Secondo giorno di Carretera Austral. – Patagonia

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Per trovare un Camping a Puerto Aysen abbiamo chiesto a dei Carabineros lungo la strada ma non ne avevano un’idea. La risposta alla nostra domanda – Ay un Camping?- l’agente ha risposto con – Da dove venite?- Quando siete arrivati?-, -Dove andate?-, -Quanti anni hanno i bambini-, -Le biciclette le portate dall’Italia?-

Insomma l’agente fa la sua inchiesta prima di darci una qualsiasi informazione e quando lo fa è – Tengo un amigo italiano, es un Carabiniere!-

Ci intrattiene un po’ con lui ma la zona non la conosce molto, in compenso è davvero simpatico ed alla fine ci lascia un foglietto con il suo timbro (nome e grado) il suo numero di cellulare e la sua firma. -Se avete bisogno chiamatemi- Caspita che servizio.

Il prossimo che interpelliamo è un tassista, loro conoscono sempre la zona. Non gli risulta nessun camping ma ci raccomanda un Hospedaje (una pensione) che conosce poi però ci fa – Espera!- Saltella verso il suo taxi e via radio lancia un SOS a tutti i colleghi della zona. Un attimo di silenzio e poi uno dopo l’altro tutti danno la stessa risposta – No ay Camping!-

Pazienza la pensioncina che troviamo è spartana ma sufficiente, la TV e la fatica fanno il resto.

Tutta la notte piove a dirotto, siamo nel mese più secco in Patagonia e piove in continuazione.

La mattina seguente piove ancora e dato che le previsione danno una settimana di scrosci decidiamo di muoverci comunque. Compriamo della plastica per incartare le borse mettiamo K-way più mantelline e partiamo sotto la pioggia verso Coyhaique. 80 Km più in la la meteo dice nuvoloso., meglio che pioggia.

La strada è trafficata ma abbastanza piatta. Lungo la strada una auto blindata bianca e verde dei Carabineros che arriva in senso opposto aziona gli altoparlanti e poco dopo sentiamo -Forza Italia!!! Forza Italia!!!- il nostro amico di ieri che, vedendoci da lontano ci incita ad andare avanti.dia2

carne
Se Jake potesse pescare COW !

Dopo 20km già sentiamo la stanchezza, altri ciclisti non ne troviamo. Comincia la salita e questo non aiuta il morale, la pioggia ci da tregua ma il cielo è coperto e qui cambia molto in fretta. Sappiamo che c’è un camping vicino al Rio Simpson dunque continuiamo, finalmente una scritta di legno -CAMPING- ma ci vogliono ancora un paio di chilometri di sterrata per raggiungerlo.ponte Qui fa buio molto tardi dunque abbiamo tempo di rilassarci, Mael e Max hanno anche la forza di giocare a pallone col proprietario. Il posto è un work in progres divertente gestito da una famiglia bio/ecologiaca ma a modo suo, senza fronzoli. Uno degli ospiti, Jake, è un americano (del nord come dicono qua ) che si è comprato una micro roulotte da un posto e un pick-up, 3 mesi l’anno li passa in Cile a pescare trote che non mangia. Ci racconta che in poco tempo 2 suoi buoni amici sono morti, uno era in pensione da un mese e l’altro ancora non c’era arrivato allora si è fatto due conti e si è detto – Meglio cominciare a godersi qualcosa- ed eccolo qui, un altro viaggiatore ma questo ha del tempo da recuperare. Jake pesca le trote e possiede un sacco di gadget per farlo, ma le ributta tutte nel fiume dopo averle fotografate. Da buon nord americano ha la passione del Barbeque dunque ogni sera compra un sacco di carne che chiede di dividere con i presenti a prezzo di costo, il proprietario del piccolo camping ci mette il vino e così nasce una serata conviviale e divertente. Quando chiediamo a Jake perché non ci mette una delle trote che fotografa sulla griglia ci risponde -Pesce? Che schifo! Potessi pescare vacche allora si!- e si mette a ridere. In effetti qui ci sono prati verdi con cespugli di fiori di campo viola e delle grasse e grosse mucche serene e rilassate un po’ ovunque.

Alla fine mangiamo chorizo y pan che ci spiegano essere l’equivalente di olive e patatine del nostro aperitivo e la carne e le patate alla griglia di Jake. Ci cantano un po’ di canzoni cilene accompagnate dalla chitarra del proprietario e dalla voce di una ragazza che dorme in una tenda li affianco. Il prato del camping è tutto attorno ad una stanzona comune alta come un fienile con una cucina dei tavoli ed al centro un focolaio dove accendere il fuoco. Alle 23 per noi è ora di dormire. Fuori fa un bel fresco entriamo nelle nostre due tendine ci infiliamo nei sacchi a pelo un po’ vestiti ma Raffi avrà comunque freddo. La notte pioverà ancora ma noi siamo protetti da due bei alberi di mele che fanno delle meline aspre che qui usano per fare la Chica, una specie di idromele o sidro con cui ci si sbronza in economia.

La mattina ci sveglia con una nube bassissima sulla montagna davanti a noi ma finalmente il Sole. Il Sole in Patagonia.
Beviamo il Mate con il propietario del camping e poi accrocchiamo le nostre cose alle bici, salutiamo la compagnia della sera prima e ognuno per la sua strada. La nostra di oggi sarà di 40km per arrivare a Coyhaique, li dormiremo e faremo provviste per 3 giorni. Ma per arrivare pare ci hanno avvisato ci sono gli ultimi 12 chilometri dove troveremo una gran salita. Questa Carretera sembra davvero cattiva. Riusciremo a batterla? … restate in scia.. seguiteci.

11 comments on “Secondo giorno di Carretera Austral. – PatagoniaAdd yours →

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  1. …certo ce la farete, noi tutti tifiamo per voi…..non sentite: “dai foooorzaaaaaaaaa siete i megliooooooo”. Un bacio e un abbraccio

  2. anche se sofro e invidio le vs disaventure e le mangiate ed i personaggi che incontrate,grazie di tenersi al giorno poco più o poco meno del vostro sempre particolare viaggio.a ripresto.

  3. Ciao ragazzi forza questa parte sembra un pò difficile, tra pioggia e salite con la bici…Raffii non ti invidio mica tanto odio il fredfo!Fate i complimenti ai nostri piccoli eroi, non lo sanno ma avranno ricordi unici e meravogliosi da raccontare. Fantastico il racconto del primo giorno…bravi!!!! Un abbraccio

  4. Adelante compañeros!
    La varieta’ e belleza delle persone che incontrante fanno pensare che il mondo non e’ poi cosí brutto che esistino persone belle dentro e che …..tutta quella parte di mondo che sembrerebbe più sfortunato rimane invece la parte migliore.

    1. i belli noi li troviamo tra i ricconi della California e tra gli spiantati del Perù ma dato che è sempre l’uomo che morde il cane a far notizia e non viceversa….. spegnete la TV.Ne so qualcosa.

  5. Mamma mia che fatica, però quanta ricchezza in questo vostro viaggio!
    La cosa sorprendente è che più passano i giorni e più il vostro bagaglio aumenta ma, portandolo dentro di voi, non pesa affatto! Forza ragazzi, siamo con voi!
    Forza Italia!!!