TUTTA COLPA DI MERZOUGA’

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TUTTA COLPA DI MERZOUGA’

Come tutto cominciò

Il viaggio, probabilmente, è cominciato lì, sulle dune del Sahara. A sud del Marocco c’è Merzouga, porta del grande deserto e paesaggio che ha cambiato tutto dentro di noi.

In verità per me è cominciato anche molto prima. Non so dire quando ma tutta l’adolescenza ho organizzato, pianificato e studiato viaggi mai fatti con un metodo ed una precisione che in generale riservo a poche altre cose nella mia vita. Poi qualcosa ha sempre bloccato lo slancio che si trattasse della verde Irlanda o dello strampalato Madagascar .

Qualche anno dopo il mio lavoro mi ha permesso di viaggiare abbastanza e alcune volte “lontano” se intendiamo per lontano quello che è tanto diverso dal quotidiano.

Il lavoro di Raffaella poi ha dato un’altra bella mano, anche se in forma di vacanza più classica e organizzata , grazie a lei abbiamo visto spiagge di palme da cartolina, nuotato vicino agli squali, scalato ( grazie a funivie e skypass ) le cime delle Alpi, guidato una Mustang rossa sulle Highway della Florida e toccato lo Space Shuttle (quello vero) . Insomma a voler metter dei puntini sul mappamondo ne abbiamo molti più della media e niente sembrerebbe impedire di fare di più durante le vacanze estive future ma ….

5 Anni fa.

Quel giorno di 5 anni fa però successe qualcosa. Dissi a Raffaella che avevo voglia di fare un viaggio, non una vacanza. Con poche cose appresso, senza troppo programmare solo con una rotta da seguire.

Avevo voglia di incontrare un po di gente, vedere posti davvero diversi e vedere le reazioni dei miei due figli fuori dal comfort di ciò che conoscevano.

All’epoca Max aveva 8 anni e Mael 5 quindi non poteva essere un viaggio troppo complicato ma doveva essere abbastanza estraniante e lontano, lontano con le virgolette, come lo intendo io.

Il Marocco è stata una scelta quasi naturale anche se allora non sapevo quanto questo viaggio mi e ci avrebbe segnato. Stà di fatto che da allora lo consiglio a tutti e a tutti quelli che vogliono vivere un’avventura con i propri bambini, anche piccoli, pur non essendo dei super viaggiatori.

Con una sola piccola valigia e due zainetti siamo partiti in aereo da Roma per Marrakech e dopo tre giorni da li siamo partiti su una Renault non molto sexy con la nostra valigia ed una cassa d’acqua. Su per le montagne dell’Atlante, poi giù ad Ait Ben Haddou, da dove partivano le carovane per Timbuktu poi il Sahara, le Gole di Todra, la valle del Draa. Tutto con la ferma volontà di fermarci ogni volta che il paesaggio ci piaceva o il luogo ci ispirava .

2010 Marocco _202.JPG

Viaggiare è questione di allenamento. Le cose si vedono quando si è allenati a vederle ed il Marocco in questo è una straordinaria palestra l’orizzonte è ampio i paesaggi mozzafiato e comunque famigliari visto che dai Western Spaghetti a La Mummia ci siete stati un sacco di volte.Ci si può sentire Indiana Jones senza essere realmente inseguiti da mangiatori di teste.

La gente è nei confronti dei bambini accogliente e calorosa non stupitevi se per strada qualcuno li accarezza o se li prende in braccio anzi approfitatene per farvi conoscere. Tentare di comunicare con chi c’è li intorno è una grande risorsa di informazioni e di conoscenza si impara la difficolta di essere stranieri e spesso percepiti tramite schemi preconcetti anziche per quello che siamo. Anche in Marocco siamo più “italiani” a partire dal momento in cui diciamo di esserlo.

Cammelli, mercati, carrozze, turbanti, sorrisi, venditori rompiballe ai quali si impara a resistere, l’oriente quello bello (opposto a quello dei fanatici ottusi ), lontano ( appunto ) ma anche vicino, cresciuto attorno al mediterraneo come altri posti che ho visto, come Palermo o Istanbul.

Di quel viaggio mi rimangono tante immagini e tante sensazioni che migliorano con il passare del tempo, soprattutto la sensazione provata sulle dune di Merzouga dove quel mare di sabbia sembrava la fine del mondo. Come se oltre non ci fosse niente, pensando a quelle carovane che lo attraversavano fino a Timbuktu.

Il giorno dopo eravamo ancora in viaggio, ancora strada. Dietro una montagna un albero, dietro un albero un campo irrigato come 1000 anni fa e ancora visi e curiosità reciproca.

Ma voi siete qui per un’altra storia.

Ora, però, ci leggete non per sapere della nostra vacanza di 5 anni fa bensì perchè vi abbiamo detto che avremmo mollato tutto e saremmo partiti a fare il giro del mondo. Mamma. Papà e due figli di 11 e 8 anni . Vi confermo, partiamo. Cercheremo di viaggiare piano assaporando e imparando, cercando di capire e di crescere. Cercando di arrivare oltre le dune che ognuno ha dentro.

Raffaella ed io avremo due spettacoli da osservare: quello del panorama che cambia e si trasforma a mano a mano che ci allontaniamo dall’Italia e quello dei nostri figli che cambiano a loro volta davanti allo stesso.

Cercheremo di raccontarli entrambi per chi vuole seguirci perchè ci conosce, perchè vorrebbe anche lui fare la stessa cosa ma ha bisogno di una piccola spinta, per quelli che partirebbero domani ma che davvero non possono e per noi, per ricordare, rileggere.

Al momento in cui scrivo ( 29 Gennaio 2015 ) nessuno sà della nostra decisione di mettere in pausa la nostra vita italiana e non abbiamo ancora chiarissimo l’itinerario preciso, solo grandi linee che seguiranno un po’ le stagioni, un po’ la nostra tasca e poi speriamo di trovare in ogni posto un buon motivo per fermarci un po’ di più.

Alterneremo il racconto a foto, forse piccoli video, informazioni pratiche ed altre di pura osservazione. Cercheremo di raccontarci tutti insieme come famiglia. Ognuno con i suoi spazi e con i suoi tempi vi daremo appuntamento quando è possibile per “vederci” in diretta tramite internet o fisicamente dal vivo se avrete voglia di raggiungerci in giro per il mondo ( chiunque voi siate ) magari avrete voglia di ospitarci a pranzo se abitate lungo la nostra strada.

Cercheremo anche di rispondervi se vorrete chiaccherare con noi o magari portare i vostri saluti al pro-zio d’Argentina che non avete mai incontrato o assagiare per voi il vero Involtini Primavera come lo fanno in Cina ( se esiste davvero e se ci chiedete di farlo ). Ogni scusa sarà buona per farvi fare almeno un pezzetto di strada con noi, dunque… se possiamo… volentieri.

2010 Marocco _441.JPG

14 comments on “TUTTA COLPA DI MERZOUGA’Add yours →

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  1. Mi avete girato il vs. link via mail, sono Mirco il papà di Davide che era in classe con Mael quest’anno…
    Sappiate che vi seguirò con attenzione e MOLTA ammirazione!
    Buon viaggio!

    🙂

    1. Ciao Mirco
      Anche noi siamo curiosi di scoprire come Mael si racconterà.
      Grazie un abbraccio dai 4.

  2. Ciao,
    vi seguiremo con assiduità e tanta curiosità per scoprire con i vostri occhi (soprattutto quelli dei ragazzi) e racconti una parte di mondo che ci ha sempre affascinato per condividere un sogno comune.

    Grazie e a presto

    1. Ciao Manuale
      Speriamo di potervi raccontare tante cose sapere che c’è qualcuno ad ascoltare ci da ancora più voglia di condividere.
      Quanto ai ragazzi quello che vorranno dirci/vi sarà senza filtro.
      Grazie, un abbraccio dai 4

  3. Sarà stupendo condividere le vostre emozioni…siete unici! Un abbraccio grande da tutti noi.

  4. Ciao, vi seguirò con interesse e farò dei vostri viaggi il mio viaggio con la fantasia. Grazie

    1. E noi ti porteremo con noi …. anzi se hai un posto nel cuore dicci dov’é e proveremo a raggiungerlo per raccontartelo.
      Un abbraccio, i 4.

  5. Vi ammiro per il coraggio di staccare e vedere il mondo, non è da tutti!
    Buon viaggio intorno al mondo, credo che tornerete molto più ricchi e meno disposti ad accettare le piccole gabbie della vita quotidiana!
    Costanza, mamma di Clelia compagna di scuola di Max, in questo momento molto “ingabbiata”

    1. Grazie di cuore Costanza. Non ci sentiamo coraggiosi ma molto,molto fortunati.
      Anzi, viva chi ha voglia di restare e di accettare qualche gabbia in piú per COLTIVARE uno spazio bello, pulito e genuino per i suoi vicini ed i suoi amici con l’unica motivazione che vale la pena farlo. Gli americani usano dire “freedom is not free” credo sia il modo giusto per definire quello che fate a http://www.nuovaterraviva.org/
      Un abbraccio, i 4.

  6. Non ho più viaggiato da quando sono diventata mamma. Viaggiare, mescolandomi tra la gente, sedendo alla loro tavola, ascoltando i loro racconti e semplicemente osservando, mi ha profondamente cambiata. È il mio sogno poter viaggiare con i miei figli e fa vivere loro l’esperienza che state per far vivere ai vostri. Imparerò da voi! Vi seguirò con passione. Sarete la mia finestra sul mondo!

    1. Insomma Cri ti sei dichiarata. Non é obbligatorio che sia un anno, basta che sia avventura, vi aspettiamo tutti e tre dove vorrai per fare un pezetto di strada insieme.
      Un abbraccio , i 4 .

  7. Ve l’ho detto di persona e ora ve lo scrivo: BRAVI! Per i nostri figli non c’è miglior scuola dei viaggi, e questo sarà il più importante della vostra vita!
    Vi ammiro tanto, io e Bea vi seguiremo e sogneremo con voi.. 4 abbracci grandi!
    Elisa

    1. Grazie, garzie fai il tifo per noi come si tifa per l’italia in finale… nessuna garanzia di vincere ma lacrime e emozione fino all’ultimo.
      Un abbraccio i 4.