e se ne vanno. Cinque minuti dopo ci viene in contro sorridendo con i soldi in mano e riparte con la bici. Dal ristorante di fronte cominciano ad uscire a turno i camerieri, una fa una foto, un’altra chiama qualcuno al cellulare dicendogli – Muevete! Es muy baraaato!-

affianco a noi si vendono orecchini
affianco a noi si vendono orecchini

La Bianchi di Raffi pagata 45.000 a Santiago parte a 50.000 Pesos in un attimo (ma gli regaliamo un super portapacchi) un ragazzo timidissimo la compra senza neanche provarla e riparte contentissimo. Le 2 Tremenda (Mierda) partono poco dopo, una signora le compra tutte e 2 per affittarle. Difettose o no faranno il resto della loro vita qui in Patagonia dunque se passate di qui e volete affittare una bici controllate che sulla canna non ci sia scritto La Tremenda.IMG_20160220_142839_800x600

Noi siamo impressionati in 40 minuti abbiamo venduto 4 bici nella piazza del paese. Ridiamo immaginandoci la stessa scena nella piazza di Ferrara – Vien via va là! I sarà rubadi-

Diciamo che un affitto ci sarebbe costato uguale e ci resta comunque la soddisfazione di aver pedalato su e giù per 120km tra la pioggia ed il vento con la gente che ci salutava dalle macchine e il nostro Pan Chorizo come premio. Certo avremmo voluto farne di più se non tutta, pazienza, la vedremo in un altro modo e con un poco di invidia quando incroceremo altri ciclisti.

Mai pezzo fu più azzeccato fate PLAY prima di continuare.

Dunque: addio Bianci (come lo pronunciano qui), addio Super, addio sorelle La Tremenda “Mierda” anche voi entrerete nell’Olimpo dei mezzi che ci hanno trasportato. Insieme a Bangi, al trenino di notte vietnamita, al mostruoso Airbus A380, alle bici scassate del Laos, ai motorini tailandesi e alle canoe del Mekong. Vi perdoniamo ogni difetto e siete già un gran ricordo.

Coraggio domani si riparte, la Patagonia è ancora lunga sempre por la Carretera … ma.. a piedi.

10 comments on “Por la Carretera… maAdd yours →

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  1. “Ridiamo immaginandoci la stessa scena nella piazza di Ferrara – Vien via va là! I sarà rubadi-” … sarà, però a me pare che ai cileni abbiate appioppato la sòla eh!

  2. Haahhhh!!! “sospiro di sollievo“allora via si riparte per una nuova avventura
    e buon proseguimento
    smack

  3. Accipicchia, prima mi fate ridere e poi piangere. Le conclusioni nostalgiche di Giorda mi mettono ko!
    In bici, a piedi, in autobus o su un furgoncino è sempre un’avventura avvincente e strepitosa e io non vedo l’ora di ricevere il vostro prossimo post!
    Vi abbraccio virtualmente!!!
    Sarah

  4. …Max sei grande, grazie al tuo entusiasmo per ogni cosa riuscirai a ricaricarti in ogni situazione. Coraggio Zonzonieri…..le scarpe come sono???????? Abbracci forti forti.

  5. Bravi per il vostro coraggio, eravamo fieri ma un po’ preoccupati
    Ora buon proseguimento
    Un abbraccio

  6. in futuro non vi spaventerà proprio nulla e non morirete mai di fame.vi amo, vi ammiro e vi penso,bella la conzone ” DE LA CARRETTERA QUE SE VA” CIAO A PRESTO.

  7. Non leggevo più null mi ero anche preoccupata…. Temevo aveste scambiato le bici con un’ape car . Che spettacolo siete bravissimi….. Quanto a Max be che dire….. Unico….. Senti Giordano però con un’ape car in 4 viaggereste semi comodi pensateci e buon proseguimento… Ciao