Terzo giorno. Maledetta Carretera.

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Sono le 10:59 quando partiamo, appena fuori dal camping sono 2 chilometri di sterrata in leggera salita ma a pochi metri siamo già fermi. Il carrello del cambio Sheimano, triste imitazione del più noto Shimano, della Tremenda di Max si inchioda. Non è la semplice catena che è scesa in un attimo l’avventura sembra già finita. Con qualche imprecazione extra e un po’ di auguri tutti dedicati al venditore di bici di Santiago (e numerosi suoi famigliari), Giordano riesce a sistemarla ma Max dovrà rinunciare ai 3 cambi delle corone grandi e potrà usare solo quelli delle 7 piccole posteriori. Un bel handicap. L’inizio è pessimo e le salite cominciano subito. Lievi ma lunghe. La Carretera si diverte alle nostre spalle.

Il tempo si apre ed ora è definitivamente bello. Pedaliamo sulla strada che corre affianco al fiume, in una valle verdissima bordata di montagne appuntite. Sulle più alte c’è la neve, in basso ancora pascoli, mucche, cavalli che si girano quando li chiamiamo, pecore e persino qualche Alpaca probabilmente importato dal Perù. Le case che si vedono sono molto piccole con giardini di gerani e rose. Passiamo accanto a 3 cascate e almeno altrettante cadono nel vuoto lontane in cima alle montagne. Un po’ ricorda le Alpi ma molto meno abitate e ricchissime d’acqua e di animali.

Un paio di salite ci costringono ad andare a piedi ma le discese rinfrancano un poco. Sono le 2 quando finalmente accostiamo per mangiare. Siamo davvero stanchi.

Finalmente sfoderiamo il nostro fornello da campo sul quale scaldiamo della pasta precotta in brodo, tre minuti ed è pronta. Sa un po’ di dado ma la pedalata ci ha reso famelici e 8 mesi di cucina mondiale poco schizzinosi. Mael si lecca i baffi e annuncia solenne – E’ buonissima!- Raffi e Giordano si guardano ed annuiscono senza dire nulla ad alta voce ma pensano -E’ ora di tornare-fame

Un pezzo di formaggio ed una mela divisa in 4, basta questo per ridare la carica ai 4azonzo. La pausa è stata corta, facciamo già i conti dell’ora in cui arriveremo. Mancano solo 12 Km, 30 e più li abbiamo già fatti l’entusiasmo dura POCHISSIMO. Dietro una curva una salita lunga e ripida si palesa e a metà c’è persino un tunnel. Tutti a piedi cominciamo a salire con le bici a mano ma non siamo neanche a metà che Mael perde coraggio. Fatichiamo noi grandi figuriamoci lui.

E’ passata quasi un’ora quando arriviamo in cima a quello che vedevamo da giù, ma la salita è tutt’altro che finita, un pezzo praticamente identico e, per noi, impossibile da fare in sella. Maledetta Carretera ci prende ancora in giro. Giordano vede salire un PickUp rosso. Qui ce ne sono parecchi e tutti con i 5 posti ed il cassone dietro. Alza il pollice in cerca di aiuto e l’autista fa cenno di sì. Accosta e riusciamo a caricare 3 delle bici nel cassone. I ragazzi e Raffi arriveranno in paese così mentre Giordano affronterà gli ultimi 10 km con la Bianchi che si è dimostrata la bici migliore. Parte in sella quando il nostro nuovo amico sta ancora legando le bici dietro ma quando lo raggiungiamo è già con la bici a mano. Il viaggio in PickUp è silenzioso ma i tre sono davvero grati a quel signore che si è fermato. Più sotto Giordano spinge la Bianchi e pensa a Raffi che in una situazione del genere è solita dire con sarcasmo – Guarda mo chi.. in du ca to purtà!- ( Guarda dove ti ho portato! ) Espressione che il coniuge medio ferrarese rivolge di solito alla moglie bullandosi compiaciuto. Sorride e sentendo le macchine salire da dietro alza il pollice, alla 3 volta un PickUp si ferma. Una giovane coppia con una bimba, sono Argentini, raccolgono anche lui e la bici. Giusto il tempo di raccontargli, in finto spagnolo, del nostro viaggio che avvistano la mantellina rossa di Raffi all’ingresso del paese.

Un terra piena d'acqua

Un terra piena d’acqua

Siamo di nuovo tutti e 4 insieme e con un gran sorriso. Un’altra tappa l’abbiamo portata a termine.

– Però abbiamo barato- dice Max – Amore mio, non si può sempre vincere con i muscoli e domani la Carretera cercherà di fregarci ancora- Toccherà inventarsi qualcos’altro voi, mi raccomando, restate in scia… seguiteci…cartello

15 Comments

  1. Dino

    febbraio 19, 2016

    Ragazzi siete mitici!!!!!
    Non mollate!

  2. Elisa

    febbraio 19, 2016

    Mi viene il fiatone solo a pensarci….

    • mael morelli

      febbraio 20, 2016

      hai capito il vero spirito dello sport.

  3. jade

    febbraio 19, 2016

    Non mollate siamo con voi!!!!!!Corraggio Max malgardo l’hendicap
    Barare non é fregare.

  4. Simonaj

    febbraio 19, 2016

    Autorizzati a barare…Mael ha dato giá il.massimo qualche aiutino è concesdo al nostro eroe!! Avanti così !!

    • giordano author

      febbraio 20, 2016

      e certo quando “l’altro” ha dalla sua il Padre Eterno un aiutino bisogna darselo 🙂

  5. Cesare Zappaterra

    febbraio 19, 2016

    Il fine giustifica i mezzi, quindi l’importante è proseguire il vostro viaggio .

    • giordano author

      febbraio 20, 2016

      si ma i nostri Mezzi.. arriveranno al fine?

  6. Pinuccia

    febbraio 19, 2016

    Forza arriverete al traguardo
    ❤️❤️❤️❤️. ❤️❤️❤️❤️

    • mael morelli

      febbraio 20, 2016

      perchè c’è un traguardo???

  7. GIOVANNA MORELLI

    febbraio 19, 2016

    mi piace il commento di Cesare ma i mezzi sono molto importanti per proseguire. Eroi da storia di prima pagina credetemi,ma hanno scelto loro. e in spagnolo si dice: sarna con gusto no pica,adelante miei eroi.l’importante è e comunque continuare ad avere vostre notizie.Ma i miei complimenti ai due Max e Mael li devo proprio fare.se vi è di conforto simbolico vi abbraccio e vi adoro:

  8. lella morelli

    febbraio 19, 2016

    ….forza, forza e forzissima….è faticoso seguire la scia….ma non si demorde.

    • giordano author

      febbraio 20, 2016

      anche perchè non è sempre una scia profumata

  9. Sarah

    febbraio 20, 2016

    È bello vedere con quanta semplicità la gente si è offerta di prestarvi aiuto!
    Dalle nostre parti non sarebbe stato altrettanto facile!
    Mael e Max siete mitici, io avrei fatto parecchie crisi di nervi.
    Mitici!

    • mael morelli

      febbraio 20, 2016

      Con queste salite ne farei 40 al giorno di crisi!!!!!
      maledetta carretera

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