Route 66, Halloween e il Grand Canyon

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Ormai lo sapete. In questa avventura American, prima di mettere in moto, accendete la nostra radio, trovate la canzone giusta e solo dopo, cominciate a leggere il nostro road movie. Noi ci mettiamo la strada, le parole e la musica voi ci mettete il movie.

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Andiamo a cercare la Higway 40, la lasceremo a Kingsman (nella canzone). Giordano deve assolutamente fare almeno un pezzetto della Route 66. Oggi i tratti rimasti sono monumento nazionale. Ai bordi si trovano Motel fantasma, pompe di benzina abbandonate e tante storie.

il Motel di Roy
il Motel di Roy e Cafe

Molta della storia americana ma anche la nostrana moderna nasce li. Jack Ceruak e la generazione Bit la percorre per andare dalla costa est alla costa ovest ascoltando un giovane trombettista di nome Miles Devis, alcuni di loro diventeranno gli autori e gli  scrittori di Hollywood per tutti gli anni 50, 60 e 70 e daranno vita alle sceneggiature dei film che tutti abbiamo visto, altri diventeranno leader dei movimenti politici che sfociarono nel ’68, altri cercheranno fortuna con in mente ancora il mito del Lontano Ovest. Si scriveranno canzoni su questa strada, si faranno film ed ancora oggi è nell’immaginario di tutti, la frontiera Americana. L’ultimo “personaggio” famoso a percorrerla è una grande passione di Mael e, tempo fa, di Max .

Si chiama Saetta McQueen che nel cartone della Pixar esce per caso dall’autostrada ritrovandosi nel paesino di Radiator Spring, quasi dimenticata tappa della 66 esclusa dal mondo per colpa della più veloce Higway .

Radiator Springs nel film Cars
Radiator Springs nel film Cars

Indovinate un po’? Noi l’abbiamo trovata, esiste  davvero si chiama Peach Springs, è una sola strada dritta, polverosa annegata nel sole e nel ricordo di un America che noi ancora “compriamo”. Non siamo i soli ad esserci accorti che la posizione sulla carta è la stessa del paese inventato dagli autori di Cars, il nome è troppo simile per essere inventato ed infatti troviamo Doc, una macchina della polizia degli anni 50, un vecchio camion dei pompieri e persino un carroattrezzi a cui qualcuno ha inchiodato 2 dentoni di legno al paraurti.

a Nord della H40 esiste davvero e si chiama Peach Springs
a Nord della H40 esiste davvero e si chiama Peach Springs
il muso di Doc e dietro i pompieri
il muso di Doc e dietro i pompieri

Dobbiamo fermarci a fare qualche foto (andate perse quasi tutte). Una stazione di servizio con il suo Diner è diventata un piccolo museo di quegli anni, gli oggetti esposti li non sono cose di valore ma risvegliano in tutti e 4 la stessa curiosità che si ha trovando un baule pieno in una soffitta o camminando per un mercatino delle pulci. Realizziamo che per un ragazzo di 12 anni una macchina da scrivere è già un oggetto strano, una tastiera senza monitor che senso ha per una generazione per cui sta sparendo anche la tastiera?

la vista dal Diner
Amici di McQueen parcheggiati davanti al Diner

Dischi di Elvis, un giornale che in prima pagina racconta del primo uomo sulla luna, un panciuto tostapane con un grosso cavo di stoffa per alimentarlo. I cimeli più recenti son giocattoli con cui anche Raffaella e Giordano hanno giocato, in USA siamo già vintage.

È divertente guidare pensando che potrebbe superarti un’auto da corsa con 2 grandi occhi e così arriviamo alla cittadina di Flagstaff, la porta d’ingresso del Grand Canyon.

Halloween

Dal nostro arrivo a Los Angeles ovunque abbiamo visto zombie, scheletri con la falce in mano e zucche. Non è un caso se ci fermiamo in una cittadina con il suo centro, le casette col vialetto davanti e le zucche davanti alle porte. Volevamo trascorrere un Halloween tradizionale.

Cerchiamo di attrezzarci un minimo, tutti e 4 avremo un maschera. Ci trucchiamo e alle 4 siamo nel centro di Flagstaff dove famiglie intere arrivano vestite. Arriva un improbabile Capitan America grasso, una famiglia Addams al completo, un bambino vestito da testata nucleare, uno che gira per strada con tutta la sua tomba, costumi comprati si mescolano con vere opere di fantasia e fatto in casa, è un carnevale divertente e un po’ macabro che coinvolge e traveste grandi e bambini. Naturalmente c’è la questua delle caramelle dentro e fuori i negozi ma la parte più divertente avviene quando si fa buio. Seguiamo una sposa fantasma e la sua amica fuori dal centro verso le case di legno e Max e Mael entrano nei vialetti, suonano ai campanelli – Trick or treat?!-

Qualcuno non apre, qualcuno lo fa con entusiasmo e getta qualche dolce nel secchiello, una vecchia signora apre di colpo vestita da strega e sorprende i nostri Frankeinstein e Teschio riccio poi ride e gli da il loro premio. Due dirimpettai fanno evidentemente a gara a chi ha il giardino più addobbato. Non hanno badato a spese, il davanti della casa è diventato una giostra di un Luna Park: un cimitero con fantasmi che svolazzano, ragnatele giganti e persino una macchina del fumo. Il loro premio è lo stupore dei ragazzi. Il nostro invece è quello di aver partecipato al nostro primo vero Halloween. C’è ne torniamo a dormire nei boschi sopra la città sperando che tra i pini non ci siano lupi mannari.
Al risveglio ci accoglie il sole e i daini in mezzo ai pini, nessuno ci ha tagliato in due con una moto sega e la nostra colazione è fatta di caramelle mou, barrette di cioccolato e gelatine.
Pieni di zuccheri arriviamo finalmente all’ ingresso del Grand Canyon dove un ranger controlla il nostro pass.

Ci appare improvviso quando ci avviciniamo, da lontano sembra un alto piano ma poi ci si affaccia nello sprofondo che pare impossibile sia stato scavato dal fiume che si fa fatica a scorgere nel fondo. Questo è un altro posto dove la cosa migliore da fare è assolutamente niente.

C’e molta gente ma quasi tutti parlano piano come non si volesse disturbare il silenzio, la solennita di questo posto che sembra un vecchio signore imbronciato. Solo il vento si permette di fischiare.

Trascorreremo qui due giorni. La notte accendiamo il fuoco. Ci sediamo attorno e guardiamo in alto tra i pini ancora cieli che non siamo abituati a vedere.

Grand ..Grand Canyon
Grand ..Grand Canyon

Di giorno ci guardiamo attorno, andiamo a trovare dei ragazzi che, volontari, passano 3 mesi quassù a contare e classificare le aquile. Ci insegnano a riconoscerle e a capire la loro età. Impariamo al visitor center che il Canyon è un libro di storia della terra cominciato 4 o 5 milioni di anni fa. Un’altra gigantesca aula di scienza che racconta quanto sia complessa la coincidenza di fattori che ha fatto si che oggi noi ci troviamo qui.

Anche qui la visita si conclude con un momento divertente ed emozionante. Mael e Max, dopo il breve esame del Ranger, giurano con un aria davvero solenne di protegge la natura.

Dobbiamo lasciare il profumo di erba e di pini, il vento, le aquile, le rocce fatte a strati come un gigantesca lasagna di pietra. Per la prima volta da quando siamo partiti dall’Italia ci siamo coperti e abbiamo avuto un po’ di freddo. Andiamo non lontanissimo ma all’altro capo dell’universo rispetto a questo posto, in mezzo al deserto, dove fa così caldo che il diavolo ci si trova bene, dove normalmente non dovrebbe vivere niente ed invece c’è una città di 2 miloni di persone con fontane che sparano getti di 25 metri, luci, colori, Limousine lunghe 10 metri, un finto Colosseo, una finta torre Eiffel, hamburger da 5kg. Sin city (la città del peccato) dove tutto è futile, inutile ed esagerato dove potete scommettere da un 1 centesimo fino alla vostra anima… allora scommette sul rosso o sul nero, intanto che la pallina gira vi portiamo la e vi diciamo se avete vinto… seguiteci.

8 comments on “Route 66, Halloween e il Grand CanyonAdd yours →

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  1. carissimi è una gioia vedere tutto quello che state scoprendo in questo nostro mondo.Trovo sorprendente tanta generosità verso i bambini e la disponibilità delle persone nel rilassarsi e divertirsi loro stessi.

    1. Le persone sono disponibili più o meno ovunque ee gli vai incontro con un sorriso. A volte non basta ma spesso si. E poi siamo tutti curiosi e gli zaini dei ragazzi con tutte le bandierine scatenano la curiosità.

  2. Questi americani, anzi mi correggo questi statunitensi , non finiscono mai di stupirmi, nel bene e nel male! attendo con ansia foto di las vegas…..( meno male che non vi siete sposati qui

    1. Foto di Vegas ne vedrai poche perche sono in quei 64Giga persi. CHE TRISTEZZA. Per fortuna si sono salvate quelle del cell di Raffi :{

  3. Ma quante emozioni…
    Dalla route 66 di Cars, alle maschere dell’originalissimo Halloween americano, al volo delle aquile…
    Semplicemente favoloso.
    L’ho già fatto altre volte ma devo ringraziarvi ancora perché, attraverso il racconto dettagliato delle vostre avventure, mi sembra di viaggiare assieme a voi!
    A presto…
    Sarah

  4. Bravi!!!!! Vi tengo d’occhio. Un abbraccio dalla famiglia Fiorentini e in particolare da Giovanni.