Un salto indietro – Carretera Austral, Patagonia

Un salto indietro – Carretera Austral, Patagonia

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E’ sveglia presto. In questo Camping libero di El Blanco ci siamo solo noi. Apparecchiamo per terra e facciamo colazione con biscotti, tè e caffè. L’acqua è quella cristallina del Rio qui affianco. Ci hanno detto che tutta l’acqua che incontreremo è buona e potabile ed infatti attorno non c’è molto a poterla inquinare.

Cominciamo a togliere il campo ed abbiamo la prima brutta sorpresa della giornata. Uno degli ammortizzatori della Tremenda (ribattezza Tremenda Mierda) di Giordano sta uscendo dal suo alloggio. Significherebbe perdere la forcella e su una ruota sola sembrerebbe difficile proseguire.

La Tremenda..Mierda di Max e Giordano
La Tremenda..Mierda di Max e Giordano

Le ruote sono un po’ sgonfie ma questo sembrerebbe normale se non che, a tentare di rigonfiarle, la valvola si apre senza prendere un soffio dell’aria della pompa. Il morale è a terra come la gomma.

La Super di Mael
La Super di Mael

Poco lontano c’è la stazione dei Carbineros con cui abbiamo parlato la sera prima. Ancora una volta si sono dimostrati gente disponibile e sorridente, niente a che vedere col broncio dei nostri… “ dogumeeenti!” italici. Dunque ci dirigiamo là spingendo la bici in cerca di una pompa migliore.

Quando Giordano entra nell’ufficio un giovane Carabineros tiene in mano una pompa da bicicletta. Il solito culo dei Morelli? Come dice Sabbatini? Ne avremmo davvero bisogno.

Il militare prova e riprova ma la gomma resta a terra. Anche la loro pompa è guasta il posto più vicino per aggiustare una bici si trova a Coihaique, dove eravamo ieri, e non ci possiamo nemmeno arrivare pedalando.

Rio Simpson
Rio Simpson

L’indecisione dura parecchio ma alla fine ci rassegnamo all’evidenza. Bisogna fare 40km indietro e trovare non uno ma 2 pickup che ci diano un passaggio.

Dunque ci dividiamo in 2 coppie. Raffi e Max partiranno per primi, il secondo passaggio sarà di Mael e Giordano.

Raffi è timida, non lo ha mai fatto prima e il suo pollice sbuca appena dalla manica del suo giubbotto. Passano vari furgoncini in mezz’ora ma nessuno si ferma, così la prima coppia decide di incamminarsi in bici e di chiedere un passaggio lungo la via. Mael e Giordano con una ruota a terra e mezza forcella fuori uso chiederanno un passaggio in paese. Nell’attesa trovano il tempo di scrivere 4azonzo nella base di cemento fresco che regge il cartello che indica il lago li vicino (dunque se passate in Patagonia e sostate a El Blanco troverete questo indelebile graffito del nostro passaggio).

Sarà la fortuna o l’espressione di Mael ma il secondo pickup che passa si ferma e ci raccoglie. Sono un ragazzo ed una ragazza lei ingegnere che lavora qui per il governo, lui un amico che è appena atterrato in aereo da Santiago per trascorrere un lungo week-end, porteranno 2 dei 4 alle porte di Coihaique dove almeno la gomma si potrà gonfiare. Appena saliti sorpassiamo Max e Raffi con un po’ di pena. Speriamo non si deprimano. Appuntamento davanti all’Unimark.

Sulla strada intano Max spinge con tutto il suo coraggio la bicicletta ma il vento contrario è così forte che tocca pedalare anche in discesa. Non si va ne avanti ne in dietro.

Quando il morale della coppia è al minimo un pickup che va nell’altra direzione fa improvvisamente un’inversione a U, li raggiunge, con loro sorpresa e senza che lo avessero chiesto gli offre un passaggio. Un amico dell’autista era al telefono con lui mentre Raffaella e Max chiedevano un passaggio, gli racconta di questa donna e di un ragazzino al bordo della strada e lui decide di partire da Coihaique per andarli a cercare e soccorrere. Questa è la gente che incrociamo qui, forse la più disponibile e generosa di tutto il nostro viaggio. (pensateci la prossima volta che vedete uno col pollice alzato, rendete il favore da parte nostra poi noi ne dovremo uno a voi)

Ci re-incontriamo dove previsto e andiamo a piantare le nostre tende. La voglia di vendere i 4 trabiccoli e continuare in Bus e a piedi è grande, ancora non abbiamo deciso.IMG_20160218_182155_720x960

Una cosa è certa; a volte non si può vincere neanche barando. Maledetta Carretera oggi è un punto per te. Speriamo che la bici si possa riparare e chissà, la notte ci aiuterà a decidere. Dunque piantate la tenda oggi riposo forzato.. seguiteci.

6 comments on “Un salto indietro – Carretera Austral, PatagoniaAdd yours →

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  1. …..un bel salto all’indietro!!!!!! Nota positiva: LA DISPONIBILITA’ E LA GENEROSITA’ della gente, può essere un buon incentivo per proseguire…..siete coraggiosi un abbraccio.

  2. È vero la notte porta consiglio
    Qualsiasi decisione sarà quella giusta
    Noi saremo sempre con voi

  3. Maledetta “Tremenda mierda”!
    Forza ragazzi dalla vostra parte c’è sempre “il solito culo dei Morelli”.

  4. nessuno vi giudicherai MAI dei codsardi,se lasciate le bici e proseguuite in bus.Stupendo i chileni così generosi da ricordarli,ma onestamente i latino-americani in genre sono tutti molto buoni e generosi.ripeto Adelante Muchacios la vid ès de Ustedes, e ricordatevi il detto:SARNA CON GUSTO NI PICA.

  5. Il trucco, detto però dal divano, é fare sempre quel che ci si sente! A piedi, in bici o anche volando.
    Coraggio 4aZonzo!!! Vi seguiamo!!!

  6. Dai se si guarda il lato pieno del bicchiere la notte porta consiglio e il mattino ha l’oro in bocca tenete duro voi e il vostro culo