Valpo, Valparaiso.

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Questo è un articolo da vedere, poche chiacchiere e tante foto.

I cileni di Santiago, come tutti quelli che abitano in una grande città, hanno bisogno, almeno ogni tanto, di andare al mare e sfogarsi un po’. Basta un ora e mezza per arrivarci e sulla costa ci sono due città appiccicate, contigue ed opposte. C’è Viña del Mar con i suoi condomini, gli alberghi di cristallo, le strade pulite e poi c’è Valpo, Valparaiso.

Le separa solo una linea immaginaria, le case di una sono attaccate a quella dell’altra però dietro quella riga le strade di Valpo diventano sporche, le case sgarruppate e la gente anche.

Sulle case di Valpo vivono i colori, nel barrio dove abitiamo sulla collina, un po’ fuori dal centro, le case sono piccole e modeste ricordano la casetta di Geppetto a Centocelle. Un solo piano e tetto di lamiera ma allegre: verdi, rosa, gialle, rosse. Quassù aveva una delle sue case Pablo Neruda. Oggi è un museo, un monumento all’eccentricità del poeta che amava la vista sulla città e i suoi abitanti, marinai, sgarrupati e artisti.

Scendendo le ripide vie verso il centro troviamo porte decorate, murales, lampioni colorati, persino i camion della nettezza urbana sono giganteschi quadri su ruote e tutto ha un suo senso ed un suo valore. Valpo è sgarrupata perché i suoi artisti e i suoi murales hanno bisogno di una cornice e se le vie fossero ordinate e le case restaurate ci sarebbe la stessa differenza che c’è nel vedere un quadro appeso nello studio del pittore o esposto in una galleria. Bisognerebbe sempre vedere un quadro dove è stato dipinto, su un cavalletto o sul muro dello studio del pittore.

Valpo é un cavalletto e i suoi quadri non si possono portare in un museo o in una galleria, devi andare li a casa del pittore per vederli. Non li puoi comprare, portare via.

Un quadro si compra per farlo sparire, lo si appende su un muro rivolto solo verso il suo proprietario, l’unico che lo potrà ancora vedere. Un murale non si compra, è un regalo. Si appende su un muro ma è rivolto verso la città e chiunque passa, se ha voglia, di ferma a guardarlo.

I murales di Valpo:

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4 Comments

  1. nicoletta

    aprile 14, 2016

    che spettacolo…………… saro’ monotona ma cosa si puo’ aggiungere……………. aspettiamo il resto
    ciao viaggiatori
    nico

  2. lella morelli

    aprile 14, 2016

    ….i quadri del vostro viaggio saranno appesi nella vostra mente e nel vostro cuore….la meraviglia è che dai vostri racconti ed esperienze, io (anche gli altri) ho “sbirciato” tanto e visto tanto. Qunto vedrò al vostro ritorno??????

  3. Sarah

    aprile 15, 2016

    Questo è un chiaro esempio di come il colore si sostituisce al degrado conferendogli un enorme valore artistico. Spettacolare!
    Ma come fanno a dipingere in orizzontale su un’intera parete di un condominio?
    Sono dei veri fenomeni.
    Un bacio.

    Sarah

  4. Matteo

    aprile 16, 2016

    Fantastico. Sia il post, con le parole di Raffaella che preparano allo spettacolo, che le coloratissime immagini che stanno invadendo lo schermo del mio smartphone. Grazie per questa altra pagina di mondo.
    A me è capitato, in maniera analoga, di trovare particolarmente pittoresco un villaggio sulla costa occidentale del Marocco, Sidi Ifni, perché in parte sgarrupato. Anche se mancano i murales.

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